Dalian Atkinson, un poliziotto accusato della sua morte

Un poliziotto è stato accusato dell'omicidio dell'ex attaccante dell'Aston Villa, morto nel 2016 per arresto cardiaco dopo essere stato colpito con il Taser.

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La morte di Dalian Atkinson torna improvvisamente d'attualità. Per chi non ricordasse, l'ex attaccante dell'Aston Villa (in carriera ha giocato anche con Ipswich Town, Sheffield, Real Sociedad, Fenerbahce, Metz e Manchester City) è scomparso il 15 agosto del 2016 a Telford, a ovest di Birmingham, per un attacco cardiaco dopo essere stato colpito dalla scarica di una pistola taser utilizzata dalla polizia per immobilizzarlo.

Tutto nacque da una segnalazione arrivata alle 2 di notte alla polizia del West Mercia. In seguito diversi agenti si recarono nei pressi dell'abitazione del padre di Atkinson, l'85enne Ernest, perché l'ex calciatre stava disturbando la quiete pubblica bussando alle case dei vicini in stato confusionale e dicendo di essere un "senzatetto". Una volta sul posto, gli agenti spararono con il Taser (si tratta della pistola elettrica che paralizza momentaneamente i muscoli) ad Atkinson che sarebbe morto 90 minuti dopo per arresto cardiaco durante il tragitto in ambulanza verso l'ospedale.

Un testimone affermò che i poliziotti colpirono ripetutamente Atkinson con il Taser fino a fargli perdere conoscenza. Immediatamente una commissione indipendente aveva iniziato a indagare sul caso. Ora arriva la notizia dall'Inghilterra che due poliziotti risultano indagati: uno è accusato di omicidio, l'altro di lesioni. Informata della notizia, la famiglia Atkinson si è detta prima di tutto rammaricata per il fatto che siano trascorsi più di tre anni dalla morte di Dalian. Poi hanno aggiunto tramite i loro avvocati: 

La famiglia di Dalian accoglie con favore la decisione di sottoporre la condotta degli agenti di polizia a una giuria e chiede il rispetto della privacy, nella speranza che i procedimenti penali procedano senza indugio o ostacoli

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