Vieira, stoccata a Balotelli: "Inadatto a uno sport di squadra"

Compagni all'Inter e al Manchester City, poi il francese ha allenato Mario al Nizza. E lo boccia: "Complicato da far coincidere le sue idee con uno sport di squadra".

0 commenti

di - | aggiornato

Share

DisneyPlus in offerta a tempo limitato per 1 anno a 59,99 euro. Offerta valida sino al 23 marzo 2020.

Compagni di spogliatoio nell'Inter dal 2007 al 2010, con la vittoria di un Triplete che arricchisce la bacheca di entrambi. Una stagione insieme, la 2010/2011, al Manchester City con la vittoria di una Coppa d'Inghilterra. Poi di nuovo insieme nell'annata 2018/2019, questa volta in Francia, con uno nei panni di allenatore e l'altro nel ruolo di attaccante. Storia di Patrick Vieira e Mario Balotelli, diversi anni condivisi nel calcio ma un rapporto fatto di pochi alti e molti bassi, come spiegato dallo stesso francese.

Vieira ha raccontato il suo punto di vista su Balotelli nel corso di una lunga intervista concessa al Daily Mail. Nella scorsa annata, tra luglio 2018 e gennaio 2019, Mario ha messo insieme 10 presenze senza reti sotto la guida dell'ex capitano dell'Arsenal, prima di cambiare aria in direzione Marsiglia. Fine di un percorso breve e deludente, avviato con la mancata presentazione dell'attaccante all'appuntamento per l'avvio del ritiro estivo e passato per le sfuriate di Vieira.

Un rapporto raramente sereno, quello tra i due. Che Vieira ha descritto nell'intervista, ammettendo le qualità tecniche di Balotelli - che in questa stagione con il Brescia in Serie A ha realizzato 5 reti in 14 partite giocate - ma anche stigmatizzando le sue peculiarità caratteriali:

Il modo di pensare di Mario è complicato da far coincidere con uno sport di squadra come il calcio. E vista la filosofia che volevo mettere in pratica, è stato davvero difficile per me lavorare con un calciatore come lui. Anzi, è stato difficile per entrambi lavorare l’uno con l’altro, quindi abbiamo deciso di separarci. Se vogliamo vivere bene insieme, dobbiamo avere regole e dobbiamo rispettarle. E chi non rispetta queste regole può essere multato o messo fuori squadra. Io sono il responsabile dei comportamenti dei ragazzi, non solo del modo in cui giocano.

Premier League 2010/2011, Patrick Vieira e Mario Balotelli festeggiano un gol con il Manchester City
Premier League 2010/2011, Patrick Vieira e Mario Balotelli festeggiano un gol con il City

Vieira: "Balotelli carattere complicato, da allenatore cambia il punto di vista"

Conclusa nel 2011 una carriera da professionista fatta da quasi 800 partite tra club e nazionale francese e 20 trofei in bacheca, inclusa la Coppa del Mondo 1998, Vieira ha intrapreso la carriera da allenatore: prima le giovanili del City, poi l'Under 19 del Caen prima del grande salto su una panchina senior con il New York City. Oggi guida un Nizza undicesimo in Ligue 1, ma al di là dei risultati l'ex centrocampista ammette di aver cambiato il proprio punto di vista su quelli che un tempo erano colleghi:

Devi trasmettere calma anche nei momenti complicati. Ricordo Arsene Wenger all'Arsenal: anche quando le cose non andavano bene, non perdeva la testa . Se vincevamo o perdevamo, lui era sempre lo stesso. Questo mi piaceva molto, a un giocatore un comportamento del genere ispira fiducia. Devo dire che tutti gli allenatori che ho avuto, da Wenger a Mourinho fino a Mancini, conoscevano bene i loro giocatori e sapevano come legare con loro.

Mario Balotelli, 14 presenze e 5 reti nel girone di andata con il Brescia in Serie A
Mario Balotelli ha totalizzato 14 presenze e 5 reti nel girone di andata con il Brescia in Serie A

Vieira ha anche parlato del suo stile di gioco preferito: tra i riferimenti c'è Pep Guardiola: 

Pep monitora i giocatori nel dettaglio, prepara la squadra nello stesso modo in cui le persone giocano a scacchi. Ma non voglio copiare Pep perché abbiamo giocatori diversi. Mi piace il modo in cui Leicester gioca con Brendan Rodgers, ad esempio. Mi piace che le mie squadre siano intense e tengano tanto il pallone tra i piedi.

L'occasione è stata utile anche per far chiarezza sul suo accostamento alla panchina dell'Arsenal, risalente allo scorso novembre quando Unai Emery è stato sollevato dalla guida dei Gunners, club con cui il francese ha giocato più di 400 partite. Vieira è stato lapidario sul tema, con la grinta e la leadership che lo contraddistinguevano già in campo:

Questa voce sull'Arsenal non mi ha infastidito. Non so cosa riserva mi il futuro, ma è per questo che non voglio mettere il mio cervello in un posto che non esiste. Questo club sa che voglio restare e so che vogliono che io rimanga, al 100%.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.