Premier League, Mourinho agli Spurs: come giocherà il suo Tottenham

Lo Special One riparte dalla capitale inglese, dove eredita una situazione delicata soprattutto dal punto di vista psicologico.

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Chi pensava di annoiarsi durante la terza sosta stagionale per le nazionali, almeno in questo caso, è rimasto deluso. Dopo l'abbuffata di partite concentrate negli scorsi cinque giorni, un vero fulmine ha scosso il cielo londinese: il Tottenham ha esonerato Mauricio Pochettino e lo ha fatto all'improvviso, a pochi giorni dall'importante derby in Premier League contro il West Ham, una partita delicata che gli Spurs - vista anche la situazione di classifica - non possono permettersi di perdere. La decisione era nell'aria, questo è certo, ma in pochi si sarebbero immaginati un Pochettino fatto fuori così in fretta dopo gli ottimi risultati conseguiti durante la scorsa annata.

La finale di Champions League, raggiunta e poi persa contro il Liverpool, rimane così solo un lontano ricordo. A rappresentare il presente e, probabilmente, il prossimo futuro, sarà José Mourinho, che ha firmato un contratto fino al 2023 ed è stato annunciato in pompa magna dalla società londinese. Il presidente Levy si è detto soddisfatto per aver portato a White Hart Lane il miglior profilo possibile in circolazione, spegnendo sul nascere le speculazioni che parlavano di Massimiliano Allegri e Julian Nagelsmann come principali candidati alla sostituzione dell'ex manager argentino.

Mou trova un ambiente abbastanza elettrico, ma si è già detto entusiasta di poter lavorare con un gruppo dai grandi valori tecnici e qualitativi. La squadra non sta andando affatto bene in Premier League, dove attualmente occupa la 14esima posizione, ma nel contempo ha a disposizione un match point molto importante in Champions League, visto che la settimana prossima - qualora dovesse battere l'Olympiakos - strapperebbe ufficialmente il pass per gli ottavi di finale della competizione. Serve quindi mettersi subito al lavoro senza perdere ulteriore tempo: Mourinho è già a Londra, ha dato incarico al suo staff di preparare tutto il necessario e il club gli ha trovato subito una sistemazione. Da oggi, nel nord della metropoli britannica, comincia una nuova era.

Come giocherà il Tottenham di Mourinho
José Mourinho è il nuovo allenatore del Tottenham: gli Spurs lo hanno annunciato a poche ore dall'esonero di Mauricio Pochettino, che lascia Londra dopo aver portato la squadra in finale di Champions League

Premier League, alla scoperta del nuovo Tottenham di José Mourinho

Se si parla di valori assoluti, la rosa del Tottenham è abbastanza eterogenea. I lavori principali da portare avanti sono due: recuperare definitivamente i big e, contemporaneamente, valorizzare velocemente gli investimenti di mercato fatti dalla società durante l'ultima sessione estiva. In questa prima parte di stagione sono mancati parecchio gli uomini chiave, gente come Harry Kane, Cristian Eriksen e Dele Alli stanno giocando ampiamente al di sotto delle loro possibilità e in campo questo gap è decisamente tangibile. Mourinho dovrà lavorare molto sulla testa dei suoi ragazzi, vestendo nuovamente quei panni da psicologo che tanta fortuna gli hanno portato negli anni addietro.

Nonostante la brutta parentesi di Manchester, dove anche una personalità forte come la sua è stata inevitabilmente risucchiata dal corso degli eventi, il suo lavoro extracampo è sempre stato fondamentale. Per informazioni, chiedere all'Inter del Triplete o al Real Madrid che ha frantumato record in Liga, spodestando il Barcellona dei fenomeni. Proprio per questo motivo, almeno all'inizio, difficilmente lo Special One apporterà troppe modifiche alla formazione base. Il modulo di base sarà quasi sicuramente il 4-2-3-1, sistema che ne ha tratteggiato la maggior parte della carriera, magari con un pizzico di 4-3-3 all'occasione.

Pochi dubbi in difesa, Ndombélé da recuperare

In attesa del rientro di Hugo Lloris, fuori per infortunio, tra i pali verrà confermato l'argentino Gazzaniga, protetto da due centrali di grande gerarchia come Vertonghen e Alderweireld, che sulla carta dovrebbero partire un passo avanti rispetto al colombiano Sanchez e a Foyth. Quest'ultimo, per esigenza, potrebbe anche essere dirottato sulla fascia destra per giocare da terzino molto bloccato, vista la mancanza di alternative di qualità. Il solo Aurier infatti non dà garanzie, ma in attesa che il mercato porti qualche volto nuovo, ci si dovrà arrangiare con quel che si ha. A sinistra invece ci sono meno dubbi, con Rose e Ben Davies che offrono alternative più che discrete.

Diverso il discorso per quanto riguarda il centrocampo, dove l'unico veramente insostituibile dovrebbe essere Harry Winks. Classe 1996, il talento inglese di recente si è preso anche un posto da titolare in nazionale, e rappresenta una delle poche note liete dell'inizio di stagione degli Spurs. Accanto a lui potrebbero alternarsi Eric Dier e Moussa Sissoko, due elementi di sostanza e agonismo. Poi c'è Ndombélé, che può muoversi in una mediana a due o da interno destro a tre: l'ex Lione, arrivato in estate in cambio di una cifra decisamente sostanziosa, non sta passando un buon periodo, ma andrà giocoforza valorizzato in qualche modo.

La variabile Lo Celso, fantasia e tre punte per tornare a segnare

Parlando di 4-2-3-1 come modulo base, c'è un giocatore molto difficile da collocare. Si tratta di Lo Celso, argentino arrivato in estate dal Betis, un calciatore che negli anni ha avuto un'evoluzione tattica abbastanza particolare. Nato esterno sinistro nel Rosario Central, al PSG è stato trasformato in regista da Unai Emery e poi, una volta approdato al Betis, Quique Setien gli ha ritagliato uno spazio importantissimo da interno. Lo Celso potrebbe essere quindi spendibile in più contesti, ma non sembra un calciatore con caratteristiche particolarmente affini al calcio di Mourinho.

Nel ruolo di trequartista invece dovrebbe trovare posto Eriksen, con Alli in seconda battuta: riavvicinare il danese alla porta avversaria significherebbe permettergli di tornare a essere decisivo negli ultimi sedici metri, ma va anche detto che al momento il giocatore pare avere la testa da un'altra parte. Le voci di mercato sul suo futuro sono insistenti, per cui Mou - qualora intendesse puntarci su - dovrà prima convincerlo a rimanere e a rinnovare il contratto in scadenza a giugno dell'anno prossimo.

Meno dubbi, infine, riguardano il reparto d'attacco: Harry Kane sarà il centravanti, chiamato peraltro a rispolverare la propria vena realizzativa, mentre sugli esterni ci sarà spazio per il prezioso Son e per Lucas Moura. Un'altra soluzione plausibile potrebbe essere quella di decentrare Eriksen e inserire Alli tra le linee, o addirittura di giocare con due mediani e Ndombélé da finto trequartista. Insomma, considerata anche la presenza del classe 2000 Sessegnon, da centrocampo in su Mourinho avrà tempo per sperimentare con calma. Prima però servono punti per risalire la china. Poi, quando la squadra si sarà risollevata, sarà il momento di cominciare a divertirsi.

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