NBA, scoppia il caso del riposo: Leonard in panchina e Rivers multato

I Clippers fanno riposare Leonard, la lega prima accetta poi multa Rivers per le dichiarazioni tra diritti delle squadre e soldi delle tv.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Scoppia un caso in NBA, che in realtà non è proprio un fulmine a ciel sereno, ma è rimasto sopito e forse mal gestito sino a questo momento. Da un paio d’anni a questa parte la lega sta cercando di gestire e diluire lo sforzo dei giocatori con calendari più sensati: la completa eliminazione dei 4 games in 5 nights e la riduzione dei back to back al minimo possibile. Questo, però, in un gioco che si è elevato sempre di più dal punto di vista fisico-atletico e che propone comunque un gran numero di partite in uno stretto periodo di tempo, potrebbe non bastare.

Posto che la riduzione del numero di partite non è una strada percorribile né da Silver, né dalla NBA in generale, ci sono degli accorgimenti che si potrebbero fare sulla settimana dell’All Star Game o soprattutto sull’inizio della stagione, perché se da una parte (come successo qualche anno fa) è imprescindibile evitare di arrivare alla post season con un bottino di guerra senza stelle in campo, dall’altra c’è da salvaguardare anche il lato economico e dei diritti televisivi in regular season.

In settimana è stato sollevato ancora una volta lo zerbino dove era nascosta la questione del “loading management” ovvero quel fenomeno in cui gli staff medici gestiscono lo sforzo delle stelle con problemi soprattutto alle articolazioni, imponendo dei riposi programmati oppure l’inibizione parziale o totale nel prendere parte a una parte dei back to back. Kawhi Leonard ha guardato la partita in primetime contro i Bucks dalla panchina in borghese e questo ha creato qualche problema.

La gestione di Leonard da parte di Rivers
Documenti e parole del caso Leonard

NBA: il fatidico riposo di Leonard

Bucks-Clippers potrebbe tranquillamente essere la prossima finale NBA, con Giannis che potrebbe confrontarsi con Kawhi e PG in una finalissima inedita e su questo match le emittenti televisive e i botteghini puntavano molto. Prezzi dei biglietti, presenze a palazzo, revenues sulle pubblicità, audience, share e chi più ne ha più ne metta. Ma senza Leonard la partita ha assunto tutto un altro aspetto e il tifoso che magari ha speso 200 dollari per il match si trova in campo uno spettacolo diverso, così come la TV che attrae meno spettatori. I Clippers hanno fornito documentazione medica ritenuta soddisfacente dalla NBA per corroborare la necessità di Leonard di riposare.

Questo ha permesso che non venissero multati come da regolamento, per un forzoso riposo di una stella in un match di cartello. I Bucks vincono la partita, lo spettacolo è stato comunque godibile perché i Clippers sono una notevole squadra anche nel cast di supporto e la cosa sembrava finita lì, ma le parole di Rivers hanno aperto una ferita:

Kawhi stava benissimo e con questa nostra gestione starà benissimo ancora di più con l’obiettivo di averlo in perfette condizioni ai playoff.

Da qui la scelta di Silver di multare i Clippers per queste parole che sconfessavano ciò che la documentazione diceva. Ne è nata quindi una discussione generale sui massimi sistemi che ha due fazioni, ma delle quali probabilmente nessuna porterà risultati tangibili.

L'NBA tra campo e scrivanie
Soldi e sport, per l'NBA è una nuova sfida

Soluzioni e non soluzioni

Chiaramente nel momento in cui succedono queste cose, i depositari della verità assoluta escono in tutta la loro prorompenza e come sempre accade si dividono in due fazioni: chi ricorda le parole di Jordan e vorrebbe tutte le stelle in campo sempre per 48 minuti e 82 partite, o chi punta il dito contro la TV che inibisce la gestione autonoma dei giocatori da parte delle franchigie. È impossibile però essere trancianti, perchè il basket di Jordan, per fare un esempio, non è il basket di Leonard ed è innegabile che lo stress fisico non sia neanche paragonabile. Se poi a questo aggiungiamo una conclamata patologia per l'MVP delle ultime Finals, diventa difficile andare dai Clippers, che hanno visto la gestione di Leonard da parte di Toronto portare al titolo, e chiedergli di spremere la propria stella ogni singola partita.

Dall'altra c'è la giustissima richiesta delle televisioni che in un Clippers-Bucks non accettano di non vedere Kawhi contro Giannis a causa di un load management o un riposo controllato proprio in quella situazione. I motivi sono facili da capire e riconducibili alla quantità smodata di soldi che ci sono sul tavolo e che portano tutti a beneficiarne riscuotendo dividendi. Se ESPN deve vedersi i big match designati senza le superstar potrebbe far inflazionare il valore dei diritti e quindi ridurre le revenues che andrebbero a intaccare tutto il sistema a cascata. L'idea di Silver è indirizzare, non negare, i riposo propedeutici alle stelle, selezionando le situazioni con cura in partite meno di blasone, poi è ovvio che se i Clippers giocano contro Lillard e Giannis in back to back e in diretta televisiva, la coperta finisce per essere fisiologicamente corta. Quella di Silver non è una crociata, ma cercare di trovare il giusto compromesso, ammesso che sia possibile farlo.

 

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.