Juventus, i problemi di Sarri: c'è un trio di scontenti a centrocampo

Gli svincolati di quest'estate non ingranano, il tedesco chiede chiarezza nonostante sia stato tolto dalla lista cessioni. Serve un'inversione di rotta prima del prossimo mercato.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

DisneyPlus in offerta a tempo limitato per 1 anno a 59,99 euro. Offerta valida sino al 23 marzo 2020.

Quando in estate la Juventus aveva completato il proprio mosaico andando a inserire alcuni pezzi mancanti, in molti si chiedevano se la rosa messa a disposizione di Maurizio Sarri soddisfasse in pieno le esigenze dell'ex manager del Chelsea. Al giro di boa, con un primo posto in classifica consolidato e gli ottavi di Champions League conquistati in maniera abbastanza tranquilla, si può quasi dire che - nonostante tutto - in casa bianconera vadano ancora risolti alcuni problemi. In primis, fa discutere la qualità del centrocampo, inteso non come reparto complessivo, bensì a livello di singoli calciatori.

Dei sei elementi in rosa, solo tre si stanno dimostrando bene o male all'altezza del sistema di gioco pensato da Sarri. Se Miralem Pjanic rimane la luce, il cervello della mediana bianconera, Blaise Matuidi - al netto di alcuni limiti tecnici rimarcati - è stato bravo a conquistarsi uno spazio sfruttando in pieno corsa e agonismo, le sue doti migliori. Poi c'è Rodrigo Bentancur, giovane e ancora in pieno percorso di maturazione, sul quale il tecnico ha già detto di puntare per il futuro. Poi, poco altro, soprattutto perché i due osservati speciali dell'estate, Aaron Ramsey e Adrien Rabiot, per differenti motivi, non stanno dando l'apporto sperato.

Vorrebbero, ma non riescono. All'impegno di entrambi, peraltro più volte sottolineato dallo stesso Sarri, fanno infatti da contraltare alcune problematiche fisiche e tattiche che ne stanno limitando l'ascesa. A oggi, i numeri fatti registrare da Ramsey e Rabiot non possono assolutamente ritenersi soddisfacenti, tanto è vero che spesso l'ex allenatore del Napoli ha dovuto fare di necessità virtù, modellando tatticamente la squadra o, ancora, studiando soluzioni alternative, non ultima quella che vedrebbe Federico Bernardeschi scalare definitivamente nel ruolo di interno di centrocampo.

Juventus i problemi di Sarri a centrocampo
Adrien Rabiot in azione contro l'Udinese: il centrocampista francese sta deludendo le aspettative, ma arriva da un anno di inattività e deve trovare la forma fisica

Juventus, la crisi di Ramsey e Rabiot: quando lo svincolato non è sempre un affare

Anche se nelle ultime partite qualche segnale incoraggiante c'è stato (Rabiot ha fatto molto bene contro la Roma), complessivamente i due di cui sopra si sono spesso ritrovati al centro delle polemiche. Il francese, che col compagno condivide il trasferimento estivo alla Juventus a parametro zero, paga un fisico non proprio facile da gestire: il suo metro e novanta abbondante non gli permette di entrare velocemente in forma e, se a questo aggiungiamo il fatto che arriva praticamente da un anno di inattività (il PSG lo aveva messo fuori squadra a causa del rifiuto a rinnovare), ecco che il risultato non può che essere il suddetto. Sarri più volte lo ha tranquillizzato, crede in lui ma ha bisogno di risposte.

Le stesse, peraltro, che non sta dando Ramsey: schierato spesso nel delicato ruolo di trequartista, il gallese è filosoficamente molto vicino al calcio pensato da Sarri, ma completamente inaffidabile a causa dei troppi infortuni, che lo ributtano sistematicamente giù non appena riesce a rialzare minimamente la testa. D'altronde, che Ramsey fosse soggetto a molteplici ricadute, non era certo un mistero, ma l'affare di mercato low cost era troppo ghiotto per non essere preso al volo. Inoltre, da mezzapunta Bernardeschi garantisce più copertura e, ora che Douglas Costa sta meglio, bisogna capire su quale modulo virerà definitivamente Sarri.

Emre Can chiede chiarezza, ma il problema è la qualità: in estate servono innesti mirati

Come se non bastasse, Emre Can - il parametro zero della stagione 2018/19 - chiede spazio, polemizza e vuole chiarezza su quello che sarà il suo ruolo da qui in poi. La sua stagione si è aperta con l'esclusione dalle liste UEFA e conseguenza sfogo durante un ritiro con la propria nazionale, ed è poi proseguita con lo scarso utilizzo da parte di Sarri. Che, quando parla di lui, minimizza e tende sempre a cambiare discorso.

Il tedesco sperava di poter cambiare la stagione dopo l'infortunio di Khedira, ma per ora rimane un comprimario, anche se Paratici lo ha ufficialmente tolto dal mercato. Sembrerebbe una questione di caratteristiche, più che di qualità, la stessa che lì in mezzo non abbonda e andrà ampiamente procacciata sul mercato estivo, quando a Torino dovranno ragionare di una minirivoluzione per quanto riguarda il reparto di centrocampo.

Serve gente più affine al credo "sarrista", ovvero almeno una mezzala di livello assoluto e un mediano in grado di giocare a schermo davanti alla difesa, cosa che permetterebbe a Pjanic di spostarsi finalmente nel ruolo di interno. Gente alla Jorginho o alla Torreira, per far capire la tipologia, che con Sarri potrebbe valorizzarsi ulteriormente. Ci sono, insomma, troppi rebus da risolvere, ma anche una stagione nella quale si punta apertamente a vincere tutto. Obiettivo non semplice, ma obbligatorio: soprattutto se ti chiami Juventus.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.