Il surreale avvio degli Australian Open fra caldo e aria irrespirabile

La prima giornata di qualificazione minata da crisi respiratorie e rischi di collasso, a causa della pesante quantità di fumo nell'aria di Melbourne.

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Come si può permettere lo svolgimento di uno dei tornei più importanti del mondo, mentre l'amministrazione locale emette avvisi alla cittadinanza invitando a rimanere in casa? Evidentemente è possibile o, quantomeno, è ciò che sta succedendo a Melbourne, per i turni di qualificazione agli Australian Open di tennis.

Il primo Slam dell'anno arriva proprio a margine del disastro ambientale che ha colpito l'Australia, con gli incendi che hanno devastato 10,3 milioni di ettari del territorio nazionale, provocando la morte di centinaia di animali della fauna locale.

Ma nonostante l'aria irrespirabile, e i gravi rischi per la salute anche dei semplici cittadini, Tennis Australia (l'organo di governo dello Slam dell'emisfero sud) ha ritenuto che le condizioni fossero sostenibili per gli atleti, e che le partite si potessero disputare: risultato, svenimenti, situazioni di crisi respiratorie e mancamenti, e vari ritiri che hanno minato lo svolgimento delle partite.

Svenimenti e problemi respiratori per i tennisti agli Australian Open
Melbourne immersa nel fumo dopo gli incendi delle scorse settimane

Il surreale avvio degli Australian Open fra caldo e aria irrespirabile

Perché giocare nonostante tutto? Nessuno è riuscito a darsi una risposta, dato che nella mattinata di martedì 14 gennaio il grafico della qualità dell'aria parlava chiaro: "very unhealthy", estremamente malsana. Un dato postato anche dalla tennista Elina Svitolina sul suo profilo Twitter, ma evidentemente ignorato da Tennis Australia che ha deciso soltanto di posticipare l'inizio del programma giornaliero di un'ora.

Intanto in campo è accaduto di tutto. Nella partita fra Eugenia Bouchard e Xiaodi You il medico è intervenuto ben otto volte, per problemi respiratori e conseguenti difficoltà muscolari delle giocatrici. Dalila Jakupovic ha rischiato il collasso, parole sue, per almeno un paio di volte prima di decidere per il ritiro, nel match contro Stefanie Vogele. Mentre altri tennisti sono riusciti a completare le proprie partite, nonostante evidenti problemi di respirazione, due raccattapalle sono svenuti durante il gioco.

Paradossalmente, a meno di 10 km di distanza da Melbourne Park, al Kooyong Lawn Tennis Club, la sfida di esibizione fra Maria Sharapova e Laura Siegemund veniva sospesa per l'enorme quantità di fumo nell'aria. Ma a Melbourne Park si è giocato lo stesso, per fretta di chiudere il programma e, forse, per obblighi commerciali. Una scelta che rimane incomprensibile e che riapre le polemiche anche sulla realtà di un calendario stagionale ormai troppo fitto e ingestibile.

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