Champions League, Buffon: "Mi dispiace per l'eliminazione dell'Inter"

Il portiere della Juventus commenta l'uscita dei nerazzurri: "Sarebbe stato bello portare 4 squadre agli ottavi".

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La fase a gironi di Champions League si è chiusa con gioie e delusioni per i tifosi italiani, visto il passaggio del turno del Napoli e il sorprendente exploit dell'Atalanta bilanciati dall'eliminazione dell'Inter sconfitta nell'ultima partita in casa dal Barcellona. Di questo e molto altro ha parlato Gigi Buffon.

Il portiere della Juventus, che a Leverkusen è tornato a indossare la maglia bianconera in Champions League dopo l'ormai famosa sconfitta in casa del Real Madrid, ha parlato della fine della prima fase del torneo con un post rilasciato sulla sua app ufficiale.

Nel commentare i risultati delle squadre di Serie A, Buffon ha fatto i complimenti all'Atalanta per la sorprendente qualificazione agli ottavi di finale esprimendo però un po' di rammarico per l'uscita dell'Inter proprio nell'ultimo turno che ha impedito il poker di italiane alla fase a eliminazione diretta.

Demiral e Buffon a Leverkusen
Buffon commenta l'eliminazione dalla Champions dell'Inter

Champions League, Buffon: "Sono dispiaciuto per l'uscita dell'Inter"

Nel suo post Buffon ha parlato della soddisfazione della vittoria di Leverkusen solo dopo aver detto la sua sui risultati di Napoli, Atalanta e Inter nell'ultima e decisiva giornata della fase a gironi.

Voglio fare i complimenti a Napoli e Atalanta per il passaggio del turno, mi dispiace per l'eliminazione dell'Inter: sarebbe stato fantastico per la Serie A avere 4 squadre qualificate per gli ottavi di finale. Noi siamo soddisfatti della vittoria a Leverkusen nonostante fossimo già matematicamente primi. Abbiamo approcciato bene la gara e dimostrato che possiamo fare grandi cose. Le critiche dopo il Sassuolo? Ci sono abituato.

A Tuttosport ha poi aggiunto:

Il Real Madrid subito agli ottavi? Beh, insomma, in questi casi ci si mette un po' nelle mani della dea... sbandata, perché delle volte non è bendata, ma è sbandata. E quindi vediamo un po' cosa esce. Chiaramente incontrare il Real Madrid è sempre un piacere perché il rispetto che nutro e che nutriamo nei confronti della storia del Real e dei suoi giocatori è enorme e, al di là di come è poi finita l’ultima volta a Madrid, ripenso in maniera positiva a quella partita perché era stata un esempio di determinazione e forza. Quindi, nel caso, si rincontrerebbero due squadre fantastiche

Su cosa potrebbe cambiare in campionato dopo la fine della fase a gironi di Champions:

Per la Juve non cambia niente, se la Juve ha la testa e l’umiltà che ha avuto contro il Leverkusen. Se invece ha la supponenza e un po’ la superficialità, a cominciare chiaramente da me, che ha messo in certe partite non di cartello, allora la Juve rischia. Per questo dico che quella in Germania era una partita nella quale dovevamo dare delle risposte, come gruppo, per capire se veramente vogliamo arrivare a determinati obiettivi. Per arrivarci servono sicuramente tanta qualità e tanta esperienza, però ci vuole anche un gruppo coeso che abbia voglia di soffrire in certi momenti della gara. In Germania gli esempi più belli sono stati Cristiano e "il Pipa" perché in alcuni momenti, soprattutto del primo tempo, nei quali non c’era da guardarsi troppo intorno ed essere troppo riflessivi, Ronaldo e Higuain hanno cominciato a correre indietro per difendere. Per noi è stata una trasmissione di adrenalina ed energia fortissima

Su Ronaldo:

Con Cristiano ci parlo spesso: quello che deve sapere e non perdere mai di mente è che per noi, essendo un campionissimo, può diventare determinante in quanto ad esempio. Se lui dà determinati esempi, noi diventiamo una squadra 100 volte più forte e contro il Leverkusen nelle difficoltà della partita lui è stato veramente unico e mi ha emozionato. Se si vede uno di 34 anni fare certe cose è chiaro che gli altri di 22-23 anni poi lo seguono e lo imitano. Per questo ho ringraziato lui e anche il Pipa

Sulle differenze tra il campionato e la Champions:

Si spiega facilmente la cosa, quando sei una squadra forte composta da tanti campioni: sicuramente la preparazione a certe partite è diversa, e quindi alcune volte paghi dazio. Poi magari, nel nostro caso, il dazio maggiore l’hai pagato con la Lazio, pur in una partita che secondo me è quella giocata meglio nell’ultimo mese: lì proprio gli episodi ci hanno punito, ma alla fine era un susseguirsi di rischi che ci stavamo prendendo negli ultimi tempi. Fino a Roma non l’avevamo pagata cara, invece è successo quando meno ce lo aspettavamo

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