Liverpool, Mané e i suoi numeri da capogiro: obiettivo Pallone d'Oro

Il senegalese è cresciuto molto grazie al lavoro di Klopp e oggi sogna il riconoscimento personale più importante del mondo: "Ma rimane un sogno, non un'ossessione".

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Qualche settimana fa, sulle colonne di un noto tabloid inglese, è comparso un editoriale nel quale si parlava essenzialmente di come il Liverpool si sia trasformato, in pochi anni, in una corazzata. Merito della società, brava a operare sul mercato portando ad Anfield una serie di campioni oggi invidiati da tutta Europa, ma anche della crescita psicologica di un ambiente rivitalizzato dall'arrivo in panchina di Jurgen Klopp. Una della peculiarità del manager tedesco risiede proprio nel far rendere ogni singolo giocatore ben oltre i limiti possibili, sfruttandone non solo le caratteristiche tecniche, ma andando soprattutto a lavorare sull'aspetto mentale dell'intera squadra. Il tecnico ha posto le basi per un ciclo vincente e duraturo, nel quale la Champions League conquistata la scorsa stagione sembrerebbe essere solo l'inizio di un percorso che, quest'anno, vedrebbe i Reds puntare decisi alla vittoria del campionato.

Un successo che avrebbe senza dubbio qualcosa di speciale, visto che nel 2020 si celebrerà il ventennale dall'ultima vittoria del Liverpool in Premier League (che, ai tempi, non aveva nemmeno assunto la denominazione attuale). I Reds hanno cominciato a crescere quando la dirigenza ha smesso di spendere soldi per i cosiddetti nomi, virando su giocatori non solo validi dal punto di vista tecnico, ma anche con tantissima fame di emergere. Di questa categoria fa parte Sadio Mané, esterno d'attacco senegalese che rappresenta uno dei fari offensivi della compagine allenata da Klopp. Il suo inizio di stagione è stato numericamente devastante, a partire dalla doppietta segnata contro il Chelsea nella finale di Supercoppa Europea giocata ad agosto.

In seguito, il 27enne originario di Sedhiou si è preso il lusso di andare in rete sei volte in Premier League - con due assist a corredo - e due volte in tre partite di Champions League. Numeri importanti, che ne certificano - se ancora ce ne fosse bisogno - la centralità all'interno del progetto tecnico affidato alle sapienti mani dell'ex allenatore del Borussia Dortmund. Che, di recente, ha dovuto ringraziarlo più volte per avergli permesso di continuare la marcia inarrestabile in vetta alla classifica del campionato inglese, dove i Reds non hanno ancora perso nonostante alcune prestazioni sotto tono - in particolar modo contro Sheffield United, Manchester United e Aston Villa - tenendo così a distanza il Manchester City di Pep Guardiola.

Sadio Mané Pallone d'Oro Liverpool
Sadio Mané festeggia il gol decisivo sul campo dell'Aston Villa, match vinto in rimonta da un Liverpool che - grazie a questi tre punti - riesce a tenere a bada la rincorsa del Manchester City

Liverpool, Mané Pallone d'Oro? I numeri parlano per lui

Mané viene considerato un elemento tanto efficace quanto poco appariscente. E, in effetti, è difficile ritagliarsi un posto di rilievo in una squadra che può contare sulle giocate di Mohamed Salah, le grandi chiusure difensive di Virgil van Dijk e il lavoro offensivo stilisticamente pulito di Roberto Firmino. La sua rete segnata contro i Villans però testimonia come nei momenti clou, il senegalese sia sempre presente. Per questo, di recente, in Inghilterra si sono interrogati sul fatto che Mané non sia mai stato preso seriamente in considerazione per la vittoria del Pallone d'Oro, un riconoscimento che - anche quest'anno - verrà riservato ai soliti Messi e Ronaldo con l'aggiunta di van Dijk, scelto nel lotto dei sette candidati appartenenti al Liverpool ed entrati a far parte della lista finale.

Se è vero che per vincere il riconoscimento assegnato da France Football occorrono anche i risultati sportivi, allora la candidatura del classe 1992 non può rimanere ferma ai margini. Mané arriva da un'annata strepitosa, terminata con il titolo di capocannoniere della Premier League - 22 gol segnati, alla pari di Aubameyang e del compagno di reparto Salah - e soprattutto con quattro reti arrivate in Champions League, due delle quali segnate all'Allianz Arena di Monaco di Baviera negli ottavi di finale. Inoltre, il suo apporto alla fase offensiva sta diventando sempre più completo: Mané non solo sa segnare, ma si è finalmente sgrezzato anche nell'ultimo passaggio e, dati alla mano, la sua incisività sta crescendo in maniera esponenziale.

Per esempio, a oggi tra campionato e coppe viaggia sui 2 passaggi chiave abbondanti a partita, il che significa molto spesso entrare nelle azioni che portano il Liverpool al gol. Il suo stile di gioco gli permette di essere sempre molto efficace negli ultimi venti metri di campo, ma per caratteristiche è un calciatore capace di dare molte soluzioni offensive alla squadra. La sua posizione preferita è quella di esterno sinistro, perché da quella mattonella riesce a sfruttare al meglio tutti i pezzi forti del proprio repertorio personale. Il suo destro è secco e preciso anche dalla distanza e così, grazie agli oltre 2 dribbling a partita, Mané spesso crea la superiorità numerica rientrando sul piede forte, per poi andare a cercare la soluzione di gioco migliore in quel preciso momento.

Qualità e imprevedibilità: per Klopp è diventato imprescindibile

Il suo rapporto con Klopp è molto forte, tanto è vero che - secondo alcune voci - sarebbe stato proprio il tedesco a caldeggiarne l'acquisto nell'estate del 2016, quando la società staccò un assegno da oltre 41 milioni di euro per strapparlo al Southampton. La sua maturazione sembra aver raggiunto uno step superiore e le sirene di mercato si fanno sempre più fitte. Mané ne ha già respinta qualcuna a parole, ma dalla Spagna si parla di un fortissimo interesse del Real Madrid, pronto a fare ponti d'oro per assicurarsi uno dei talenti africani più forti di sempre. Che, in questo momento, non vale certo meno dei favoriti alla vittoria del prossimo Pallone d'Oro, un obiettivo che il numero 10 dei Reds sogna di centrare da sempre:

Ma vincerlo non è una mia ossessione. So che ci sono alcuni giocatori molto più forti di me e la mia priorità è sempre quella di essere al servizio della squadra e dei miei compagni.

Parole che trasudano umiltà, pronunciate dopo la vittoria del Villa Park, e che dipingono un quadro preciso della personalità di questo ragazzo cresciuto in una delle zone più povere del Senegal, nella quale torna ciclicamente per seguire in prima persona i tanti progetti di beneficenza avviati sul territorio. Già, perché Mané è anche e soprattutto questo, un figlio orgoglioso della terra che gli ha dato i natali. E, se non dovesse mai alzare quel trofeo tanto ambito, poco male: il Pallone d'Oro dell'umanità fa già bella mostra nella sua bacheca personale. Per quelli come lui, forse può anche bastare così.

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