Serie A, idee e organizzazione: i segreti del Cagliari dei miracoli

I rossoblù allungano a dieci la striscia di risultati utili consecutivi e si candidano a sorpresa della stagione. Merito, in primis, di una società molto ambiziosa.

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Tre punti, cinque gol e una classifica che fa sognare un'intera isola. Il Cagliari è la squadra del momento in Serie A e, andando a scorrere il cammino dei sardi fino a oggi, non potrebbe essere diversamente: la compagine rossoblù ha messo insieme una striscia positiva impressionante che ormai dura da dieci partite consecutive, durante le quali sono arrivate la bellezza di sette vittorie e tre pareggi. I tempi della doppia sconfitta casalinga contro Brescia e Inter, un periodo che aveva portato Rolando Maran a rischiare il proprio posto, sembrano ormai un lontano ricordo, visto che oggi Nainggolan e compagni veleggiano saldamente tra le grandi del campionato.

Nel match vinto 5-2 contro la Fiorentina è stato proprio il Ninja a prendersi la copertina, segnando una rete da cineteca - un destro prepotente che si è infilato imparabilmente all'incrocio dei pali, imprendibile per Dragowski - e disseminando la propria prestazione personale di giocate di altissima qualità. Normali, certo, soprattutto per uno come lui, che in Sardegna ci è tornato in estate per riabbracciare quei colori tanto amati in gioventù. Una terra amata, soprattutto perché proprio a Cagliari Nainggolan ci ha trovato Claudia, una compagna per la vita, da qualche tempo affetta da una brutta malattia che ha convinto la famiglia a spostarsi (definitivamente?) vicino ai propri affetti.

Attorno all'ex centrocampista di Roma e Inter è stato costruito il Cagliari versione 2019/20. Qualcosa di interessante in realtà si era già visto lo scorso anno, quando la squadra aveva fatto intravedere alcune potenzialità, inframezzate però troppo spesso da prestazioni sotto tono. Serviva un leader, e così il presidente Giulini non ci ha pensato due volte: approfittando degli ottimi rapporti con i nerazzurri per via dell'operazione Barella, il numero uno del club ha perfezionato uno dei colpi di mercato dell'intera campagna estiva. Certo, bisogna capire se e quanto reggerà, ma per il momento la scommessa Nainggolan pare senza dubbio vinta: con 2 gol e 3 assist in 9 partite, il Ninja è già diventato una pedina essenziale per la compagine di Maran.

I segreti del Cagliari di Rolando Maran
Rolando Maran, allenatore del Cagliari: i sardi sono la sorpresa di questo primo scorcio di Serie A e arrivano alla terza sosta in piena zona Europa. Merito, in primis, di una società che ha saputo sfruttare al meglio la partenza del proprio simbolo per rinnovare una rosa con parecchia qualità

Maran e una cessione dolorosa: da qui nasce il Cagliari dei miracoli

Quando Nicolò Barella ha abbandonato la Sardegna per trasferirsi all'Inter, in molti sull'isola si auguravano che la cessione del proprio beniamino potesse almeno portare benefici dal punto di vista tecnico. In tal senso, il presidente Giulini è stato di parola, affidando la gestione delle proprie risorse a un direttore sportivo esperto e competente come Marcello Carli, bravo a individuare gli innesti giusti per un gruppo che poteva già vantare su singoli importanti.

Oltre a Nainggolan, a Cagliari sono arrivati giocatori di grande spessore come Marko Rog - anche lui autore di un grande gol contro la Fiorentina - Nahitan Nandez, Robin Olsen, Luca Pellegrini (tornato dopo aver chiuso proprio alla Sardegna Arena la passata stagione) e Giovanni Simeone, riscopertosi bomber dopo un paio di annate abbastanza scialbe. I conti parlano chiaro: 38 milioni di euro sono stati investiti in uscita, al fronte di circa 14 milioni in entrata, visto che Barella verrà riscattato soltanto l'anno prossimo.

Al resto ci ha pensato proprio il tecnico trentino, che di gavetta in questi ultimi 15 anni ne ha fatta veramente tanta. Dopo aver cominciato a grandi livelli a Brescia, ha allenato Bari, Triestina, Vicenza e Varese prima del grande salto a Catania, col quale ha scritto il record di punti del club etneo in Serie A. Lo scorso anno Giulini ha pensato a lui per stabilizzare definitivamente il Cagliari nella massima serie e, contestualmente, porre le basi per costruire qualcosa di più duraturo. Nonostante la sfortuna abbia tolto di mezzo quattro potenziali titolari come Cragno, Pavoletti, Birsa e Ceppitelli (i primi tre ne avranno per un po' di tempo), l'ex allenatore clivense è comunque riuscito a mettere insieme un undici equilibrato, esaltando le doti di ogni singolo interprete.

Non solo Nainggolan: idee e intensità i segreti rossoblù

Il 4-3-1-2 marchio di fabbrica di Maran ha portato alla valorizzazione di diversi elementi, soprattutto in un reparto come quello di centrocampo che, tra le altre cose, ha recuperato definitivamente un elemento disequilibrante come Lucas Castro. Detto di Nainggolan, Rog e Nandez stanno crescendo partita dopo partita: se il croato, dopo i fallimenti di Napoli e Siviglia, sta trovando finalmente continuità, l'uruguayano è stato un po' il fiore all'occhiello della campagna acquisti estiva. Arrivato dal Boca Juniors per 18 milioni di euro (il conto però è ancora da saldare), la mezzala cresciuta nel vivaio del Peñarol ci ha messo veramente poco ad adattarsi ai ritmi europei. Nandez taglia e cuce gioco, appoggia l'azione e si inserisce senza palla diventando letale tra le linee.

Tra le mezze rivoluzioni apportate dal tecnico rossoblù ci sono la proposta di gioco intensa e sempre volta al recupero della palla in zona offensiva, più l'avanzamento di João Pedro nel ruolo di seconda punta, un'intuizione che ha permesso al brasiliano - vicinissimo alla cessione alla Sampdoria a inizio settembre - di imboccare la strada di un'insperata rinascita. I suoi 6 gol segnati fino a oggi ne fanno il capocannoniere e uno dei leader della squadra, nonché uno dei giocatori più in forma in questo preciso momento storico.

Dietro, invece, si sta ritagliando un grande spazio l'estone Ragnar Klavan - solo 15 presenze lo scorso anno, già 9 in questa stagione -, uno dei tanti gregari di un gruppo che sogna il ritorno in Europa a 25 anni dalla sfortunata semifinale di Coppa UEFA persa contro l'Inter, futura vincitrice. Ma di questo se ne parlerà magari più avanti. Nel frattempo un'intera regione, proprio come successe nel 1994, è nuovamente caduta ai piedi dei rossoblù.

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