Carlos Bernardes, arbitro di tennis con un annuncio sul giornale

Dalle strade di San Paolo al gold badge che lo pone tra i migliori 25 arbitri del mondo: il brasiliano è tra i protagonisti del circuito.

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Tutto è cominciato correndo a perdifiato tra le strade di Sao Caetano do Sul, cittadina nell'area metropolitana di San Paolo. Il Brasile, terra di calcio e samba ma mai particolarmente avvezza al mondo del tennis, eccezion fatta per pochissimi casi, ha sfornato uno degli arbitri internazionali più famosi, rispettati e ammirati del circuito.

Sono passati anni da quando Carlos Bernardes scavalcava i cancelli di Lauro Gomes, un vecchio complesso chiuso nel weekend che presentava un'area abbastanza grande da porsi alle due estremità con le racchette in mano. Il sogno di entrare nel mondo del tennis, incentivato anche da una signora che, una volta scoperti i ragazzini, li faceva entrare dall'ingresso principale senza costringerli a scavalcare.

Eppure, nonostante la passione, Bernardes non ha mai avuto la reale opportunità di confrontarsi a livello agonistico, rimanendo un semplice autodidatta che si divertiva con gli amici. Fino ai due eventi che gli hanno cambiato la vita: un lutto e una pagina di giornale che lo introdurrà definitivamente tra i protagonisti dello sport che ama.

Carlos Bernardes, l'arbitro di tennis che ha cambiato la sua vita con un annuncio sul giornale
Carlos Bernardes, l'arbitro di tennis che ha cambiato la sua vita con un annuncio sul giornale

Carlos Bernardes, arbitro di tennis grazie all'annuncio sul giornale

A 16 anni il giovane Carlos rimane orfano di suo padre. Una perdita enorme che dovrebbe costringerlo a rivedere i suoi piani e le sue passioni, concentrandosi sul mantenimento della sua famiglia in una zona del Brasile esposta a povertà e criminalità. Bernardes riesce invece ad unire l'utile al dilettevole, continua a giocare e si guadagna da vivere facendo l'istruttore di tennis nei circoli e nei centri sportivi della zona.

Un lavoro onesto, che gli piace e gli permette quantomeno di contribuire al bilancio familiare. Talmente soddisfacente da puntare a qualche extra: al circolo Pinherois di San Paolo arriva la Fed Cup, con numerose partite da svolgere in un'unica sede e, per questo motivo, con la federazione a corto di risorse per portare avanti la competizione. Viene pubblicato un annuncio sui giornali: si cercano arbitri per coprire adeguatamente tutti i match in programma. Tra i candidati c'è anche Carlos Bernardes, che viene "provinato" dagli addetti ai lavori per far sì che possa ottenere il posto.

I supervisor della federazione brasiliana rimangono colpiti dalla sua bravura fin dai primi istanti. Diventa arbitro per la manifestazione femminile a squadre, distinguendosi per il suo polso unito ad un'ottima capacità comunicativa con giocatori e pubblico. Soddisfatti del risultato a fine torneo, i membri della federazione gli propongono di arbitrare full-time, lasciando il suo precedente lavoro di istruttore. Significa abbandonare Sao Caetano do Sul, significa partire in tour per quasi tutto l'anno. La scelta è difficile, ma lo è anche la vita nell'area metropolitana di San Paolo: la risposta è sì, si va in tour con ATP e ITF.

Bernardes
Bernardes ha arbitrato in tutte le principali manifestazioni del tennis mondiale: qui a Wimbledon

La carriera di Carlos Bernardes oggi

Ne ha fatta di strada, quel ragazzo brasiliano che scavalcava i cancelli di Lauro Gomes. Sono passati oltre 30 anni da quella Fed Cup a San Paolo, in cui Bernardes ha ricoperto sia il ruolo di arbitro sia quello di giudice di linea, sempre per la carenza di personale emersa per l'occasione. Da quel momento in poi, ha frequentato i corsi da arbitri necessari per ottenere il white badge, primissimo riconoscimento per la direzione arbitrale. Oggi, l'arbitro brasiliano vanta il gold badge, che lo pone in una ristretta cerchia con altri 24 colleghi.

Ha arbitrato la finale di Shanghai 2002 tra Juan Carlos Ferrero e Lleyton Hewitt, durante il periodo di transizione tra il duopolio Sampras-Agassi e quello imposto da Federer e Nadal. È stato arbitro alle Olimpiadi di Atene 2004, poi è arrivato il Roland Garros. Adesso è stabilmente tra i direttori di gara di tutte le prove del Grande Slam e delle Olimpiadi, dopo aver dimostrato di essersi adattato alla perfezione ai cambiamenti imposti dalla tecnologia.

Oggi vive in Italia, nella piccola Gorle, a poca distanza da Bergamo. Con lui la sua compagna, Francesca Di Massimo, già giudice di linea tra Grande Slam e Olimpiadi. Qui Bernardes si appresta a concludere il suo periodo di pausa tra una stagione e l'altra, con gli Australian Open appena cominciati e la certezza di tornare in scena anche per il 2020.

Bernardes
Carlos Bernardes sul rosso del Roland Garros: è uno dei 25 arbitri del mondo che vanta il gold badge

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