Pellegrini: "Voglio vincere dieci Scudetti alla Roma"

Le parole del centrocampista giallorosso nell'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport.

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In una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini ha affrontato diversi argomenti a cominciare dal confronto con due leggende giallorosse come De Rossi e Totti: 

Sono sincero, è un onore che venga paragonata la mia carriera a quella di Totti e De Rossi. In questo momento vorrei restare per sempre alla Roma, ma questo deve coincidere con la volontà della società. Per me sarebbe perfetto restare qui per sempre. Qualcuno dice che vincere uno Scudetto qui sia come vincerne 10 altrove, io ne voglio vincere dieci che valgono dieci

Poi ha proseguito:

Essere romani nella Roma è una responsabilità importante. Ti senti in dovere di far felice i tifosi. Non è difficile vincere qui, è difficile farlo ovunque. L'unica cosa che dobbiamo fare è lavorare duramente. La Roma sta crescendo e quest'anno abbiamo trovato un allenatore che secondo me è tra i primi cinque del mondo dal punto di vista tecnico e del carattere

Sugli obiettivi stagionali e sui modelli da seguire:

Il nostro è quello di raggiungere la Champions, ma non dobbiamo porci limiti. Anche vincere l'Europa League è un obiettivo che abbiamo portato avanti in questi mesi, ora non possiamo più sbagliare. Il mio modello? Mi piacciono tanti giocatori: Pogba, Modric, ma quello che mi ha fatto impazzire di più è stato Ronaldinho

Su Totti:

Essere capitano significa trasmettere i valori della Roma. Ora c’è Florenzi e nessuno potrebbe farlo meglio di lui. La prima volta che ho parlato con Totti è stato quando con la Primavera ci allenavamo con la prima squadra. Anche da ragazzo ci parlavo tantissimo, dentro di me. Lui non lo sapeva, era un dialogo a senso unico

Sugli inizi della sua carriera:

Quando arrivò la lettera della Roma rimasi a fissarla tutto il giorno. Mi ricordo tutte le volte che arrivavo a Trigoria e entravamo dal terzo cancello, quello dedicato alle squadre giovanili. Mai avrei immaginato di entrarci dal primo. Ogni mattina ora ripenso alla fatica e ai sacrifici miei e dei miei genitori 

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