UFC 244, Masvidal-Diaz: nonostante il finale, l'evento è un classico

Jorge Masvidal si impone per tre riprese su Nate Diaz a New York; al termine del terzo round, il medico ferma l'incontro a causa di due tagli profondi del californiano.

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Uno stop medico al termine del terzo round non era certo il modo migliore per concludere uno degli eventi più attesi e riusciti dell'anno. Ciononostante, UFC 244, svoltosi al Madison Square Garden di New York City, non perde davvero nulla. Un main event davvero stellare, quello fra il bad boy di Stockton Nate Diaz (21-12) e Jorge "Gamebred" Masvidal (35-13), due fan favorite che non hanno offerto nulla meno di ciò che il pubblico si aspettasse.

A partire meglio, senz'altro Masvidal, che prende bene le misure, centra grazie all'ottimo pugilato Diaz fra volto e figura e chiude spesso con violentissimi middle kick circolari al corpo, che più di una volta costringono Diaz ad indietreggiare e, in un'occasione, ad accasciarsi a terra. Da lì, Diaz ha tentato più volte di trascinare a terra Masvidal che, dal canto suo, è riuscito a lavorare in ground and pound senza mai rischiare davvero di  cadere preda del BJJ di Nate.

Masvidal è probabilmente, insieme a Dustin Poirier e Conor McGregor, il miglior technical boxer fra le categorie dei pesi leggeri e quella dei welter, abilità che ha puntualmente sottolineato con la prestazione di ieri. Diaz ha provato a scambiare ed anche a sporcare il match, ma nell'ottagono si è visto un fighter superiore all'altro. Jorge Masvidal ha controllato meglio le distanze, ha colpito con gomitate in uscita dal clinch, sulle chiusure di Diaz ha cambiato livello andando al corpo.

UFC: Masvidal attacca Diaz in ground and pound
Jorge Masvidal attacca Nate Diaz in ground and pound

UFC 244: È Jorge Masvidal il Baddest Motherfucker

La prestazione di Masvidal passa dall'estro, dalla varietà di colpi, dall'adattamento situazionale. A livello generazionale, Jorge Masvidal, nonostante i "soli" 34 anni, si può dire sia uno dei fighter 1.0 nel mondo delle MMA che si è evoluto costantemente, mettendo insieme delle vittorie ad oggi invidiabili. 

Nate Diaz ha tentato di attaccare duramente Masvidal che però, più mobile e vario coi colpi, non ha avuto apparenti difficoltà a gestire il minore dei fratelli Diaz. Ad inizio match, dopo un diretto a segno seguito da un calcio al volto prima che Nate toccasse terra, due vistosi tagli si aprono sul volto di Nate, all'altezza di zigomo ed arcata sopraccigliare. 

Dopo altri due round gestiti grazie ad un ottimo lavoro a parete, in piedi ed anche da terra quando Nate lo ha invitato a seguirlo al tappeto, Jorge Masvidal era pronto ad affrontare il quarto round, ma il medico ha optato per la risoluzione immediata a causa dei brutti tagli sul volto di Diaz. Molte, le lamentele in merito allo stop; si sono visti sicuramente tagli peggiori, ma non mi sento di discutere l'operato del medico. Ufficialmente quindi, per TKO dovuto a stop medico, vince Jorge Masvidal al termine del terzo round.

Il resto della card

Vale la pena menzionare l'upset da parte di Corey Anderson (13-4) ai danni del ben più quotato Johnny Walker (17-4), in un match rocambolesco finito in favore dello statunitense, che è riuscito a mettere a segno un TKO nel corso del primo round. Anderson ha stordito con un gancio al mento iniziale Walker che, sorpreso, non ha trovato risposta all'assalto successivo, subendo troppi colpi secondo l'arbitro, il quale ha deciso di interrompere il match seppur Walker non era ancora andato al tappeto.

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Nella card principale, altre sorprese, non meno d'impatto: Kevin Lee (18-5), tornato in grande stile nella divisione dei pesi leggeri, ha fatto deragliare l'hype train del prodigioso Gregor Gillespie (13-1), infliggendo al trentaduenne newyorkese la prima sconfitta in carriera, arrivata per KO a metà del primo round grazie ad uno spettacolare headkick al termine di una combinazione che non pareva essere estremamente pericolosa. Il calcio che ha chiuso l'azione però non è stato visto da Gillespie, che è stato centrato in pieno al volto ed è caduto in una posa plastica quasi al rallentatore, privo di sensi. Un ritorno in grande stile anche per Kevin Lee che, dopo due sconfitte consecutive torna alla vittoria nella divisione al limite delle 155 libbre.

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Match successivo che vede Derrick Lewis (22-7, 1 NC) fare il suo ritorno dopo la debacle di marzo contro Junior dos Santos e battere, seppur di misura, un agguerrito Blagoy Ivanov (18-3, 1 NC). Una split decision al termine di tre round molto combattuti, che sui miei personali cartellini avevano visto Lewis spuntarla per due round a uno. Un match davvero molto dinamico, se paragonato all'attuale situazione nei massimi ed ai match di Lewis in particolare che, avendo lavorato con un nutrizionista di professione in ottica di questo match, si è presentato molto più alleggerito e con un evidente miglioramento nel cardio. Un bello spettacolo offerto dai due, grazie anche al mento duro di Ivanov, capace di assorbire colpi pesantissimi senza mai davvero vacillare. Alla fine Lewis la spunta per split decision.

Un incontro un po' meno esaltante dal punto di vista spettacolare, ma non meno valido dal punto di vista tecnico, è stato quello fra Stephen Thompson (15-4-1), tornato alla vittoria, e Vicente Luque (17-7-1), nella divisione dei pesi welter. Una clinica di striking imbastita dal Wonderboy, a seguito di un primo round difficile, impegnativo per lo statunitense, che ha faticato a trovare le misure visto lo stile fatto di movimenti e finte di Luque, sempre composto. Trovate le misure, Thompson ha iniziato a far fede sul proprio footwork e sul continuo cambio di stance, che gli hanno regalato timing e conclusioni d'azione esaltanti, fatte di side kick che hanno messo a terra Luque, di jab anticipati a segno, di lavoro di scherma applicato alle MMA più unico che raro. È difficile acciuffare un fighter elusivo e dal footwork rapido come Thompson, è per questo che, giustamente, il Wonderboy viene considerato fra i migliori nella sua divisione. Thompson porta il match a casa con verdetto di decisione unanime.

Decisamente più entusiasmante il co-main event avvenuto nella divisione dei pesi medi fra Kelvin Gastelum (15-5, 1 NC) e Darren Till (18-2-1), vinto dal fighter inglese con verdetto di decisione non unanime. Un match combattuto virtualmente alla pari, nel quale Gastelum ha portato buoni colpi di braccia all'inizio, venendo forse sorpreso troppe volte da jab e diretti del fighter inglese. Gastelum è poi cresciuto nel terzo round, ha messo a segno ottimi leg kick, ha tentato dei takedown, ma non è riuscito a portare dalla sua parte l'inerzia del match, fatta propria da "The Gorilla" in un match lucido, intelligente e umile nella vera accezione del termine, gestendo meglio distanze e footwork, costringendo Gastelum a inseguirlo e cadendo spesso vittima di azioni furiose in counterstriking seguite da clinch. Till non ha voluto caricare a testa bassa come fatto contro Tyron Woodley e Jorge Masvidal, trovando la sconfitta per sottomissione prima ed per KO poi, preferendo stavolta la via del controllo. Al termine dei tre round, ha avuto ragione. 

UFC, Darren Till vittorioso
Darren "The Gorilla" Till, 26 anni

Data la risoluzione controversa del main event, si auspica per un rematch fra Jorge Masvidal e Nate Diaz. Voi cosa ne pensate? UFC deve organizzare un rematch?

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