Mbappé, Leonardo ha un messaggio per Zidane: "Smetti di disturbarlo"

L'attaccante è da tempo in cima alla lista dei desideri del tecnico del Real Madrid, che però viene redarguito dal direttore sportivo dei campioni di Francia: "Deve finirla, è un comportamento davvero fastidioso."

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Quando il prossimo 26 novembre farà visita al Real Madrid per la quinta giornata del gruppo A di Champions League, il PSG lo farà in una situazione che mai avrebbe immaginato. Pur non avendo mai nascosto di avere grandissime ambizioni, infatti, Mbappé e compagni difficilmente avrebbero pensato a inizio stagione di trovarsi in testa a punteggio pieno nel girone, senza avere incassato un solo gol in 4 gare e con in tasca la qualificazione agli ottavi di finale a differenza delle merengues.

Certo la situazione per gli spagnoli non è per niente disperata: il 6-0 rifilato al Galatasaray ha restituito morale e convinzione a una squadra che continua ad attraversare alti e bassi, e basterà un solo punto per accedere a una fase a eliminazione diretta dove tutto, lo insegna la storia, può succedere. Eppure la sensazione è che il progetto di ricostruzione avviato con il ritorno in panchina di Zinedine Zidane sia ancora nelle sue fasi iniziali e che manchino alcuni tasselli che il tecnico francese ha chiesto con insistenza in estate senza tuttavia essere accontentato.

Tra questi due connazionali di Zizou: Paul Pogba, prigioniero di un Manchester United che oggi non è né carne né pesce, e appunto Kylian Mbappé, fiore all'occhiello di un PSG che tirato il freno a mano in Ligue 1 - dove comunque è primo con 7 punti di vantaggio sulla seconda in classifica - ha messo il turbo in Champions League. Merito di una difesa impermeabile, guidata dall'ex Real Navas in porta e ancora imbattuta dopo 4 gare, e di un attacco che pur dovendo fare a meno di Neymar può contare su alternative di grandissimo spessore che certificano l'avvenuta crescita a livello europeo di un club che adesso si sente tale e per questo motivo non manca di rispondere per le rime alle merengues, da tempo interessate al loro giovane gioiello.

Mbappé con Mauro Icardi
Kylian Mbappé festeggia con Mauro Icardi: l'ex Inter ha iniziato nel migliore dei modi la sua avventura al PSG, anche se Leonardo ha detto che è presto ancora per parlare di un futuro riscatto.

Mbappé nei pensieri di Zidane, Leonardo interviene: "Deve finirla, è fastidioso"

Accade così che al termine della gara vinta con il Club Brugge, decisa dall'ennesimo gol di un Mauro Icardi sempre più dentro al progetto parigino, il direttore sportivo Leonardo vada a ricordare al tecnico del Real Madrid Zinedine Zidane che Kylian Mbappé è un giocatore di proprietà del PSG e che merita di essere lasciato in pace, nelle condizioni di poter giocare al meglio. La stoccata arriva dopo le parole di Zizou, che nella conferenza stampa precedente la partita con il Galatasaray si era espresso così sul talento transalpino.

Al momento è di proprietà del PSG, ma sarà lui a decidere del proprio futuro. Vedremo cosa succederà, ha sempre detto che il suo sogno è quello di indossare un giorno la maglia del Real Madrid.

Parole che non sono piaciute al ds brasiliano, che ritiene che certi continui ammiccamenti possano destabilizzare Mbappé, autore fino a questo punto della stagione di 8 reti tra Ligue 1 e Champions League, dove ha messo a segno 3 gol in altrettante presenze. Pur dovendo ancora compiere 21 anni, l'attaccante francese è già da tempo annoverato tra i migliori al mondo, ma un suo trasferimento al Real Madrid per il momento sembra un sogno destinato a rimanere tale, almeno stando alle parole di Leonardo.

Rispetto Zidane, ma è fastidioso, non è il momento di parlare di sogni e non è il momento di parlare di un giocatore di nostra proprietà. Non è neanche la prima volta e la cosa deve finire qui. Mbappé è un giocatore davvero molto importante per noi e non è il momento di destabilizzarlo. Siamo contenti di averlo in squadra, è una parte fondamentale del nostro progetto e un contratto valido ancora per due anni e mezzo. Il rinnovo? È una possibilità.

Le parole di Zidane, insomma, non sono state per niente apprezzate da Leonardo, che ne ha anche per Platini: Le Roi aveva affermato che il PSG avrebbe potuto benissimo chiamarsi Coca-Cola, non avendo niente di francese tra proprietà e squadra a parte Mbappé. Parole che in un contesto globale qual è il mondo del calcio - e non solo - oggi risultano terribilmente anacronistiche e che il dirigente brasiliano ritiene siano dettate dall'invidia.

Platini ha detto le stesse cose nel 2011, quando arrivò qui la proprietà qatariota. Razzismo? No, io credo si tratti semplicemente di gelosia.

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