MotoGP: Marquez senza pietà, Valentino Rossi nel mirino dello spagnolo

In questa stagione, Marc vuole raggiungere ed eguagliare il pilota di Tavullia, a quota nove titoli mondiali. Poi, nel 2021, proverà a sorpassarlo.

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La foto di copertina sembra spiegare perfettamente il concetto. Marquez, campione in carica della MotoGP, punta ad ulteriori traguardi. L'otto volte iridato - 125, Moto2 e Top Class per 6 volte - ha già (da tempo) il mirino fissato su un obiettivo che ha un nome ed un cognome. Valentino Rossi. Il pilota di Tavullia è "fermo" a nove affermazioni complessive, e Marc parte con una sola intenzione in questo 2020: pareggiare i conti con il rivale italiano.

MM93 è, indubbiamente, il fenomeno del momento. Lo dicono i numeri, lo spiega meglio il suo stile di guida. Se volete batterlo, sappiate che dovrete sfidare il limite ed oltrepassarlo, proprio come fa lui. Mettete in conto eventuali e rovinose scivolate. Marquez lo sa. Spesso cade, ma il suo è un modo per parametrarsi a moto, gomme, asfalto e feeling della giornata. La caduta è, per lo spagnolo, fondamentale, la base del prossimo successo.

Strano ma vero. Se molti corridori si rialzano spaventati, il ragazzo di Cervera ne esce più forte e convinto. L'anno scorso la sola Honda in grado di stare davanti era quella HRC pilotata proprio dal riferimento della Classe Regina. La RC 213V sarà sì cucita addosso a Marquez, però ogni moto del paddock lo è. La Ducati ben calza nella mani di Dovizioso, la Suzuki va molto bene con Rins, la Yamaha... bè, diciamo che la M1 ufficiale è stata forte ed incisiva con Vinales e Quartararo. Rossi, invece, non ha mai trovato il bandolo della matassa e sa che il suo record in MotoGP è in serio pericolo.

Valentino Rossi detiene il record di successi in MotoGP
Rossi, attento: Marquez punta ad eguagliare il tuo score in MotoGP

MotoGP, Rossi attento: Marquez punta al pareggio e poi al sorpasso

Quarantuno anni a febbraio, nove campionati del mondo conquistati, sei in MotoGP, con 115 successi di tappa. Questa una parte dello score di Valentino, che sembra al tramonto della sua solare carriera. Il 2019 è stato l'annus horribilis di Rossi, incapace di vincere almeno una corsa e spesso nelle retrovie. I problemi con la Yamaha sempre irrisolti, scarso feeling, poca velocità, tante noie. Risultati non all'altezza del blasone appena sintetizzato.

Ventisette anni a febbraio, otto campionati del mondo conquistati, sei in MotoGP, con 82 successi di tappa. I numeri qui elencati rappresentano la fetta principale della torta di Marquez, che ha ancora voglia di mangiare. Lui e la sua Honda sono una cosa sola, lo si vede bene e parlano chiaro le classifiche. Se non si ferma da solo, nessuno tiene il passo della furia spagnola, che vuole raggiungere il numero 46 in quanto a titoli da contare a fine anno.

A fine anno, appunto. Perché, siatene certi, il 93 non si fermerà, anzi, andrà avanti come un rullo compressore, su una strada già molto spianata. E, qualora trovasse gobbe, curve od ostacoli, Marc troverebbe il modo per raggirarli. Buon per lui e per la HRC, un po' meno per Rossi, così così per lo spettacolo. Agli appassionati piacciono i duelli, conditi da sorpassi ed imprevisti. I dominatori, queste cose le evitano. La storia della MotoGP lo racconta: prima Rossi annoiava i tifosi degli altri piloti, ora lo fa Marquez. Tutto a posto.

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