UFC 247: riuscirà Dominick Reyes a tenere testa a Jon "Bones" Jones?

Manca meno di un mese al ritorno in gabbia di Jon "Bones" Jones, che dovrà vedersela con l'imbattuto Dominick "The Devastator" Reyes a UFC 247.

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Manca meno di un mese al rientro nell'ottagono di Jon "Bones" Jones (25-1, 1 NC). L'evento sarà UFC 247 ed avrà luogo al Toyota Center di Houston, Texas. A sfidare il campione più dominante della storia UFC sarà Dominick "The Devastator" Reyes (12-0), un fighter che nel 2019 ha messo a segno due importanti vittorie, la prima, di misura e controversa, contro l'ex sfidante al titolo Volkan Oezdemir, la seconda, chiara e schiacciante, contro l'ex campione dei pesi medi Chris Weidman.

Reyes è ancora imbattuto e dopo che Jones ha praticamente fatto piazza pulita, ancora una volta dal suo ennesimo ritorno, pareva l'unico sfidante credibile per l'incubo che staziona stabilmente sul trono dei massimi-leggeri. Il 2019 di Jones è stato forse meno dominante rispetto agli altri anni: due vittorie, una schiacciante contro Anthony Smith, arrivata ai punti con unanimità, l'altra di misura, per decisione non unanime, contro un infortunato Thiago Santos.

I dubbi, a questo punto, si fanno davvero legittimi. Ma Jon Jones ha dimostrato di tornare in una versione migliorata di se stesso ad ogni minimo dubbio sul suo valore all'interno dell'ottagono. Vittima più volte di USADA, lo status di Jones è stato più volte comprensibilmente messo in dubbio; il nativo di Endicott però ha dimostrato più e più volte di essere il re della giungla grazie alle continue vittorie.

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UFC 247: sarà Jones contro Reyes

Non parlare di Jones sarebbe delittuoso. È vero, Jones non è il miglior esempio sportivo che le MMA abbiano sdoganato, ma rimane uno dei fighter più talentuosi - forse il più talentuoso - e dominanti nella storia dello sport. Con Dominick Reyes si sono già incontrati nel corso di una conferenza stampa e, come al solito con Jones, non si sono risparmiati gli apprezzamenti, coi due sguardo fisso l'uno sull'altro.

È una scena che abbiamo visto e rivisto. Alla fine, l'esito è sempre lo stesso. Ma Dominick Reyes può seriamente impensierire Jones? Un fighter con la potenza e l'esplosività di Reyes può impensierire chiunque, ad esser sinceri. Se il mancino dello sfidante va a segno, il risultato può essere devastante, giusto per tenere fede al suo soprannome. Weidman, che sperava di avere successo nella divisione al limite delle 205 libbre, ha dovuto ingoiare l'ennesimo boccone amaro che si è presentato sotto forma del diretto sinistro di Reyes. Il trentenne californiano si è così portato a 6 vittorie e nessuna sconfitta, attualmente un unicum per uno sfidante nella divisione delle 205 libbre. 
Sinceramente, mi sarebbe piaciuto più vedere un fighter come Reyes, di base striker, contro un power wrestler come Daniel Cormier. Non che Jones sia un wrestler inferiore applicato alle MMA rispetto a DC, lo ha dimostrato nel primo match fra i due, ma la volontà di rischiare il match in piedi, come già visto contro Thiago Santos, potrebbe costargli caro, nonostante il bagaglio tecnico del campione sia estremamente più vario rispetto a quello dello sfidante. 

Se si guardano gli incontri di Reyes, si nota subito la stazza imponente del nativo californiano. Alto 193 cm, ha un allungo di 196 cm, sicuramente inferiore a quello di Jones (215 cm), ma comunque importante e favorevole al suo stile fatto di colpi in avanzamento. Il pugilato di Reyes è buono, copre ampi spazi coi colpi dritti, ma tende anche ad alzare il mento quando carica, un particolare ideale per i colpi dalle angolazioni imprevedibili di Jones, solito attirare gli avversari a sé per aprire degli spazi ed affondare il colpo singolo. Il counterstriking di Jones, ancora più letale se possibile in arretramento, potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella contesa. Così come la sua capacità di atterramento. Quando il match si protrae a lungo, Reyes ha mostrato di non avere un grande serbatoio, ma conserva ottima esplosività. Col calo del ritmo, si abbassa leggermente anche la sua guardia. A ritmi alti, anche Jones soffre le ultime battute, ma il campione anche nei match più estenuanti (vs Gustafsson I e vs Cormier I) ha dimostrato di avere la marcia in più che serve a portarsi avanti sui cartellini dei giudici, palesando sempre la sua superiorità. 

Le finalizzazioni ottenute anche via sottomissione dallo sfidante ci fanno notare come Reyes non sia solo un power puncher. Sebbene la sua caratteristica principale sia proprio quella, e probabilmente lo sfidante non vorrà avventurarsi in un terreno scosceso come quello che rappresenta il suolo per via della superiorità lapalissiana di Jon Jones, Reyes sa comunque cavarsi d'impaccio, avendo una certa predisposizione per gli scramble; anche se si sa, il re in questo campo è proprio Jones. 

Reyes, come si diceva, colpisce molto in avanzamento. Essendo un mancino naturale, tende ad inseguire spesso l'avversario col jab destro per preparare l'apertura ed affondare il colpo singolo col mancino che, finora, si è rivelato letale per tutti i suoi avversari meno che per Volkan Oezdemir che anzi, per molti osservatori, aveva vinto il match fra i due. In UFC, l'unico ad arrivare alla lettura dei cartellini oltre a Oezdemir è stato Ovince St. Preux, che risultò comunque troppo poco per "The Devastator". Ciononostante bisogna ricordare che Jones, quando si presenta in forma ottimale, sembra davvero insuperabile e può diventare in tempi brevi un vero incubo per i suoi avversari. Nel sopracitato primo match con Gustafsson, ad esempio, i due se la giocarono ad armi pari. Nel rematch, si vide una situazione a senso unico. A seguito di un takedown perfetto nel corso del terzo round, lo svedese risultò incapace di difendersi da un furioso ground and pound da parte di "Bones". Se riesce a piazzarsi in maniera vantaggiosa in termini di posizione in fase di ground game, è difficile limitare gli attacchi di Jon: se si rimane a distanza, il suo jab ed i suoi calci obliqui fanno danni, se si accorcia, il suo footwork fa sì che ci si imbatta nei suoi montanti o peggio, negli headkick sul lato aperto della guardia.
In ground and pound poi, al campione bastano davvero pochi colpi per terminare i suoi incontri: chirurgico e dal killer instinct sempre acceso, è praticamente una missione suicida tentare di limitarne il gioco e cercare nel frattempo di rispondere adeguatamente. Se dovessi davvero indicare un fighter capace di aver fatto un lavoro che va ben oltre la decenza in questo senso negli ultimi tempi, mi verrebbe in mente solo Thiago Santos. 

È chiaro che Jones parte coi favori del pronostico in una card che, oltre a lui, vede il ritorno di un'altra campionessa, quella dei pesi mosca, Valentina Shevchenko. Andiamo dunque a vedere com'è composta la main card finora:

  • Jon Jones vs Dominick Reyes (per il titolo UFC dei massimi-leggeri)
  • Valentina Shevchenko vs Katlyn Chookagian (per il titolo UFC dei pesi mosca)
  • Juan Adams vs Justin Tafa (pesi massimi)
  • Mirsad Bektic vs Dan Ige (pesi piuma)
  • Derrick Lewis vs Ilir Latifi (pesi massimi)

L'appuntamento è per la notte dell'8 febbraio.

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