Russia, caso doping di Stato: la reazione di Putin e il caso Rodchenko

Putin attacca senza mezzi termini la sentenza della Wada che esclude la Russia dalle competizioni sportive per i prossimi 4 anni: "È una faccenda politica".

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Un caso che scuote il mondo dello sport alle sue fondamenta, ma che ha un evidente retroterra politico. La Wada ha deciso di escludere la Russia da ogni competizione sportiva mondiale per aver falsificato i dati di laboratorio consegnati agli investigatori dell'agenzia antidoping lo scorso gennaio, in modo da nascondere diversi casi di doping. La sentenza riapre il caso che già s'era scatenato tra il 2011 e il 2015. Per Mosca è un colpo clamoroso perché esclude la Russia dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 e quelle invernali di Pechino. Solo gli atleti che dimostreranno di essere puliti potranno gareggiare ai Giochi, ma non sotto l'egida della bandiera russa, ma come atleti neutrali.

Stessa cosa che succederebbe ai Mondiali di calcio del 2022 se la Russia dovesse riuscire a qualificarsi. La selezione giocherebbe le proprie gare senza inno e bandiera. Una mazzata che a Mosca, quasi all'unanimità, hanno interpretato come sentenza politica. Putin parla senza mezzi termini di "sentenza politica" e accusa la Wada di aver "violato la carta olimpica". Con il presidente si schierano tantissimi atleti, a partire da Yelena Isinbayeva tre volte iridata e due volte campionessa olimpica che ritiene la sentenza "assassina" e "inevitabile" dopo la vergognosa campagna mediatica delle ultime settimane. 

Lo scenario ora è ancora nebuloso, difficile prevedere ciò che accadrà, ma la Russia è decisa a non arrendersi ed è chiaro che è prossimi mesi gli stessi atleti russi si rivolgeranno al TAS per cercare di riparare al danno subito; perché è evidente che gli atleti puliti, quelli che mai hanno avuto a che fare con il doping, sono i più colpiti dalla durissima sentenza della Wada. Da Mosca comunque gli attacchi all'agenzia mondiale per l'antidoping sono come detto quasi un coro unanime. Quasi perché c'è chi, come Maria Lasitskène in una lettera a cuore aperto denuncia le storture del sistema russo. Un sistema che non ha mai cambiato rotta. 

Russia, Putin con un atleta
La Russia reagisce alla sentenza della Wada

Doping, la Russia: "Sentenza politica". Putin e il caso Rodchenko.

Le parole della tre volte campionessa del mondo di salto in alto sono le uniche che tendono ad andare contro la linea di Putin e sposata dalla maggior parte degli atleti russi. Maria Lasitskene se la prende in particolare con le autorità sportive del suo paese, ree di non aver vigilato e anzi spronato gli atleti a utilizzare sostanze proibite: 

Perché la situazione non è cambiata? Perché nella nostra atletica leggera vengono tuttora usati farmaci proibiti, perché lavorano tranquillamente gli allenatori degli atleti che si sono dopati, mentre i funzionari falsificano i documenti ufficiali?

Una presa di posizione coraggiosa e che ora spinge molti a temere per l'incolumità sua e dei suoi familiari. Chi vive sotto scorta è invece Grigory Rodchenko, l'uomo che aveva gettato un faro di luce sul caso "doping di Stato". Rodchenko era il direttore del laboratorio antidoping di Mosca e fu lui rivelare come in Russia si aggirassero i controlli antidoping, usando metodi clamorosi, come quello delle provette fatte passare attraverso un buco nel muro del laboratorio delle Olimpiadi invernali di Sochi del 2014. Dall'altra parte c'erano gli agenti dei servizi segreti che aprivano le provette, ripulivano i campioni e poi li ripassavano ai medici. 

Rodchenko è poi fuggito negli Stati Uniti e con l'aiuto di un videomaker di Los Angeles, Bryan Fogel, ha girato un documentario intitolato Icarus che ha messo in evidenza tutti i trucchi usati dalle autorità sportive (e non) russe per evitare i controlli. Due ex collaboratori di Rodchenko sono stati ritrovati senza vita nel 2016, mentre l'ex direttore non compare più in pubblico da molti mesi e vive oggi sotto protezione dell'FBI che lo avrebbe anche costretto a cambiare i propri lineamenti facciali. Putin lo considera uno dei suoi peggiori nemici. Guardando Icarus si capisce bene il perché. 

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