Ucraina, Taison reagisce ai buu razzisti e viene espulso

È successo al 74' del big match vinto 1-0 dallo Shakhtar Donetsk contro la Dinamo Kiev. Il brasiliano è scoppiato in lacrime dopo essere stato espulso.

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Una scena che in Italia abbiamo visto appena una settimana fa, con Mario Balotelli che si ribella agli ululati razzisti di alcuni tifosi dell'Hellas Verona e scaglia il pallone in curva. La stessa identica cosa è successa in Ucraina durante il big match della 14esima giornata di campionato tra Shakhtar Donetsk e Dinamo Kiev.

Al minuto 74, Taison ha reagito ai buu razzisti dei tifosi avversari. Prima gli ha mostrato il dito medio, poi ha scagliato il pallone verso il settore da cui provenivano gli insulti. Risultato? L'arbitro l'ha espulso. 

A quel punto il brasiliano - insieme al compagno Dentinho - è scoppiato in lacrime mentre si avviava verso gli spogliatoi e il direttore di gara sospendeva la partita. I giocatori della Dinamo Kiev si sono dimostrati subito solidali con i loro colleghi, lo stesso ha fatto il club biancoblu che su Twitter ha scritto: "Il calcio non è un luogo di razzismo #NoToRacism".

Taison: "Lotterò sempre per il colore della mia pelle"

Così Taison in un lungo post su Instagram:

Amo la mia razza, lotto per il colore della mia pelle e tutto quello che faccio è per noi, per amore. Non starò mai zitto davanti a un gesto così disumano e spregevole. Le mie erano lacrime di indignazione, ripudio e impotenza, perché non potevo fare nulla in quel momento. Ma ci viene insegnato sin da bambini ad essere forti e a lottare, lottare per i nostri diritti e per l'eguaglianza. Il mio compito è lottare, battermi il petto, alzare la testa e continuare a combattere sempre. In una società razzista, non è sufficiente non essere razzisti. Dobbiamo essere antirazzisti. Il calcio ha bisogno di più rispetto, il mondo ha bisogno di più rispetto. Grazie a tutti per i messaggi di supporto. Continuiamo a lottare

Tanti i messaggi di sostegno ricevuti, tra cui quelli di Douglas Costa ("ogoglioso di essere nero, amico mio") e Bernard che ha scritto:

Purtroppo è un Paese molto arretrato quando si parla di questo rispetto. Ma fratello mio, testa alta, non smettere mai di lottare e di fare quello che ami, che è giocare a calcio. Siamo insieme fratello. Gli ignoranti sono dovunque. Rimani forte fratello

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