Guardiola: le condizioni del rinnovo. Ma dietro l’angolo c’è Pochettino

La posizione di Pep è meno salda di un tempo, ma si tratta. Intanto l’ex Spurs osserva da dietro le quinte. Potrebbe essere la mossa a sorpresa della proprietà del Manchester City.

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Nel possibile domino degli allenatori dei grandi club europei, partito con gli esoneri di Mauricio Pochettino e Unai Emery rispettivamente da Tottenham e Arsenal, il ruolo di Pep Guardiola potrebbe rivelarsi centrale. Anzi lo è senza dubbio, perché la panchina del Manchester City è, ormai da alcuni anni, una delle più ambite d'Europa.

Dopo aver allenato, e vinto, nella Liga spagnola, in Bundesliga e in Premier League, sempre alla guida di un team leader di quel campionato, Pep si trova, forse per la prima volta nella sua carriera, in una posizione meno indiscutibile del solito. Arrivato al Manchester City nel 2016, dopo aver conquistato tutto fra Barcellona e Bayern Monaco, il tecnico catalano non solo non ha ancora dato alla squadra quell'investitura da big della Champions League che la proprietà gli chiedeva, ma quest'anno appare in netta difficoltà anche in campionato.

Una stagione tribolata quella dei Citizen 2019-20: terzi con 35 punti in 17 partite (già 4 le sconfitte), hanno già da tempo dato virtualmente l'addio al titolo conquistato la stagione scorsa - troppo lanciata la partenza di un Liverpool che, famelico, non sta sbagliando una mossa - e rischiano l'ennesimo flop in Champions League. Ci si è messa, infatti, anche l'urna di Nyon che negli ottavi gli ha "regalato" il rivale più scomodo, il Real Madrid.

Guardiola Liverpool
Il Manchester City di Guardiola ha già 14 punti meno del Liverpool

Guardiola tratta il rinnovo, Pochettino osserva

Certo 7 trofei in 3 stagioni non sono bottino trascurabile, ma da Guardiola, inutile nasconderlo, gli sceicchi si aspettavano quell'investitura europea che invece continua a mancare (mai oltre i quarti di finale) e che rischia di pesare parecchio nei discorsi sul rinnovo di un contratto che scade nel giugno 2021. Quasi 800 milioni investiti nel mercato in quattro anni, a fronte di 250 incassati, non saranno stati un grosso sforzo per le ricche casse della proprietà, ma la mancanza di risultati in Champions League potrebbe logorare un rapporto altrimenti inattaccabile.

Guardiola Arteta
Guardiola vuole un sostituto all'altezza per Mikel Arteta, nel caso di suo approdo all'Arsenal

Per rimanere, Pep ha già fatto conoscere al club le sue condizioni: un sostituto all'altezza per Mikel Arteta, molto vicino all'Arsenal - il prescelto dovrebbe essere Rodolfo Borrell - e una campagna acquisti che torni ai fasti delle sue prime due stagioni, quando gli sceicchi misero sul piatto oltre 530 milioni di euro. Nel mirino di Guardiola almeno un centrale di peso - già 120 milioni spesi fra Stones e Laporte - un laterale arretrato - oltre 200 milioni appena investiti fra Mendy, Walker, Danilo e Cancelo - e un attaccante che possa affiancare Aguero, Sterling e Gabriel Jesus.

Guardiola Pochettino
Sarà staffetta fra Guardiola e Pochettino?

Richieste chiare che gli sceicchi valuteranno anche in base alle prossime prestazioni in Champions, ma per la prima volta dall'Inghilterra trapela chiara la sensazione che il matrimonio fra Pep e il City sia meno indissolubile di un tempo. Se n'è accorto anche Mauricio Pochettino che, dopo aver cortesemente respinto le avance del Real Madrid, Florentino Perez è da tempo un suo grande estimatore, era già sulla strada di Manchester, affascinato dalla proposta di guidare la rinascita dello United. Ma, stando al Sun, le voci di un possibile divorzio provenienti dall'altra sponda cittadina hanno momentaneamente bloccato le trattative con Woodward: le "aperture di credito" degli sceicchi, del resto, fanno gola a tutti.

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