Laboratorio Hellas Verona: piovono offerte per i talenti di Juric

Sotto la guida del croato si stanno imponendo diversi giovani. Il Napoli tratta Amrabat e Rrahmani, l'Inter è su Kumbulla. E in rampa di lancio ci sono Pessina e Salcedo.

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Mettere insieme 22 punti in 17 partite può essere considerato un ottimo bottino, soprattutto se alla vigilia del campionato venivi considerata la vittima sacrificale della Serie A. Il Verona di Ivan Juric rischia di trasformarsi invece nella più grande sorpresa stagionale. Chiariamolo subito, il condizionale rimarrà d'obbligo almeno fino alle ultime giornate, quando si capirà con certezza se la squadra avrà possibilità concrete di mettere le mani su una salvezza insperata, ma già da adesso il lavoro del allenatore croato non può passare inosservato. L'Hellas gioca un calcio semplice, organizzato, imperniato principalmente su una fase difensiva particolarmente accorta, che solo nelle ultime giornate è venuta un po' meno.

Contro Torino, Atalanta e Roma, il Verona ha sempre subito tre gol al passivo, ma al rientro dalle vacanze è arrivato l'importante successo di Ferrara, all'interno del quale è riemersa la solidità della retroguardia messa in mostra tra fine agosto e novembre. E se oggi l'Hellas ha la quinta difesa del campionato, va specificato come per lunghi tratti quello veronese è sembrato un vero e proprio fortino inespugnabile. Al di là di queste considerazioni statistiche, la mano di Juric si sta vedendo con un'inaspettata rapidità, il che non era affatto scontato visto che - al momento della costruzione della rosa - la dirigenza veneta aveva puntato su un mix di giocatori in declino, onesti mestieranti della serie cadetta e giovani da lanciare.

Alcuni di questi si stanno mettendo particolarmente in mostra. È il caso, per esempio, di Sofyan Amrabat, Marash Kumbulla e Amir Rrahmani, un centrocampista e due difensori sui quali le voci di mercato si stanno sprecando da mesi. Il loro impatto con la Serie A - che li sta tenendo tutti a battesimo per la prima volta in assoluto - è stato davvero clamoroso, tanto che su ognuno di loro si sono già scatenate varie aste tra club intenzionati a bloccarli in vista della prossima estate. Il Verona li terrà a gennaio sperando che si confermino anche nella seconda parte di stagione, in modo che le valutazioni possano ulteriormente aumentare.

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Sofyan Amrabat in azione contro il Napoli: il centrocampista classe 1996 potrebbe approdare agli azzurri a partire dalla prossima estate, ma la trattativa al momento è in fase di stallo. La società veneta lo valuta 15 milioni di euro e spera nell'asta a giugno

Verona mette in mostra i suoi gioielli: Amrabat fa impazzire tutta Italia

Partiamo da Amrabat, uno dei migliori centrocampisti del campionato. A 23 anni è approdato in Italia in prestito dal Bruges, ma l'Hellas - che col club belga ha un accordo per il riscatto - intende blindarlo il prima possibile, per poi guardarsi intorno e valutare offerte importanti. Centrocampista centrale di origine marocchina, Amrabat abbina qualità a fisico e quantità, possiede un'ottima visione di gioco, ha un forte temperamento  - che, spesso, lo fa eccedere negli interventi in mezzo al campo - e soprattutto ha ancora ampi margini di miglioramento. Per capire quanto il ragazzo possa essere dominante, bisogna fare un rewind di qualche settimana, tornando ai match giocati contro Juventus, Inter e Atalanta.

Lì Amrabat non ha mostrato alcun timore reverenziale, e anzi ha rubato l'occhio anche dei tanti osservatori presenti in tribuna. Fino a qualche ora fa il Napoli sembrava la società più vicina al suo acquisto, con De Laurentiis che aveva convinto il presidente veronese Setti mettendo sul piatto un'offerta da 15 milioni di euro più bonus. L'entourage del giocatore aveva già accettato le cifre dell'ingaggio e la durata del contratto, ma tutto potrebbe arenarsi sulla decisione del Napoli di non concedere al calciatore una clausola rescissoria da 40 milioni di euro, che lo aiuterebbe a liberarsi in futuro. Per questo ci potrebbero essere altri inserimenti. E il Verona, sotto sotto, ci spera fortemente.

Difesa blindata con Kumbulla e Rrahmani: li vogliono Inter e Napoli

Anche Kumbulla e Rrahmani lasceranno la città dell'Arena in estate. Il primo, elemento che si disimpegna centralmente, è un pallino di Antonio Conte che, in una sorta di progetto di restyling difensivo, avrebbe dato mandato a Beppe Marotta di avanzare una prima offerta al Verona. Setti conta di incassare almeno 20 milioni di euro per colui che viene considerato uno dei jolly più preziosi del panorama italiano. Essendo un classe 2000, Kumbulla permetterebbe anche di mantenere un posto libero di più in rosa, cosa da non sottovalutare per una squadra che si sta ristrutturando. Ideale per la difesa a tre, è seguito da tutte le big del nostro paese, ma l'Inter può anticipare la concorrenza inserendo nella trattativa Di Marco e il rinnovo del prestito di Salcedo.

Sarebbe in dirittura di arrivo la trattativa tra Napoli e Hellas per Rrahmani, centrale di destra che - a livello di cartellino - viene valutato 15 milioni di euro. Gli azzurri avrebbero offerto un ricco contratto pluriennale al calciatore il quale, qualora dovesse sbloccarsi la faccenda Amrabat, garantirebbe una plusvalenza di 25 milioni di euro al suo attuale club. L'estate scorsa la società veneta gli aveva fatto firmare un quadriennale dopo averlo acquistato dallo Standard Liegi, a 25 anni ha finalmente trovato la stagione della consacrazione. Rispetto a Kumbulla porta in dote grande esperienza, soprattutto a livello internazionale, e di recente è anche diventato capitano del Kosovo. Il Napoli spera di chiudere in fretta, consapevole che le complicazioni sono sempre dietro l'angolo.

Portarsi a casa un buon tesoretto permetterà al Verona di provare a imbastire qualche discorso con Inter e Atalanta, rispettivamente proprietarie dei cartellini di Eddy Salcedo e Matteo Pessina. Il primo, come detto in precedenza, potrebbe rientrare nell'operazione Kumbulla e l'Hellas, deciso a battere il ferro finché è caldo, avrebbe chiesto un diritto di riscatto. Salcedo, classe 2001, ha avuto un ottimo impatto con la massima serie e, in questa prima parte di stagione, si è tolto la soddisfazione di segnare il suo primo gol nel professionismo, arrivato nel derby contro il Brescia.

Juric lo stima molto, al pari di Pessina, cresciuto nel vivaio del Monza e arrivato in Veneto dopo che l'Atalanta, brava a sottrarlo al Milan, lo ha prestato a Como e Spezia per fargli fare esperienza. Già nazionale under 20, il mancino brianzolo può fare il centrale di centrocampo, la mezzala o addirittura il trequartista aggiunto, ruolo nel quale il tecnico ex Genoa spesso lo schiera per sfruttarne al meglio le qualità. A giugno rientrerà a Bergamo, ma il ds D'Amico è già al lavoro per riprenderlo e farne un simbolo del Verona, uno dei laboratori di idee più interessanti d'Europa.

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