Fascia di capitano e rinnovo: così Bonucci si è ripreso la Juventus

Rinnovo fino al 2024 per il difensore: è il giocatore che dal 2010/11 ad oggi ha giocato più partite, in tutte le competizioni in bianconero, ben 376. Ora è capitano e leader.

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Nell'agosto 2018, in Chievo-Juventus 2-3, sua "prima" dal ritorno in bianconero dopo l'anno al Milan e l'addio in direzione rossonera, era stato accolto con fischi e un pizzico di disappunto. Appena 15 mesi dopo Leonardo Bonucci ha saputo trasformare quei sentimenti contrastanti che avevano accolto la sua esperienza 2.0 a Torino dopo sei stagioni e altrettanti scudetti in una fascia di capitano al braccio e un prolungamento del contratto fino al 2024. Anno in cui Leo avrà 37 anni e presumibilmente chiuderà la sua carriera a Torino.

A portare al consolidamento per un altro anno rispetto alla precedente scadenza del legame tra Bonucci e la Juventus sono stati prima di tutto i numeri. Quelli di un calciatore al quale Sarri non rinuncia mai: in stagione sono 12 le partite giocate su 12 turni di Serie A, così come 4 sono le presenze su altrettante gare di Champions League, con 1440 minuti in campo. Riferimento essenziale per De Ligt, leader della linea difensiva e con tanta voglia di vincere ancora in bianconero.

Dati in linea con quelli acquisiti in otto stagioni e un terzo alla Juventus. Dall'annata 2010/2011 nessuno ha giocato tante partite in bianconero quanto quelle di Bonucci: 376, almeno 35 in più di qualunque suo compagno nello stesso periodo. Le reti in bianconero sono 17, i passaggi a buon fine 14792. Pilastro della difesa e prima scelta in una difesa che ha perso a fine agosto Giorgio Chiellini. Nella ripartenza del Bonucci juventino, però, 

Juventus, Leonardo Bonucci e Cristiano Ronaldo festeggiano un gol allo United
Juventus, Bonucci e Cristiano Ronaldo festeggiano un gol al Manchester United

Primo difensore, primo regista: così Bonucci aiuta CR7

Il primo step per superare i fischi e trasformarli in applausi Bonucci lo aveva vissuto a suo modo: da regista arretrato, il ruolo che per anni Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi gli avevano cucito sulle spalle in bianconero e in Nazionale. A piccole carenze in difesa, in particolare nelle partite in cui condivideva l'asse destro della difesa con Joao Cancelo, Leo aveva risposto con passaggi illuminanti. Su tutti, quello del provvisorio 1-0 in Juventus-Manchester United del 7 novembre, fase a gironi di Champions League. Palla millimetrica per Cristiano Ronaldo e tiro al volo no look del fenomeno portoghese. Uno schema collaudato e ripetuto nel tempo, del quale hanno beneficiato in particolare CR7 e Paulo Dybala. 

Leonardo Bonucci e il ruolo di chioccia: l'allievo è de Ligt
Bonucci e il ruolo di chioccia: l'allievo è de Ligt

Chioccia di De Ligt e leader in assenza di Chiellini

A stupire, in positivo, del Bonucci 2019/2020 è la crescita nei 20 metri che precedono la porta bianconera. La sensazione, infatti, è che mai come in questa stagione il difensore di Viterbo sia preciso e concentrato nella fase difensiva. Come se il lungo ko di Giorgio Chiellini ("Questo episodio ha acceso in me qualcosa, volevo comunque crescere e migliorare rispetto alle ultime due stagioni" la sua stessa ammissione) abbia involontariamente contribuito alla sua ulteriore maturazione, come un buon vino che invecchiando migliora. I 12 anni di differenza con De Ligt lo rendono "chioccia" di un reparto ringiovanito, che alle loro spalle vede i 25 anni di Rugani e i 21 di Demiral. Bonucci risponde istruendo l'allievo e con un primo bimestre da voti alti in pagella. "Mi paragono al Bonucci della stagione 2016/2017, quando sono entrato nella top 11 mondiale" ha spiegato ai canali ufficiali della Juventus. Obiettivo sin qui centrato.

Bonucci e il gol: sono 23 con la Juventus
Leonardo Bonucci e il gol: sono 23 in carriera con la Juventus

Bonucci e la Juve: il meglio deve ancora venire?

Il prossimo primo maggio compirà 33 anni, ma la voglia di Juventus è ancora tanta e resterà tale almeno fino al 2024. La prima tappa del Bonucci bianconero, durata dal 2010 al 2017 prima del contestato passaggio al Milan, si era chiusa con 319 partite e 19 reti. Il secondo step sin qui ha fruttato 57 presenze e 4 reti. Numeri cardine di una storia lunga e intensa, per un difensore arrivato in punta di piedi a Torino e destinato a far parte di un piccolo pezzo di storia del club. Ora più che mai, Leo sembra fondamentale. Alla Juventus lo hanno capito e lo hanno blindato. Questa volta parrebbe davvero a vita.

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