Torino, guerra tra Mazzarri e i tifosi: scoppia il caso Millico?

Il 19enne si è messo in mostra contro il Sassuolo, ma il tecnico frena l'entusiasmo dei tifosi: "Lo gestisco come voglio". La piazza è nervosa, e il rinnovo non arriva.

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Durante lo scorso campionato Primavera 1, ci furono tre giocatori che spiccarono per talento e potenziale: Dusan Vlahovic, Dejan Kulusevski e Vincenzo Millico. Il primo non ci ha messo molto a prendersi la Fiorentina, diventando già una sorta di idolo per i tifosi viola, mentre al secondo - oltre ad aver già fatto parlare di sé in tutto il mondo - è bastato un girone di andata per far scatenare un'asta furibonda tra Inter e Juventus, con quest'ultima che si è aggiudicata lo svedese del Parma, ma di proprietà Atalanta, per 35 milioni di euro più 9 di bonus. L'attaccante del Torino, invece, non se la sta passando benissimo.

Aggregato alla prima squadra in estate, Millico ha trovato spazio solo nei preliminari di Europa League - dove si è tolto lo sfizio di segnare il primo gol da professionista in gare ufficiali - ma, contrariamente a quanto si potesse pensare, nel Torino non è ancora riuscito a ritagliarsi il minutaggio necessario per incidere come saprebbe. Per questo, nelle ultime settimane, il talento classe 2000 è diventato uno degli argomenti che la maggioranza dei tifosi granata stanno usando contro Mazzarri, allenatore sempre più nell'occhio del ciclone. D'altronde, dopo nove sconfitte in venti partite, anche la calma di una piazza tendenzialmente paziente rischia di esondare.

Contro il Sassuolo, Mazzarri ha mandato in campo Millico a un quarto d'ora dalla fine della partita, sperando che il golden boy cresciuto nell'hinterland del capoluogo piemontese potesse aiutare la squadra a rimontare il 2-1 appena segnato dai neroverdi. VM11, come lo hanno ribattezzato lo scorso anno i tifosi del Toro, ha prima sfoggiato un paio di giocate di altissima scuola, corredandole di dribbling e sterzate ubriacanti sul malcapitato Toljan, e poi colpito l'incrocio dei pali con un destro "alla Del Piero" - non ce ne voglia nessuno - che probabilmente avrebbe meritato miglior sorte.

Torino faida Mazzarri - tifosi per Millico
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Più in generale, l'impressione è che la freschezza e la sfrontatezza di questo ragazzo debbano essere tenute maggiormente in considerazione, soprattutto in un momento come questo, dove lì davanti il Torino fa fatica a incidere viste le difficoltà di "mister 23 milioni", Simone Verdi, e l'altalenanza delle prestazioni del pur generoso Berenguer. La presenza di Millico in campo permette ai granata di sviluppare al meglio il piano partita preferito da Walter Mazzarri, imperniato su ribaltamenti di campo fulminei e un gioco che, in generale, valorizza caratteristiche come la rapidità in campo aperto e l'abilità nella rifinitura.

Il 19enne strappato pochi anni fa alla Juventus, di queste qualità, ne ha a iosa. Eppure, nonostante il tecnico livornese abbia più volte precisato di non avere preclusioni verso nessuno dei suoi giocatori, anche nel postpartita di sabato si è visto costretto a tornare sull'argomento:

Quando si perde è sempre colpa dell'allenatore, lo so e mi sta bene. Ma non accetto che parlino tutti. Millico per Verdi? Non sapete cosa state dicendo: è un ragazzo di 19 anni con grandi qualità, ma devo gestirlo in un certo modo.

Per parlare della gestione Millico - 29 gol complessivi nella stagione 2018/19 - occorre però fare un passo indietro, fino agli ultimi minuti del calciomercato estivo. Ai tempi il giocatore sarebbe dovuto andare in prestito al Chievo, ma l'affare Verdi - conclusosi proprio in extremis - ha fatto sì che tutta la dirigenza fosse impegnata a chiudere l'accordo con il Napoli, costringendo il ragazzo a rimanere a Torino nonostante le prospettive fossero chiare fin da subito.

La cosa ha indispettito il suo procuratore, che per ora ha posto il veto anche sul possibile rinnovo di contratto fino al 2024. Già, perché Millico - prima di andare in prestito - dovrebbe rinnovare di un ulteriore anno, in modo tale che il Torino possa tutelarsi dalle eventuali pretendenti e gestirlo al meglio per più tempo. Per ora, però, la fumata resta nera. Anzi, nerissima. E, come se non bastasse, VM11 sta facendo di tutto per mettere in difficoltà Mazzarri: prima del buon impatto a gara in corso contro il Sassuolo era arrivata l'ottima prova in Coppa Italia contro il Genoa, impreziosita dal rigore trasformato durante la lotteria finale.

I tifosi lo pretendono a gran voce: secondo un sondaggio pubblicato dal quotidiano torinese Tuttosport, il popolo granata non ha dubbi, soprattutto considerando lo scarso apporto di gente ben più sponsorizzata. Ma la situazione resta delicata: il Torino non può permettersi di perdere una potenziale pepita d'oro, ma per valorizzarlo vanno fatti dei cambiamenti. Per l'ambiente non ci sono dubbi: il problema è Mazzarri, che però dalla sua ha i numeri e il fatto che lo spogliatoio, almeno per ora, lo segue e lo stima. La speranza è che Reggio Emilia sia stato l'episodio per sbloccare quest'empasse, utile magari a far scalare al ragazzo qualche gerarchia in vista del delicato match contro l'Atalanta.

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