NBA: Zion Williamson è pronto, l’esordio e il possibile ritorno a Duke

Williamson è vicinissimo al rientro. Potrebbe esserci la data di venerdì, anche se lo staff vuole andare con i piedi di piombo.

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Non ci sono stati tanti rookies che nella storia NBA abbiano suscitato più aspettative di Zion Williamson. La stella di Duke era unanimemente considerato “the next best thing” ovvero un nuovo prototipo di LeBron James con un mix di fisico, esplosività, coordinazione e strapotenza, mai apprezzati. Ma bastava guardarlo per capire quanto potesse essere deflagrante, perché quando calca un campo da basket unisce alla forza le abilità di un ballerino.

La particolarissima (diciamo unica) conformazione fisico atletica lo ha reso la top pick più aspettata dai tifosi e la celeberrima foto di Goga Bitadze in sede di presentazione al draft con il suo banco delle interviste vuoto e quello di fianco di Zion preso d’assalto da tutti i media possibili, non solo ha fatto il giro del mondo, ma è un vero manifesto di cosa significhi la parola hype su una matricola.

Sfortunatamente questa potenza era da incanalare e nel momento in cui si è infortunato al ginocchio i Pelicans hanno voluto andarci con i piedi più pesanti del piombo, tutelando il recupero, dandogli il tempo necessario e soprattutto non volendo forzare alcunchè. Da qui ne sono nati più di tre mesi di recupero, uniti allor studio della terapia e della gestione del fisico da usare su quello che è da definire a tutti gli effetti un patrimonio della franchigia. Ma ora, finalmente, è arrivato il momento del suo debutto in NBA. La data è fissata.

La stella dei Pelicans è pronto a scendere in campo
Pelicans pronti al riscatto.

NBA: è arrivato il momento di Zion

L’attesa sembrava dovesse essere di qualche settimana dall’inizio della stagione, poi i tempi si sono allungati sino ad arrivare ai tre mesi abbondanti. Ora è arrivato il momento e la tabella di recupero ha stabilito una data di rientro in campo: venerdi 17 gennaio contro gli Utah Jazz. Per la prima volta Williamson dovrebbe mettere il piede in un campo NBA durante una partita ufficiale. I Pelicans hanno iniziato malissimo la stagione, sono stati falcidiati da una serie infinita d’infortuni e hanno subito una strength of schedule delle più dure di tutta la lega. Nell’ultimo periodo hanno provato a mettere fuori la testa e sperano che il ritorno di Zion possa essere la base definitiva per il futuro.

In preseason l’ex Duke aveva dominato illuminando la scena anche in partite dal relativo fascino; aveva dimostrato di finire al ferro ogni qualvolta volesse e con percentuali spesso irreali, unendo a questo anche una visione di gioco che è impossibile non paragonare per chassis e qualità a quella di LeBron. Nessuno vuole mettere sullo stesso piano i giocatori, ma di certo se vogliamo trovare qualcosa che si assomigli al giocatore Zion non si può andare oltre il re. Di certo per lui c’è da sistemare il tiro da fuori, sebbene parta da una discreta base e se dovesse riuscire a confermare quello che ha fatto vedere a Duke “al piano di sopra” si utilizzerebbe la classica frase: “Sky’s the limit”.

“Sarei anche rimasto a Duke”

Sebbene la cabala dica che venerdì 17 forse non è il miglior giorno per rientrare, non è nemmeno da escludere che questa data possa ancora variare. Zion ha partecipato a 5vs5 con contatto, che è notoriamente il passaggio chiave per essere dichiarato eleggibile per giocare. A precindere dal giorno preciso, ormai ci siamo ma lui ha voluto chiarire alcune cose sulla sua carriera NBA in un’intervista:

Nessuno mi crede ma io sarei davvero tornato a Duke a giocare in questa stagione. Io amo la pallacanestro e gioco per il piacere di farlo non per i soldi.

Di certo il contratto allungatogli come prima scelta è un ottimo modo per convincerlo, ma anche Coach K è in sintonia con il suo ex giocatore:

Sono certo anche io che fosse stato per lui sarebbe tornato a Duke un altro anno, ma gli ho detto che l’NBA è un trend che passa una volta sola e bisogna prenderlo sempre senza pensarci troppo. Non si sa mai cosa potrebbe succedere.

Di certo la volontà del giocatore e il suo piacere di giocare sono evidenti, la speranza è che questo suo sentimento possa essere contagioso, perché il suo gioco sicuramente lo è e pensare di avere un abbondante decennio a dominare la lega è una prospettiva più che dolce per i tifosi dei Pelicans e non solo.

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