Sarri: "In Italia difficile fare programmi a lungo termine"

L'allenatore dei bianconeri: "Dobbiamo trovare continuità".

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Vigilia di una partita importante per la Juventus, che domani sera sarà impegnata nell'ultima gara del girone d'andata a Roma contro i giallorossi. Alla vigilia, Sarri ha ammonito i suoi, ribadendo il fatto che la Juventus ha bisogno di continuità: 

Sarà una gara difficile, dobbiamo trovare continuità. Abbiamo fatto partite in cui non riuscivamo più a rendere in certi momenti, adesso dobbiamo proseguire quanto di buono fatto contro il Cagliari. Il valore degli avversari è molto alto, la partita sarà diversa. Rotazioni? Per anni mi hanno detto che non cambiavo mai, adesso mi chiedete di fare meno rotazioni. Sono naturali con tre gare in una settimana. 

Su Fonseca: 

L'avevo indicato come una delle novità della stagione. Lo avevo già visto con lo Shakhtar, e lì giocava un calcio europeo propositivo. Mi aspettavo che desse una sua impronta alla squadra. Mi sembra che stiano lavorando bene, anche considerando i periodi difficili per via degli infortuni. È un allenatore di altissimo livello. Se giocano con la difesa a tre? Cambierebbero i movimenti difensivi nostri quando andiamo in pressione. Ormai però abbiamo trovato diverse squadre che hanno giocato così, non sarebbe una novità. 

Su Higuain: 

Il vuoto a centro area dipende dalle caratteristiche dei giocatori. Dybala parte più indietro e Ronaldo più decentrato. Bisogna trovare altri giocatori per riempire quelle zone del campo e non essere assenti nell'area avversaria. Higuain ci risolve questo problema, però abbiamo un potenziale offensivo elevatissimo con i nostri giocatori, dobbiamo migliorare nel sfruttarlo.

Sul regalo chiesto alla squadra: 

La mia squadra deve fare sempre bene la prestazione e portare punti, indipendentemente da tutto e tutti. Ormai ho un'età in cui non vedo più di buon occhio il compleanno, l'ultima cosa che mi viene in mente è chiedere regali.

Sul ballottaggio De Ligt-Demiral: 

De Ligt inizia a stare meglio. La sensazione è che il problema al pube che lo ha condizionato stia andando via, ma resta un problema alla spalla. Spero di riaverlo velocemente. La sensazione è che possa tornare presto sui suoi livelli.

Sul mercato:

Quando un organico lavora per più stagioni, con la stessa guida tecnica, la continuità di lavoro premia. I giocatori possono crescere a dismisura e il mercato diventa meno rilevante. In Italia è sempre difficile fare programmi a lunga scadenza, all'estero è più facile. Al Liverpool hanno avuto pazienza di aspettare e poi sono stati premiati. È una questione di mentalità.

Sul cambiare spesso formazione: 

A Napoli avevo ritenuto giusto puntare sullo stesso gruppo, qua ci sono le condizioni per cambiare. Non ho fatto sforzi. Cambiare due o tre giocatori non cambia molto la filosofia di gioco solo per le caratteristiche individuali dei calciatori, se ne cambi sei o sette di certo puoi snaturare lo sviluppo delle cose che vuoi fare.

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