Ancelotti: "Ecco perché ho scelto l'Everton". E su Ibra e Kean...

L'ex allenatore del Napoli si presenta in conferenza stampa.

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Inizia ufficialmente l'avventura di Carlo Ancelotti sulla pachina dell'Everton. A due giorni dall'esordio che vedrà i Toffees affrontare il Burnley nel Boxing Day, l'ex allenatore del Napoli si è presentato così in conferenza stampa:

Il ruolo più importante nella mia scelta è stato giocato dalla storia e dall'ambizione del club, la tradizione, l'atmosfera del tifo. Vogliamo migliorare, diventare competitivi. Sono state queste le ragioni che mi hanno spinto a venire qui. Onestamente, tutte le persone che ho incontrato finora sono state molto gentili. Sabato è stata una bella giornata per me (era a Goodison Park per la gara con l'Arsenal terminata 0-0, ndr), ho una mia idea della squadra e oggi comincerò a lavorare con molto impegno. Sono molto emozionato, non vedo l'ora di cominciare. Farò del mio meglio per aiutare la squadra e migliorarla, per dare felicità ai tifosi. Servirà tempo, bisognerà essere pazienti ma con le giuste idee possiamo migliorare e sognare qualcosa di importante per questa squadra

Sulla rosa:

È buona, ha un buon mix tra giovani e giocatori più esperti. C'è molto senso di appartenenza. Sono soddisfatto della squadra. Certo, si può migliorare, ma la prima cosa ora sarà concentrarsi sulle partite che ci attendono. Ci sono solo tre giorni per preparare la prossima col Burnley. Amo allenare, il mio lavoro mi appassiona. Sogno di portare l'Everton nelle prime posizioni il prima possibile

Sul primo colloquio col presidente:

Vuole una squadra che sia competitiva in Premier League, per me è abbastanza. Dobbiamo fare le cose nel modo giusto per migliorare. L'ambizione del club è molto alta e io sono emozionato di essere parte di questo progetto

Su Ibrahimovic:

Zlatan è un mio grande amico, è stato un mio giocatore, ma non ho alcuna idea di cosa abbia intenzione di fare. Dovrei chiamarlo e lo farò, magari viene qui a vedere la città ma non a giocare

Su Moise Kean:

Ho cercato di prenderlo prima che firmasse per l’Everton. Penso sia un giocatore fantastico, non dimentichiamoci che ha solo 19 anni. Dobbiamo aspettarlo e lavorarci, perché ha qualità top. Abbiamo visto di cosa è capace quando giocava nella Juventus. Per ogni calciatore che cambia squadra e città, c'è bisogno di un periodo di adattamento. Lavoreremo con lui per migliorarlo e renderlo anche migliore come professionista

Sugli obiettivi stagionali:

Proveremo ad andare più a ridosso della vetta e allontanarci dalle zone basse (l'Everton è sestultimo con 19 punti a +4 sulla zona retrocessione, ndr). Duncan ha fatto un ottimo lavoro, ho visto le ultime partite. Cercheremo di giocare un calcio coinvolgente, il nostro obiettivo è fare un calcio migliore perché ci sono i giocatori per farlo. La squadra ha mostrato un bello spirito. Ho visto anche come i tifosi abbiano spinto la squadra per vedere un calcio offensivo, spero di riuscire ad imprimere un calcio migliore

Sulle ultime vittorie contro il Liverpool, rivale cittadino dell'Everton:

I tifosi allora saranno contenti. Batterli è bello, ho un grande rapporto con Klopp. Loro non perdono spesso. So bene che i tifosi vogliono vincere contro di loro, non è una missione impossibile. Nel calcio niente lo è

Ancora sulla scelta dell'Everton: 

L'attrazione è scaturita dalla tradizione e dall'ambizione del club. So di essere in una squadra con un ottimo progetto, come quando sono andato al PSG. Non è vero che ho allenato solo grandi squadre, all'inizio in Italia ho allenato squadre di Serie B, poi il Parma che non era una delle migliori. Mi piace che ci sia una chiara idea per raggiungere il successo. C'è un fantastico centro sportivo, poi il nuovo stadio. Insomma, c'è un piano preciso per migliorare

Sul nuovo stadio:

Se lo stadio fosse pronto nel giro di tre anni sarebbe ottimo, i guadagni di questo tipo sono fondamentali nel calcio di oggi e questo potrebbe rendere l'Everton ancora più competitivo

Sul mercato:

Se qualche giocatore in più potrebbe accettare l'Everton vista la mia presenza? Non lo so, ma non sono quell'allenatore che lavora da solo. Parlerò col club per trovare soluzioni e capire se c'è la possibilità di migliorare la squadra. Che qualcuno sia venuto in una squadra perché c'ero io, è già successo

Sul problema del razzismo in Inghilterra:

È un problema che c'è dappertutto, l'anno scorso mi è capitato con Koulibaly a Milano. Dobbiamo essere forti, il calcio non può permettere abusi razzisti. Tutte le federazioni devono lottare duramente contro questo fenomeno

Su Ferguson:

Ho incontrato Duncan subito dopo la partita, sarà parte del mio staff e sarà importante per me. Ho avuto sempre una parte dello staff precedente nei miei: Makelele al PSG, Zidane al Real Madrid, Sagnol al Bayern. Sono sicuro che mi sarà molto d'aiuto. Ci saranno poi mio figlio Davide, un altro collaboratore e un preparatore

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