NFL: il workout misterioso di Kaepernick per un clamoroso ritorno

Dapprima il workout doveva essere ufficiale, poi cose non dette, malintesi e altro è finito nell’ennesimo scontro Kaepernick-NFL.

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Vi sarà sicuramente capitato negli ultimi anni d’imbattervi nel caso che ha scosso l’NFL non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello sociale. L’inginocchiarsi durante l’inno nazionale da parte di Colin Kaepernick, noto e talentuoso ex quarterback dei San Francisco 49ers, ha sollevato un polverone sociale e mediatico mai visto nel football americano, tanto da indurre diversi altri giocatori a seguire le sue orme generando un vero e proprio caso politico che è costato innanzitutto la carriera al giocatore, ma anche la credibilità di una lega che non ha saputo gestire la situazione in modo esemplare la cosa.

Kaepernick nel 2017 ha intentato una causa contro l’NFL accusando le squadre, e di conseguenza la lega, di fare “cartello” mettendosi d’accordo per non dargli un contratto. Al suo fianco si è schierata la safety dei Panthers Eric Reid e, casualmente, poco dopo lui ha trovato un contratto pluriennale. Kaepernick è rimasto al palo e tutt’oggi è ancora free agent, ma la lega ha dovuto versare a lui e al collega un’ingente somma di denaro a risarcimento, facendo passare la cosa abbastanza sotto silenzio, ma ammettendo sostanzialmente la propria colpa.

Ora, dopo tante speculazioni, voci e possibilità paventate di rientro, Kaepernick si è creato una nuova possibilità di tornare a far parte della lega che lo ha visto protagonista fino al 2016 con anche un Super Bowl giocato. Ha così indetto un workout invitando gli scout e i media per dimostrare quanto potesse meritare di essere di nuovo un QB, alla luce di una stagione che ne ha messi in luce alcuni evidentemente non all’altezza. Da qui l’ennesimo attrito.

NFL: il workout (non) autorizzato

Kaepernick ha chiesto di poter fare questo workout autorizzato dall’NFL e che questo fosse aperto a ogni tipo di persona autorizzata interessata (scout, osservatori, media e tv). La lega ha imposto delle restrizioni volendo mandare dei propri incaricati e restringendo il campo dei presenti al minimo dando solo due ore per pensarci al giocatore. Questo ovviamente non è piaciuto ai legali di CK che hanno accusato di mancanza di chiarezza e trasparenza, oltre a delle pressioni temporali per la decisione. Era stato imposto Hue Jackson (ex coach dei Browns) come presenza per il workout, oltre a un numero limitato di scout, con la garanzia però che sarebbe stato ripreso tutto e inoltrato sia alle squadre che agli addetti ai lavori per la visione. Il tutto chiaramente editato da personale NFL.

Già la decisione di fare un provino aperto il sabato aveva destato più di un sospetto, non solo perché il giorno stabilito per quell’attività è il martedì, ma anche perché quello è il classico giorno in cui gli scout visionano i prospetti andando alle partite NCAA e quando non lo fanno, sono assieme alla propria squadra in albergo o in ritiro per preparare la partita della domenica. Già di per sé lo spazio e tempo avrebbero ridotto le presenze al minimo sindacale di chi avrebbe davvero fatto di tutto per esserci, ma non è stata l’unica particolarità del pomeriggio.

Nessuno ha dimenticato Kaep tra i fans
Colin e una nuova possibilità in NFL

Il cambio di location all’ultimo

Luogo e ora erano stabiliti: 15 di sabato scorso alla facility degli Atlanta Falcons. Già alle 8.30 della mattina c’erano alcuni fan pro e contro Kaepernick che speravano d’intravederlo prima dell’inizio. Intorno alle 14, come riportato da The Athletic, alcuni giornalisti e scout si sono cominciati a vedere nel luogo del ritrovo. La conferenza stampa sarebbe dovuta iniziare alle 14.30 per poi spostarsi sul campo, ma Adam Schefter, il miglior news breaker NFL, ha fatto sapere che il luogo del workout era stato cambiato in extremis dall’entourage di Kaepernick e si doveva andare a sud di circa un’ora di macchina per recarsi a Flowery Branch. Per dare tempo allo spostamento, l’inizio del tutto era stato spostato alle 4. Questo ha ancor di più limato i presenti e solo chi ha voluto sobbarcarsi il viaggio di un’ora in zona Cesarini verso il camp dell’High School ha potuto vedere il tutto.

Jackson, arrivato da poco all’aeroporto e già in direzione Atlanta, si è rifiutato di deviare, l’NFL ha saputo tardi della cosa e la vendetta di Kaepernick che ha accusato la scarsa professionalità e trasparenza delle lega, è arrivata conducendo il workout con i suoi ricevitori, i suoi coach e alla sua maniera. Come ha sempre fatto da quel famoso primo inginocchiamento. Non c’è stato modo di gestire la cosa, quindi in 40 minuti Kaep ha prodotto 60 passaggi a bersagli fermi e in movimento, mostrando buon braccio, ha anche chiuso con due lanci a lunghissima gittata senza successo prima di far felice il pubblico con il terzo a bersaglio. Kaep ha voluto parlare con gli scout presenti e ha ci ha tenuto a chiudere con una frase simbolo:

Dite ai vostri front office di non aver paura di scegliere.

Lui lo ha fatto. D’accordo o meno con la posizione, ha lottato per i suoi ideali anche contro la sua stessa carriera. Questo gli va comunque riconosciuto in attesa di capire come finirà questo nuovo capitolo della saga e se davvero ci siano possibilità di vederlo in campo l’anno prossimo.

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