Rivoluzione blaugrana: come giocherà il Barcellona di Quique Setien

Il 61enne di Santander, che sposa in pieno la filosofia di gioco catalana, arriva al Camp Nou dopo un decennio di grande gavetta.

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Quando sei in primo in classifica e hai superato agilmente la fase a gruppi di Champions League, ma decidi ugualmente di cambiare allenatore, allora stai lanciando un messaggio molto chiaro: non ti interessa il presente, ma stai già programmando il futuro. L'esonero di Valverde era nell'aria, ma il Barcellona ci ha messo un po' per decidere a chi affidare quella panchina tanto pesante quanto affascinante. Sedersi al Camp Nou è una cosa non per tutti, soprattutto perché allenare i blaugrana non significa solo lavorare sul campo, ma anche - e soprattutto - saper gestire un ambiente pretenzioso e umorale. Per questo, in primis, si è cercata gente che potesse già conoscere l'ambiente.

Incassati i no di Koeman e Xavi, il Barcellona ha capito il messaggio e colto il segnale, dando così via a una rivoluzione che ha portato in Catalogna Quique Setien, riscopertosi a 61 anni come uno degli allenatori più stimati d'Europa. La scelta, sebbene in molti non lo pensino, è stata più che ponderata: dopo l'interregno del Txingurri, serviva qualcuno che potesse riproporre in campo quella filosofia di gioco barcelonista che si era un po' persa dopo le gestioni di Guardiola e del compianto Tito Villanova. Setien ha speso la maggior parte della propria carriera al Racing Santander, ma vanta anche un'esperienza molto importante all'Atletico Madrid.

Nei tre anni in colchonero, riuscì anche a mettersi in mostra come uno dei migliori centrocampisti della Liga, cosa tutt'altro che scontata visto che si parla dei tempi in cui Barcellona e Real Madrid cominciavano a instaurare il loro monopolio. Più importanti ancora delle sue esperienze in campo, lo diventano quelle in panchina: la sua gavetta lo ha portato ad allenare un po' a tutti i livelli, compresa una nazionale (quella della Guinea Equatoriale), costruendogli un bagaglio di esperienza che gli è poi tornato particolarmente utile negli ultimi anni. Di lui si ricordano le ottime annate al Lugo e soprattutto al Las Palmas, condotto a due clamorose salvezze consecutive. Più altalenante è stata la sua avventura al Betis, dove però ha avuto le sue belle attenuanti.

Come giocherà il Barcellona di Quique Setien
Quique Setien, 61 anni, nuovo allenatore del Barcellona: il cantabro ha preso il posto di Valverde, dopo aver fatto oltre dieci anni di gavetta tra Lugo, Las Palmas e Betis

Quique Setien è blaugrana: come giocherà il nuovo Barcellona

Il sistema di gioco di Quique Setien richiede tempo per essere completamente assimilato. Lo sanno bene sulla sponda biancoverde di Siviglia, dove il tecnico cantabro ha allenato per due anni ottenendo risultati complessivamente discreti (un sesto e un decimo posto, più un sedicesimo di Europa League), ma non riuscendo quasi mai a imporre il proprio credo tout court. questo perché, in Andalusia, c'è un club che ha voglia di crescere pur non potendo fare il passo più lungo della gamba, ma contestualmente i tifosi si sentono una piazza importante - contrariamente a ciò che rappresentava il microcosmo Las Palmas - e quindi chiedono risultati immediati.

Setien è un allenatore preparato, convinto delle proprie idee ma assolutamente non integralista. Tatticamente, in quest'ultimo decennio, ha dimostrato di sapersi adattare al materiale in suo possesso. Poi se la qualità è alta, come nel caso del Barcellona, tanto meglio, ma al centro di tutto c'è sempre un pensiero collettivo. Come ogni ex centrocampista, il fulcro del gioco e le zone più battute dalla sua squadra sono quelle della mediana, dove il gioco si sviluppa maggiormente. A Barcellona troverà il giusto mix di qualità e quantità per poter provare a proporre il proprio calcio, magari facendo sbocciare definitivamente qualche diamante grezzo alla Arthur o de Jong.

Giocatori pronti anche se giovani, è vero, ma pur sempre ragazzi che devono ancora completare un percorso. Un po' come Giovani Lo Celso, raccattato negli sgabuzzini del Parco dei Principi e reso un giocatore totale al Betis. Setien, che lo aveva fortemente voluto, ha saputo trasformare l'argentino in un interno di centrocampo coi fiocchi, facendogli anche conquistare la convocazione in nazionale. E prima, quando bazzicava l'Estadio Gran Canaria, lo stesso lavoro lo aveva fatto su Jonathan Vieira, mai più tornato a quei livelli dopo che il tecnico ha lasciato il club gialloblu.

Il 4-3-3 all'orizzonte, Messi centrale e più responsabilità per i giovani

Elasticità, dicevamo. Un concetto che il mister originario di Santander tiene sempre bene a mente. La sua difesa ideale è a tre, come quella proposta per quasi tutta la sua gestione al Betis, ma non ha alcun problema a giocare a quattro. Scorrendo un po' lo storico della sua evoluzione tattica, per la rosa che ha il Barcellona probabilmente Setien tornerà al caro vecchio 4-3-3, vista la mancanza di un trequartista di ruolo e la presenza di alcune frecce offensive - Ansu Fati e Dembélé su tutti - che possono fare la differenza. Inoltre, giocare a tre dietro impone meccanismi ben oliati, cosa che il trio composto da Piqué, Lenglet e Umtiti potrebbe non avere.

Fondamentale sarà poi l'apporto dei leader. Messi avrà libertà di muoversi a suo piacimento, risparmiandosi qualche corsa in fase di non possesso per essere più lucido negli ultimi sedici metri, mentre Busquets andrà recuperato soprattutto mentalmente, affidandogli i galloni di chioccia per Arthur e de Jong. L'infortunio di Suarez obbligherà Setien a spostare Griezmann in zona centrale e, paradossalmente, il francese ha le caratteristiche perfette per il calcio ragionato, fatto di possesso e movimenti costanti, pensato dall'ex Betis. Il matrimonio tra le parti stuzzica e il contratto fino al 2022 lascia intendere che ci sia comunque fiducia sulla scelta. Ora la palla passa a Quique Setien che, a 61 anni compiuti, ha finalmente la possibilità di allenare uno dei più grandi club al mondo.

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