MotoGP, la prima e l'ultima vittoria nella carriera di Valentino Rossi

Dal 1996 ad oggi, The Doctor ha collezionato 115 successi nei Gran Premi e nove titoli mondiali. Per il numero 46 il conto con Giacomo Agostini, fermo a quota 123 affermazionii, è ancora aperto.

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L'immagine di copertina ritrae l'ultima vittoria in MotoGP di Valentino Rossi. Era l'estate del 2017, quando il pilota Yamaha riuscì a centrare il successo, battendo Danilo Petrucci con la Ducati e Marc Marquez su Honda. Per il numero 46 quella fu la centoquindicesima volta in carriera sul gradino più alto, in una striscia impressionante, iniziata nel 1996. Nell'agosto di quell'anno, il giovanissimo pilota Aprilia si presentò al mondo, sferrando il colpo che lasciò un segno indelebile.

Analizzando il percorso di The Doctor, notiamo che sono quattro le annate in cui egli non riuscì a conquistare nemmeno una coppa del primo al traguardo. Le due stagioni in Ducati, per esempio, gli portarono più dolori che gioie. Poi, gli ultimi due anni, 2018 e 2019, più neri che colorati per lui. Momenti bui a parte, l'asso di Tavullia ha sempre vinto almeno una gara, dalla ottavo di litro alla dueemmezzo, passando in 500 e poi nella Top Class.

A quasi 41 anni, non potendo ambire ai 15 titoli ottenuti da Agostini, Valentino vorrebbe però raggiungere Giacomo in un altro primato. Per "Mino" 123 successi di tappa (anche se alcune fonti ne contanto 122) un vero record a due ruote. Ecco, a Rossi piacerebbe eguagliare quello score, ma sa che non è una impresa facile. Innanzitutto, la missione 2020 è rappresentata dal ritorno alla competitività. Se ci riuscirà, il portacolori Yamaha penserà ad un eventuale prolungamento del contratto per la MotoGP. Avendo a disposizione 20 Gran Premi. In effetti, modo per arrivare ai 123 trionfi di Ago, Vale lo avrà.

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MotoGP, Agostini - Rossi, 123 a 115: conto ancora aperto per Valentino

Non è facile, nemmeno impossibile. Otto Gran Premi da vincere sono tanti, se consideriamo i risultati raccolti da Rossi negli ultimi anni. Da Brno 1996 sino al 2005 per Valentino è stato un Crescendo Rossiniano, le difficoltà sono arrivate nel 2006. Battute d'arresto vere e proprie il 46 le ha registrare nel bienno 2011 - 2012, in Rosso Ducati. E nei già citati ultimi due campionati.

Agostini, ha praticamente sempre vinto, esordio e anno del ritiro a parte. Ovvero, nel 1963 nella 250 e nel 1977 in 500. Il peggior risultato finale per il marchigiano è rappresentato dal nono posto colto in 125 nell'anno del debutto, proprio il 1996. Mino, invece, ha come piazzamento più basso il diciottesimo posto nella classe 350, annata 1977, l'ultima prima del ritiro. In tutto questo ragionamento, va ricordato che Vale si è sempre e solo dedicato ad una categoria, Ago ha partecipato contestualmente a diverse cilindrate.

Però, erano altri tempi. Non si contavano 20 trasferte come oggi, con la cosiddetta "tripla oceanica" costituita da Giappone, Malesia ed Australia. Senza ritorno a casa né fiato. Perché nel lavoro di pilota vanno conteggiati anche gli aerei presi, parecchi. Sembra passata una vita dal Brno 1996 e, allo stesso tempo, sembra ieri. Chi immaginava che Rossi avrebbe potuto raccogliere così tanto? Forse, nemmeno lui. Il discorso si ripete: chi immagina che The Doctor possa acciuffare e, magari, superare Agostini? Forse, nemmeno lui. Ma in MotoGP tutto è possibile.

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