Alexander-Arnold: la freccia del Liverpool che esulta come Mbappé

Assist man e goleador, l'esterno di Klopp ha festeggiato la sua rete imitando il modo di festeggiare del bomber francese, scatenando sogni ed entusiasmo dei tifosi dei Reds.

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E pensare che Jurgen Klopp aveva delle perplessità sulla sua struttura fisica. Fu il tecnico tedesco a lanciare Trent Alexander-Arnold, classe 1998, in prima squadra perché era rimasto ammaliato dalle sue doti tecniche. Arrivato al Liverpool nell'ottobre 2015, Jurgen aveva messo da subito sotto osservazione i giovani più promettenti del vivaio dei Reds e quel ragazzino dal fisico minuto lo aveva colpito da sempre.

Capacità di palleggio, visione di gioco, insieme a una velocità da recordman dei 100 metri, il giovane Trent si era imposto all'attenzione dello staff tecnico con argomenti seri e convincenti. Ma, c'era un ma: in un calcio dove il fisico conta sempre di più, dove se sei un piccoletto devi essere come minimo Lionel Messi altrimenti non ti prendono nemmeno in considerazione, quel ragazzino di 17 anni, mingherlino e neanche troppo alto, faceva tentennare Klopp e i suoi assistenti.

Aspettando che aggiungesse ancora qualche centimetro in altezza - ora in effetti è arrivato a 180 - e lavorando su chili e muscoli, il tecnico tedesco ha, comunque, deciso di dargli ben presto fiducia e lo ha fatto esordire con i grandi a 18 anni appena compiuti: poco più di un'ora in EFL Cup contro il Tottenham nell'ottobre del 2016, sostituito al 68' da Nathaniel Clyne, l'uomo al quale nel giro di qualche mese avrebbe soffiato definitivamente il posto.

Trent Alexander-Arnold
Una delle prime partite di Alexander-Arnold: qui è contro Rooney

Alexander-Arnold: la freccia del Liverpool

Dell'esordio di Trent con la maglia del Liverpool, gli annali del calcio riportano solo un cartellino giallo per un'azione fallosa commessa poco prima della mezz'ora di gioco. Ma alla seconda occasione, un mese dopo, sempre in EFL Cup stavolta contro il Leeds, il giovane Alexander-Arnold ha subito mostrato quello che in breve è diventato il suo marchio di fabbrica. In un match che i Reds, pur dominando, non riuscivano a sbloccare ci ha pensato lui a meno di un quarto d'ora dalla fine: cross dal fondo al bacio per Origi che, di destro, ha insaccato il gol del vantaggio, subito seguito dal raddoppio di un altro giovanissimo del vivaio, quel Ben Woodburn, classe 1999, ora in prestito a Oxford.

Alexander-Arnold Klopp
Pur con qualche dubbio sulla sua tenuta fisica, Klopp ha sempre creduto nel giovane Trent

A dicembre, poi, il primo minuto in Premier League in casa del Boro e nel gennaio 2017 il primo match da 90 minuti: il fatto che, en passant, la cosa sia andata in scena all'Old Trafford, il teatro dei sogni, rappresentava già un bell'attestato di fiducia da parte del suo tecnico. Da allora Trent è cresciuto tantissimo, non solo fisicamente, e oggi che ha appena 21 anni è titolare inamovibile dei Reds campioni d'Europa e del mondo in carica, oltre che nella Nazionale inglese. Con il Liverpool vanta 112 presenze complessive, 6 gol e ben 30 assist.

La sua capacità di dipingere traiettorie perfette, quasi magiche, dalla destra verso il centro dell'area di rigore lo ha già iscritto di diritto nel Guinness dei primati: pochi mesi fa, infatti, è stato premiato come il difensore che ha sfornato il maggior numero di assist in una sola stagione di Premier League, la scorsa, nella quale ne ha messi a segno 12. Un record che, parlando alla premiazione, si augurava che potesse durare a lungo nel tempo, salvo attrezzarsi poi a sbriciolarlo lui stesso, visto che nelle prime 18 partite di quest'anno ne ha già piazzati ben 8.

Un gol di forza e coordinazione

Gli ultimi due li ha pennellati ieri nel Boxing Day nella tana del Leicester, dove è entrato in tre dei quattro gol con cui il Liverpool ha annichilito la resistenza e le speranze delle Foxes e dei loro tifosi. Uno 0-4 che non lascia dubbio alcuno su quale sia la squadra più forte della Premier League, visto che ora i Reds guidano la classifica con 52 punti davanti proprio ai rivali di ieri (39 e una partita in più) e al Manchester City con 38. Grazie ai due assist per Firmino e alla rete con cui ha fissato il risultato, Alexander-Arnold ha portato negli annali del calcio una prestazione impressionante dal punto di vista sia tecnico che tattico e ha dissipato definitivamente, se mai ce ne fosse stato bisogno, gli ultimi dubbi sulla sua tenuta fisica: quel gol segnato al termine di una corsa nella quale avrebbe seminato anche Usain Bolt è stato un capolavoro insieme di forza, di coordinazione e di freddezza da veterano.

L'esultanza Mbappé style

Schivo e poco incline alle luci della ribalta, dopo la rete Trent si è poi lasciato andare a un'esultanza che ricordava quella di Kylian Mbappé, con le braccia incrociate sul petto, e in seguito persino a un commento sui social - "Tutto quello che Mbappé può fare..." - che ha spinto lo stesso bomber francese a una risposta di apprezzamento su Twitter poi rimossa che, comunque, ha fatto sognare i tifosi del Liverpool. Kylian, infatti, non sembra intenzionato a rinnovare col PSG e, se pure è noto che Florentino Perez è pronto a fare follie per accaparrarselo, i Reds si sono sicuramente accomodati alla finestra.

Mbappé esultanza
La tipica esultanza di Mbappé, imitata da Alexander-Arnold

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