Adama Traoré in NFL? Quanti atleti hanno provato due sport diversi!

L'esterno dei Wolves nel football americano sarebbe solo l'ultimo di una lista di atleti che si sono reinventati in un altro sport.

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Non è raro che un atleta, anche se professionista, possa avere il desiderio di provare un secondo sport, oltre a quello che ne caratterizza la carriera. E che, magari, abbia le doti fisiche per riuscire a eseguire i gesti tecnici e provare a competere. Ecco, quindi, che non sorprende l'approccio di alcune squadre di football americano verso l'esterno del Wolverhampton, Adama Traoré.

Negli ultimi mesi, l'esplosione fisica e tecnica dell'ala spagnola (con passaporto del Mali) non è passata inosservata. E non soltanto per quanto riguarda le possibili squadre interessate a lui, nel panorama calcistico europeo. La curiosità, svelata a RMC Sport dal compagno di squadra di Traoré, Romain Saiss, racconta delle proposte concrete di contratto di alcune franchigie NFL per l'esterno dei Wolves, che abbina un fisico massiccio a una velocità fuori dal comune, con i 36 km/h raggiunti in partita.

Se davvero Adama Traoré decidesse di lasciare la Premier League per il mondo del football americano, entrerebbe in una folta schiera di atleti professionisti che sono riusciti a eccellere in almeno due sport diversi. Da Michael Jordan ad Alex Zanardi, da Tim Duncan a Lev Yashin, storie di voglia di competere e di enorme passione per lo sport.

Storie di atleti che hanno gareggiato in almeno due sport diversi
Adama Traore in azione in Premier League

Adama Traoré in NFL? Quanti atleti hanno provato due sport diversi!

Vedere Adama Traoré in NFL, magari in ruolo di esterno come il "tight end", avrebbe significato l'interruzione della sua carriera calcistica sul nascere: le proposte dall'America arrivarono quando il classe '96 giocava nel Barcellona B, a 17 anni. Traoré rifiutò, perché il suo sogno era di fare il calciatore, ma cambiando sport sarebbe stato in ottima compagnia.

L'esempio più celebre, anche se non il migliore per risultati, è senz'altro quello di Michael Jordan: all'indomani del suo (poi temporaneo) ritiro dal basket, nell'autunno 1993, decise di mettersi alla prova nel baseball (anche e soprattutto in memoria del padre, assassinato pochi mesi prima) con la seconda squadra dei Chicago White Sox: giocò a baseball per un anno e mezzo, prima di tornare alla pallacanestro e vincere altri 3 titoli consecutivi con i Chicago Bulls.

Ma dal basket americano arriva anche l'esempio di Tim Duncan, diventato uno dei giocatori più forti della storia dei San Antonio Spurs. Duncan era un nuotatore di alto livello per le Isole Vergini, suo Paese d'origine: arrivò anche a giocarsi le gare che valevano la qualificazione alle Olimpiadi 1992, prima che l'uragano Hugo si abbattesse sulla zona e distruggesse la piscina dove si svolgevano gli allenamenti.

Storie di atleti che hanno gareggiato in almeno due sport diversi
Michael Jordan nella sua parentesi con il baseball, fra il 1994 e il 1995

Da Michael Jordan a Usain Bolt, e quel pazzo tentativo per Carl Lewis

Anche nel calcio, ovviamente, non sono mai mancati i tentativi di provare un altro sport. Lev Yashin, il Ragno Nero, fu uno dei portieri più forti della storia del calcio sovietico e mondiale, e vinse il Pallone d'Oro nel 1963. Coerentemente, ricoprì lo stesso ruolo di portiere anche nell'hockey sul ghiaccio, altro sport che rappresentava al meglio la potenza dell'Unione Sovietica dell'epoca.

Stesso binomio calcio/hockey per Petr Cech che, dopo una carriera ce l'ha visto diventare uno dei più forti portieri europei del nuovo millennio, ha abbracciato l'hockey su ghiaccio, diventando portiere dei Guildford Phoenix, seconda divisione inglese. E poi Jenson Button, campione del mondo di Formula 1 e, successivamente, dedicatosi con successo al triathlon. O il nostro Alex Zanardi, splendido esempio di forza di volontà e voglia di competizione, dalle gare motoristiche alle maratone e alle medaglie paralimpiche.

E infine, la curiosa vicenda di Carl Lewis. Il "figlio del vento" fu scelto al decimo giro dai Chicago Bulls nel draft del 1984, la stessa edizione in cui la franchigia dell'Illinois scelse Michael Jordan con l'opzione numero 3. In realtà, Carl Lewis non giocò mai nemmeno un minuto con i Bulls e anzi, un sondaggio fra i tifosi americani lo pose al secondo posto fra le scelte più assurde nella storia del draft. All'epoca, i responsabili scout dei Bulls consigliarono la scelta di Lewis perché, semplicemente, era "il miglior atleta a disposizione". E sì, nel 1984 Carl Lewis vinse la medaglia d'oro nei 100 metri, 200 metri, staffetta 4 x 100 e salto in lungo alle Olimpiadi di Los Angeles. Era effettivamente il miglior atleta in circolazione.

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