UFC 246: come arriva Donald Cerrone al match contro Conor McGregor

UFC 246 è il primo evento numerato del 2020 e quale main event migliore avrebbe potuto esserci, se non un match fra Cowboy Cerrone ed il Famigerato McGregor?

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UFC 246 è il primo evento numerato della miglior promotion di MMA di quest'anno. Il 2020 infatti si apre con una card che, per quanto intrigante, sarà sicuramente ricordata più per il suo main event che per l'insieme dei restanti match. Nonostante si veda infatti anche il ritorno dell'ex campionessa dei pesi gallo UFC Holly Holm nel co-main event, opposta a Raquel Pennington, l'attenzione è tutta per l'ultimo match della serata, che delizierà la T-Mobile Arena di Las Vegas.

La portata principale del primo evento numerato dell'anno vedrà opposti in un match nella divisione dei pesi welter, al limite quindi delle 170 libbre, Conor McGregor (21-4) e Donald Cerrone (36-13, 1 NC). Una battaglia senz'altro affascinante, che vede due dei più rinomati fighter del panorama mondiale affrontarsi in una categoria che sicuramente non è la loro abituale, ma nella quale hanno già militato in passato. 

Donald Cerrone ha stabilito molti record in UFC e, dopo aver trovato la giusta via per la vittoria fra il 2018 e la prima parte del 2019 (4-1 fino a maggio 2019, con l'unica sconfitta di misura patita ai punti contro Leon Edwards), aveva deciso di tornare nella divisione dei pesi leggeri. Scelta sbagliata, dal punto di vista dei risultati, non sicuramente da quello dello spettacolo. 

UFC 238: frattura all'orbita per Donald Cerrone
Orbita fratturata per Donald Cerrone a UFC 238, nel match perso contro Tony Ferguson

UFC 246: tutto pronto per McGregor vs Cerrone

La seconda metà del 2019 è stata tutt'altro che positiva per l'uomo che non conosce la parola "rinuncia". Cerrone, tornato nella divisione delle 155 libbre per provare a superare Tony Ferguson, si è ritrovato in una battaglia durissima interrotta dal medico al termine della seconda ripresa. Donald non stava subendo in maniera netta Ferguson, anzi, aveva reagito meglio di tanti fighter che avevano affrontato in precedenza "El Cucuy". In uno scambio però Cerrone aveva subito la frattura dell'orbita, ragion per cui gli era stato raccomandato di non soffiarsi il naso; incurante, o forse poco lucido, Cerrone ha contravvenuto alla raccomandazione e si è ritrovato con un rigonfiamento importante all'occhio che ha convinto il medico a fermare l'incontro. 

Questo accadeva nel mese di giugno scorso. A settembre, Cerrone era già di nuovo in gabbia. Forse non la migliore delle scelte accettare subito un match contro il redivivo Justin Gaethje, fighter sinonimo di esplosività e potenza. "The Highlight" ha fatto un sol boccone del Cowboy di Denver, mettendolo KO nel corso della prima ripresa. Una fine dell'anno che, sportivamente parlando, peggio non poteva andare per Cerrone. Il suo cammino adesso incrocerà quello dell'ex campione dei pesi piuma e leggeri Cage Warriors e UFC, Conor McGregor. 

A mio avviso Conor McGregor, qualora dovesse presentarsi in un decente stato psicofisico, offrirebbe davvero poche chance di vittoria a Cerrone. Il Cowboy è riuscito ad essere la kryptonite di parecchi fighter che parevano essere lanciati sulla via della vettaridimensionandoli e facendoli tornare coi piedi per terra. Per McGregor però quest'occasione è davvero oro colato e se parliamo di talento pure, credo che Conor superi Cerrone. Attenzione, Cerrone è un fighter tosto e completo a suo modo, ma soffre di amnesie a volte determinanti nel bilancio dei suoi match, mentre McGregor ha la capacità machiavellica di esporre ed approfittarsi delle debolezze dei propri avversari. Anche Notorious è reduce da una sconfitta, avvenuta nel match più importante della propria carriera, a UFC 229, contro Khabib Nurmagomedov. Un match che, qualora fosse andato dalla parte di McGregor, lo avrebbe rivisto sulla vetta del mondo. Il campione russo però è stato davvero perfetto ed ha evidenziato una netta discrepanza fra sé e l'ex campione dei pesi leggeri, ricacciandolo in basso, a dover combattere per riottenere la vetta.

UFC 229: Khabib su McGregor
A UFC 229, Khabib costringe a terra McGregor a seguito del takedown

Il repertorio tecnico dei due fighter vale la pena di essere rivisto, sebbene sia sicuramente ben impresso nella mente degli osservatori:

Conor McGregor è uno striker straordinario che fa di timing, precisione e potenza distruttiva nel suo pugilato i propri marchi di fabbrica. Quando un combattente entra nel raggio d'azione di McGregor deve per forza stare attento a quel sinistro che pesa come un macigno. Diretto, gancio, montante, McGregor riesce a padroneggiare indistintamente i colpi di braccia e ad adattarli al proprio range d'azione, sfruttando angolazioni che altri fighter non vedono. Da peso piuma ci aveva abituato anche a calci girati e spettacolari, particolarità a cui ha preferito rinunciare, salendo di peso. È dotato di un eccellente footwork verticale. Data la sua particolare stance, pare soffrire in certe occasioni i leg kick, cosa peraltro vista anche nelle primissime battute del suo match con Eddie Alvarez a UFC 205. La capacità di occupare l'ottagono però è davvero impressionante: McGregor pare gonfiarsi all'interno della gabbia e costringe i suoi avversari a lavorare dall'interno, sfruttando così l'esterno della guardia avversaria per rientrare, mandandoli a vuoto per iperestensione o fintando e creando così gli spazi per sfruttare gli angoli. Ad oggi, solo Nate Diaz si è avventurato con lui in degli scambi selvaggi e, nonostante la sua durezza, i danni riportati dal californiano sono stati evidenti. McGregor non fa parte dell'élite che si affida alla propria abilità in grappling o nel ground game, preferisce piuttosto mettere KO i propri avversari e comunque le sue lacune al suolo sono state evidenziate sia da Nate Diaz che da Khabib Nurmagomedov. La sua difesa dagli atterramenti rimane comunque buona. Ha evidenziato, nei match dalla durata maggiore alle tre riprese, una certa propensione all'abbassamento del ritmo negli ultimi round, complice un cardio non elevato.

Per quanto riguarda Donald Cerrone, la qualità maggiore del Cowboy nella fase di stand-up sta nelle combinazioni chiuse coi colpi di gambe. Cerrone non ha particolari movimenti con finte annesse, non muove molto la testa e soffre a volte i colpi al corpo, ma quest'ultima carenza è stata mostrata molto più nella divisione delle 155 libbre, forse per un taglio del peso eccessivo. Cerrone non è un fighter che si muove molto, ma da fermo riesce a piazzare ottime combinazioni, con calci che possono far male, sia al corpo che, soprattutto, alla testa. Il Cowboy riesce ad abbattere con headkick ben piazzati (si veda il match contro Alex Hernandez), anche avversari in guardia e, come se non bastasse, lavora molto bene in clinch con le ginocchiate ed è forte di un ground game che forse è anche migliore del suo stand-up. Cerrone non si limita quando è a terra e lavora spesso per cercare la sottomissione (qui invece si veda la vittoria ai danni di Edson Barboza; dopo averlo stordito con un jab, il Cowboy si è avventato su Barboza finalizzandolo). È in grado di sfruttare ogni apertura lasciata dai suoi avversari ed è sempre stato la vera wild card nelle due divisioni, vista l'impossibilità di prevedere con certezza i suoi incontri. 

Ad ogni modo, a mio avviso McGregor partirà ampiamente favorito e, se dovessimo vederlo in uno stato ottimale, il match potrebbe non durare più di due riprese. Le lacune in fase di difesa del Cowboy sono praticamente un invito a nozze per il metodo d'attacco dell'irlandese, che potrebbe pure giocarsi sin da subito il tutto per tutto in ottica di una finalizzazione spettacolare. Occhio però, se Cerrone resiste alla tempesta, sa diventare un avversario molto ostico e qualora si arrivasse ai championship round il cardio dell'irlandese potrebbe giocare un ruolo fondamentale, offrendo un'opportunità ghiotta al fighter di Denver. Cerrone lo sa, e potrebbe aver puntato proprio su quest'aspetto.

A contare i record dei due, si potrebbero perdere giorni. McGregor è il primo campione multidivisionale UFC (a detenere contemporaneamente due cinture in due categorie di peso), è il primo irlandese campione UFC, detiene record per la vittoria più veloce in un match titolato (contro Jose Aldo, 13 secondi), per bonus consecutivi Performance of the Night (5) e riconoscimenti come atleta dell'anno 2015 e 2016 dalle maggiori testate sportive internazionali.
Cerrone invece detiene i record per numero di bonus Fight of the Night (6), KO of the Night (3), Submission of the Night (2), Performance of the Night (7), maggior numero di vittorie nella storia UFC (23), maggior numero di finalizzazioni (16), maggior numero di bonus post-fight (18), maggior numero di KO nella storia UFC (20).

Insomma, il match ha tutto ciò che serve per essere considerato epico ed apre ad un ventaglio di opportunità davvero molto interessanti. Non ci resta che attendere il 18 gennaio.

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