World Athletics: Kipchoge e Muhammad eletti atleti dell’anno

Il recordman mondiale della maratona e la campionessa olimpica e primatista mondiale dei 400 ostacoli sono stati incoronati al Grimaldi Forum di Montecarlo

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Eliud Kipchoge ha vinto il titolo di Atleta Mondiale dell’anno per il secondo anno consecutivo al termine di una stagione straordinaria nella quale ha vinto la Maratona di Londra per la quarta volta in carriera con lo straordinario tempo di 2h02’37 (record del percorso).

Lo scorso ottobre il trentacinquenne keniano è diventato il primo atleta a scendere sotto le 2 ore nella maratona a Vienna, anche se la prestazione realizzata in occasione dell’Ineos 159 Challenge di Vienna non è stata omologata come record del mondo perché non rispettava i requisiti necessari.

Eliud non era presente al Gala monegasco ma ha parlato ai presenti attraverso un video messaggio. Ha prevalso nella votazione su Sam Kendricks, Karsten Warholm, Noah Lyles, Joshua Cheptegei.

Spero di avere ispirato le nuove generazioni. Sono contento di aver scritto la storia del nostro sport

Eliud Kipchoge
Eliud Kipchoge

La ventinovenne statunitense Dalilah Muhammad ha stabilito due primati del mondo sui 400 ostacoli con 52”20 ai campionati statunitensi di Des Moines, e 52”16 nella finale dei Campionati del mondo di Doha battendo in entrambe le occasioni la connazionale Sydney McLaughlin. Muhammad ha vinto cinque delle sette gare disputate sui 400 ostacoli nel corso del 2019 e il titolo mondiale della staffetta 4x400 a Doha. Dalilah è nata a New York ma si è trasferita in California nel 2008 per studiare economia e allenarsi sotto la guida di Lawrence Johnson. Vincendo la finale dei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Rio de Janeiro Dalilah è diventata la prima atleta statunitense musulmana a vincere l’oro olimpico e la prima specialista dei 400 ostacoli a conquistare il titolo di atleta dell’anno dopo la britannica Sally Gunnell. Muhammad ha preceduto nella votazione Shelly Ann Fraser Pryce, Sifan Hassan, Brigid Kosgei e Yulimar Rojas.

Un anno duro ma meraviglioso. Non avrei mai immaginato di terminare la stagione con questo riconoscimento. Sono fiera delle mie origini e della mia fede religiosa, anche se non porto l’Hijab. 

Dalilah è un’attenta studiosa della storia dell’atletica e segue ogni aspetto di questo sport.

Trascorro ore davanti a vecchi video postati su YouTube. Mi ispirano e mi aiutano a capire dove ci possono essere margini. I miei primati sono nati così. Vedo tutto dai 100 metri alla maratona, compresa la gara nella quale Eliud Kipchoge è sceso sotto le due ore

Il premio di Rising star dell’anno a livello femminile è andato all’ucraina Yaroslava Mahuchik, vice campionessa mondiale del salto in alto a Doha ad appena 18 anni con due primati mondiali under 20 alle misure di 2.02m e 2.04m. Yaroslava ha cancellato il vecchio primato under 20 detenuto dagli anni Ottanta dall’ex sovietica Olga Turchak e dalla tedesca dell’est Heike Balck. La teenager allenata dall’ex specialista dei 400 ostacoli Tetyana Stepanova è diventata la più giovane atleta della storia a vincere un meeting della Diamond League a Doha con 1.96m lo scorso 3 maggio,e ha vinto il titolo europeo under 20 a Gavle.

Non avrei mai immaginato di poter vincere la medaglia d’argento ai Mondiali di Doha. Normalmente interrompo le mie competizioni dopo aver battuto il record personale, ma dopo aver saltato 2.02m a Doha ho detto alla mia allenatrice che volevo continuare a saltare. L’adrenalina stava scorrendo e volevo saltare ancora più in alto. 

Il diciannovenne etiope Selemon Barega si è aggiudicato il titolo di Rising Star dell’anno a livello maschile. Barega ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Doha sui 5000 metri alle spalle del connazionale Muktar Edris. Barega ha stabilito le migliori prestazioni mondiali dell’anno under 20 sui 5000 metri con 12’53”04 e sui 10000 metri con 26’49”46.

Selemon Barega
Selemon Barega

Il Premio di allenatore dell’anno denominato “Coaching Achievement of the Year” è stato consegnato a Padre Colm O’Connell, il missionario irlandese che ha allenato 25 campioni mondiali e 4 ori olimpici. Due dei suoi più grandi allievi sono stati Wilson Kipketer e David Rudisha. O’Connell ha ricevuto il premio da Wilson Kipketer.

Non avrei mai immaginato di avere una carriera di allenatore quando arrivai nella Rift Valley. Volevo semplicemente aiutare la comunità locale e ci sono riuscito grazie all’atletica

Padre Colm O’Connell
Padre Colm O’Connell

Braima Suncar Dabo ha vinto il Premio Fair Play per aver soccorso Jonathan Busby durante la batteria dei 5000 metri ai Mondiali di Doha, la due volte campionessa olimpica dei 10000 metri del 1992 e del 1996 Derartu Tulu ha ricevuto il premio di Donna dell’Anno. Tulu è Presidente della Federazione di atletica etiope dal 2018.

Il President’s Award è stato assegnato alla memoria di Vikky Orvice, la giornalista inglese del quotidiano The Sun morta lo scorso febbraio dopo una lunga battaglia contro un tumore. Orvice raccontò le storie dei più grandi campioni dell’atletica britannica Jessica Ennis Hill, Greg Rutherford e Mo Farah durante il Super Saturday delle Olimpiadi di Londra 2012. Dal 2003 al 2005 divenne la prima donna a presiedere l’Associazione dei Giornalisti britannici.

Alla vigilia del Gala di Montecarlo è stata celebrata la Notte del Miglio alla presenza dei più grandi campioni della storia del mezzofondo mondiale, nel sessantacinquesimo anniversario dei record del mondo sulla distanza anglosassone dei 1609 metri di Roger Bannister e Diane Leather Charles, che furono i primi ad abbattere le barriere dei 4 minuti a livello maschile e dei 5 minuti a livello femminile. Tra i presenti c’erano Lord Sebastian Coe, John Walker, Steve Cram, Filbert Bayi, Noureddine Morceli, Hicham El Guerrouj e le italiane Paola Pigni e Gabriella Dorio.

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