Inter, Esposito: "Lukaku mi ha sempre aiutato. Conte? Ve lo racconto..."

Le parole dell'attaccante classe 2002 nell'intervista rilasciata a DAZN.

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Il giovane attaccante dell'Inter, Sebastiano Esposito, ha rilasciato un'intervista a DAZN in cui ha parlato del rapporto con il tecnico Antonio Conte e non solo. 

Se gli do del lei? Ovviamente sì! Lui è il mister - ha esordito il classe 2002 - e tutti fanno così. Penso sia bravo proprio a dare sia il bastone che la carota. Da fuori magari può sembrare che sia tutto bastone, invece non è così. Capisce i momenti in cui bisogna dare stimoli e quelli in cui bisogna dare una svegliata

Su Lukaku:

Io e Romelu siamo diventati amici in italiano: ha subito imparato la lingua e già per questo motivo è una persona da apprezzare. Poi mi ha aiutato sempre. La cosa che mi ha stupito è che mi conosceva già, non so come sia possibile. Abbiamo parlato un po’ e mi ha detto di aver guardato gli Europei dell’Under 17 e di avermi conosciuto lì. Quindi mi ha preso sotto la sua custodia all'interno dello spogliatoio ed è nato subito questo rapporto, fin dalle prime amichevoli e dai primi allenamenti. Ci chiamiamo "frero"? Sì, a volte capita".

Sulla sua crescita in campo e fuori:

Quando ero piccolo sapevo di dover crescere in fretta. Non ero un bambino come gli altri, non potevo fare le stesse cose. Allo stesso tempo loro non potevano fare le stesse cose mie: giocare nell’Inter non è una cosa da tutti. Dovevo sacrificarmi ma allo stesso tempo avevo delle bellissime soddisfazioni. Non nego di sentirmi qualche anno in più. Tre anni in più me li sento 

Su San Siro:

Io ti posso dire che l’ho visto prima dalla tua parte, poi l’ho visto dalla mia. Cambia tutto, a cominciare dall'atmosfera. Quando sei in silenzio in campo, non puoi starci perché senti un tifo, una pressione straordinaria. Tu torni a casa e ci torni con un bagaglio di emozioni incredibile. È difficile spiegare le emozioni che ho provato, le sensazioni. Veramente una cosa straordinaria. Un bambino, un ragazzo, un diciassettenne ma anche un venticinquenne sogna di giocare e provare queste emozioni

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