Atletico Madrid, Barcellona, Real Madrid: grandi di Spagna in crisi?

La Liga più incerta di sempre vede le prime 13 squadre riunite in 5 punti, fra sorprese positive e negative. Il rendimento delle 3 Grandi, fra bicchieri mezzi vuoti e mezzi pieni.

Morata Atletico Madrid

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Da quanto tempo non si vedeva, a quasi un terzo del cammino, una Liga così incerta e combattuta? Ci sarebbe di che gioire, perché vedere una squadra, solitamente Barcellona o Real Madrid, più raramente l'Atletico Madrid, che parte in quarta e in breve distanzia tutte le altre uccidendo il campionato diverte, e nemmeno sempre, solo i tifosi di quei colori.

Ma quest'anno sta accadendo qualcosa di diverso, sì, ma al tempo stesso anche di incomprensibile. Sembra quasi che un virus misterioso abbia colpito contemporaneamente le tre Grandi di Spagna, un virus raro, perché che ciascuna non possa sempre essere a livelli altissimi ovviamente ci sta, ma che nella stessa stagione soffrano tutte della medesima balbuzie è un evento quanto meno imprevedibile.

Intendiamoci, mica stiamo parlando di una situazione irreparabile né di crisi profonda: Barça e Real sono pur sempre in cima alla graduatoria della Liga - in coabitazione con la Real Sociedad ma con un Clasico rinviato e ancora da disputare - e l'Atletico li tallona a un solo punto di distanza. Ma dopo che sono state disputate 12 partite non può non suscitare un certo stupore notare che le capolista hanno conquistato solo 22 punti e che la classifica, nelle prime posizioni, assomiglia ancora a una tonnara, di quelle che sarebbero normali fino alla seconda o al massimo alla terza giornata.

Atletico Madrid Real Madrid
Atletico Madrid, Barcellona e Real Madrid, le tre Grandi di Spagna hanno avuto una partenza difficile

Atletico Madrid, Barcellona, Real Madrid: chi sta peggio?

In questa tonnara si dibattono, al momento quasi alla pari, ben 13 squadre in 5 punti, dai 22 delle tre di testa fino ai 17 di Levante, Athletic Bilbao, Valencia e Real Valladolid. Nella terra di mezzo, poi, fa un certo effetto trovare squadre come il Granada (20 punti) e l'Osasuna, a quota 18, le cui rose messe insieme sono valutate intorno ai 75 milioni complessivi, cioè poco più della metà di quanto il Barcellona ha pagato pochi mesi fa per il solo Antoine Griezmann. Onore alle outsider, dunque, cui vanno riconosciuti indubbi meriti, senza però tacere dei demeriti delle tre Grandi di Spagna. Ma chi sta peggio fra Atletico Madrid, Barcellona e Real Madrid?

L'attacco sterile dei Colchoneros

L'Atletico Madrid è stato quasi rivoluzionato in estate, d'accordo: ci sono state partenze eccellenti - da Godin a Griezmann e Juanfran fra gli altri - e innesti importanti ma è evidente che Simeone non ha ancora trovato la quadra. La difesa è sempre il solito baluardo - con 7 reti al passivo è la meno battuta insieme a quella dell'Athletic Bilbao - ma l'attacco latita: 12 gol realizzati sono pochi per puntare in alto. Con Diego Costa che sembra aver imboccato un tunnel scuro, Morata fa quello che può in attesa della crescita di Joao Felix, strapagato in estate ma forse non ancora del tutto pronto per certi palcoscenici. E intanto la sconfitta di Leverkusen in Champions League rischia di sottrarre certezze a un gruppo che in questo momento ne avrebbe tanto bisogno.

Blaugrana già a tre sconfitte

Da dove cominciare? Sicuramente il dato più sorprendente di questo inizio del Barcellona è quello che esce dalla voce "sconfitte": ben 3 in 12 partite. Se si pensa che due stagioni fa i Blaugrana ne subirono una soltanto in tutto il campionato e 3 furono in tutta l'ultima stagione, è evidente che i conti non tornano. Il mal di trasferta è innegabile: in un'ideale classifica delle gare giocate fuori dalle mura amiche, infatti, il Barça occuperebbe un anonimo nono posto, con 7 punti in 6 match lontano dal Camp Nou, 8 gol segnati e altrettanti subiti. Una statistica che parla da sé. Valverde ha certamente le sue colpe, ma tanti giocatori non stanno dando il contributo atteso, dal Piqué più anonimo che si ricordi, a un Griezmann che sembra un pesce fuor d'acqua, allo stesso Messi che non riesce a incidere come al solito. E anche in Champions League, a tratti ma in più occasioni, ha dato l'impressione di subire l'avversario come mai era capitato da parecchi anni a questa parte, tanto che la stessa qualificazione agli ottavi, pur molto probabile, non è ancora affatto sicura.

Blancos in cerca di continuità

Per ora il Real Madrid sembra andare su un ottovolante: a prestazioni convincenti, dove riesce a mettere in mostra la propria autorevolezza - dalla vittoria di Siviglia a, almeno in parte, quella sul Granada, con in mezzo il buon pareggio al Wanda Metropolitano - ha fatto seguire partite sconcertanti, dalla sconfitta di Maiorca al pareggio interno col Betis. Zidane sembra avere smarrito la bacchetta magica della prima versione di se stesso e non riesce a trasmettere le certezze necessarie. Inoltre l'attacco manca di brillantezza - eufemismo - e c'è voluta la tripletta di un classe 2001, Rodrygo, al Galatasaray per riportare entusiasmo e nuova linfa in un reparto che ancora non ha imparato a supplire all'addio di una macchina da gol come Cristiano Ronaldo.

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