Inter, Conte: "Non era uno sfogo, sono qui per cambiare le cose"

Le parole del tecnico nerazzurro alla vigilia della sfida contro l'Hellas Verona.

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Alla vigilia di Inter-Hellas Verona, gara valida per la 12esima giornata di Serie A, ha parlato in conferenza stampa il tecnico dei nerazzurri Antonio Conte, che ha esordito soffermandosi sull'avversario:

Il Verona è una squadra in grande salute, dobbiamo essere preparati. Non sarà una partita semplice. Dovremo essere bravi a smaltire la delusione della sconfitta in Champions League che può aver lasciato qualche strascico. Anche questo fa parte di un percorso di crescita, la capacità di mettersi alle spalle le sconfitte

Inevitabile un commento sulle dichiarazioni rilasciate dopo la sconfitta contro il Borussia Dortmund:

Voi lo vedete come uno sfogo, ma il mio non era uno sfogo. Era un discorso costruttivo, fatto per cercare di capire dove è stato commesso qualche errore. Non volevo incolpare nessuno, mi sono messo per primo in discussione. Ripeto: voi l'avete visto come sfogo, io lo vedo in maniera costruttiva. Sono stato chiamato qui per cambiare i giri del motore dell'Inter rispetto agli ultimi 9 anni. Ogni cosa che faccio la faccio per essere costruttivo. Dobbiamo fare meglio proprio perché siamo l'Inter. Quando noi siamo nel privato, i dirigenti sono i primi a riconoscere che alcune situazioni che potevano essere gestite in maniera migliore. Non ho problemi con i dirigenti, abbiamo lo stesso pensiero

Conte ha proseguito così interrogato sui tanti infortuni:

Sono situazioni che ci devono far fare delle riflessioni in maniera costruttiva. Quando affronti due competizioni così importanti, devi mettere in preventivo gli infortuni. Per questo motivo noi dobbiamo essere bravi in futuro a cercare di evitare questo tipo di situazioni. Se sono preoccupato? Mi fido molto di questo gruppo di ragazzi che sta facendo delle cose incredibili. Ma siamo in grande difficoltà, una difficoltà oggettiva che c'è stata in questo periodo di sette partite in venti giorni. Da una parte c'è preoccupazione perché il gruppo si sta riducendo, dall'altra i ragazzi stanno dando l'anima. Ricordiamoci che questo è un gruppo giovane: Lautaro ha 22 ani, Barella 22 e Lukaku 26. Stiamo parlando di un gruppo giovane sul quale si può costruire qualcosa di importante. Dobbiamo però alzare l'asticella a prescindere. Non dobbiamo costruirci alibi, siamo una squadra che deve tornare a competere per importanti obiettivi. È giusto quindi che io alzi l'asticella, ma lo faccio in maniera costruttiva

Sui gol subiti nelle ultime partite: 

Abbiamo preso gol simili. Per noi è meglio quando riusciamo a stare alti. Questa squadra ha fatto più di 30 gol. Ne abbiamo incassati un po' di più rispetto alla media. C'è da lavorare per cercare di tornare a gioire anche per una porta inviolata. Come dico sempre attacchiamo in undici perché anche il portiere è fondamentale. Anche nella fase difensiva è una questione che riguarda tutta la squadra, non si possono addossare specifiche colpe ad un settore. Tutta la squadra può migliorare

Sulle poche alternative in attacco: 

In questo momento le alternative possono essere i ragazzi della Primavera Vergani e Fonseca, non ne vedo altre. Io ho grande fiducia in Lukaku, Lautaro e Esposito. Cercheremo di far crescere anche Fonseca e Vergani. D'Ambrosio si sta allenando da una settimana con noi, ma avverte ancora un po' di fastidio. La calcificazione non arriva dall'oggi al domani, lui si è fratturato un dito del piede. Parliamo di un giocatore di una generosità incredibile con una soglia del dolore molto alta. Sappiamo che dopo c'è la sosta e potrebbe essere dunque disponibile. Sensi invece viene da un problema all'adduttore. Sta faticando a recuperare. Ho cercato di gestirlo, vediamo che tipo di situazione ci sarà per domani. Faremo delle valutazioni. La sosta influirà anche nelle valutazioni che faremo. Bisogna essere intelligenti e freddi per prendere la miglior decisione

Ancora sulle sue dichiarazioni:

Io porto aspettative che porto su me stesso. Ogni cosa viene fatta per il bene dell'Inter. Se creo difficoltà a qualcuno o comunque cerco di portare qualcuno a lavorare a giri ai quali non è abituato mi dispiace. Se dovessi accorgermi che non fosse possibile portare la macchina ai giri che voglio io, diventerebbe difficile. Io non posso snaturarmi. Io chiedo tanto a me stesso, dobbiamo andare alla ricerca dell'eccellenza. Per lavorare per l'eccellenza non possiamo accontentarci. Molti giocano sul fatto Conte-accontentato. Io non mi accontento, dobbiamo alzare l'asticella. Tutti dobbiamo alzarla, tutti uniti e compatti. Questo vuol dire voler bene all'Inter, altrimenti la storia sarà sempre uguale e sarà un peccato perché significherebbe vivacchiare. Cerco di trasmettere questo a tutto l'ambiente, magari posso farlo nella maniera sbagliata, ma il concetto è questo

Sulla presazione contro il Borussia:

Non è che alla fine della partita non lo sapessi cosa fosse successo, pensavo fosse più importante parlare di altre cose rispetto che parlare di cosa non fosse andato. Non so se per mancanza di forze nostre o per le forze dell'avversario ci hanno costretto a difenderci nella nostra metà campo. L'input era quello di continuare ad aggredirli alti, prendendoci dei rischi difendendo con 50 metri dietro alle spalle. Non lo so se nel secondo tempo avevamo la forza di difendere alti o c'è stata bravura dell'avversario. Preferibilmente, quello che noi vogliamo fare, è stare nella metà campo avversaria. Ci siamo accorti che quando siamo nella nostra metà campo facciamo fatica

E poi ha concluso così:

Se sento la squadra totalmente mia? Assolutamente sì. Le scelte di mercato si fanno in collaborazione con il club, sapendo quello che si può e non si può fare. Il mio unico rimpianto è che nel momento in cui abbiamo programmato la rosa, non abbiamo messo in preventivo alcune eventi che erano già accaduti in passato. Sono contento di avere questi calciatori che ho conosciuto uno a uno. Sono giocatori affidabili al 110%, di spessore umano e a livello calcistico hanno voglia di lavorare. A livello numerico siamo stati superficiali. Ripeto, in maniera serena, qualcosa la stiamo pagando. Avessimo fatto qualche rotazione in più prima della partita di Dortmund avremmo avuto qualche opportunità in più. Possiamo accelerare certe situazioni ma non si possono scavalcare. La qualificazione in Champions? Nel calcio, come nella vita, ci sono delle occasioni in cui tu devi far trovare pronto perché possono cambiare tutto. Vincere a Dortmund ci avrebbe cambiato la vita, voleva dire essere con un piede e mezzo al prossimo turno. Oggi devo essere onesto, la sconfitta di Dortmund ha ridotto un po' le chance di passare al prossimo turno, oggi sono esigue. Dobbiamo fare due vittorie, pensiamo a noi e non agli altri. I rimpianti sono tanto per le partite perse contro Barcellona e Borussia

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