Milan, Pioli: "Siamo sulla strada giusta". E sul calendario...

Quello con i biancocelesti è il secondo ko in quattro giornate per il tecnico.

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La Lazio mette in ginocchio il Milan nel posticipo dell'undicesima giornata di Serie A. A San Siro la squadra di Stefano Pioli esce sconfitta per 2-1, come non accadeva da 30 anni in campionato. Adesso sono due le sconfitte per il nuovo allenatore nelle sue quattro partite sulla panchina rossonera, più un pareggio e una vittoria, per una media di 1 punto a gara.

Decisamente troppo poco per un club che ambisce a tornare in palcoscenici importanti, sia in Serie A che in Europa. Al termine del match, Pioli ha fatto la sua analisi ai microfoni di Sky Sport:

Non siamo in un labirinto, per me la squadra è in crescita. Per classifica, fiducia e ambiente era importante vincere, ma la prestazione c'è stata con generosità e spirito contro una squadra forte. Prendendoci dei rischi ma creando anche dei pericoli. Credo che la strada sia quella giusta, ci stiamo avvicinando a un livello alto. Dobbiamo solamente pensare ad alzare il nostro livello di prestazione.

Serie A, Milan-Lazio 1-2: le parole di Stefano Pioli

Il tecnico non pensa che il Milan abbia mostrato qualche limite mentale:

Oggi ho visto una squadra che ha battagliato per 95 minuti. Il cambiamento del risultato cambia anche l'atteggiamento mentale, ma non ho visto una squadra impaurita. Dobbiamo essere più puliti e precisi, anche a livello di scelte, a volte abbiamo verticalizzato quando era il momento di gestire. Tutte situazioni in cui possiamo migliorare. Appena arrivato forse ho visto squadra un po' impaurita, ora no. Siamo indietro, c'è da lavorare tanto e da lavorare bene.

Leao e Piatek insieme, cosa volevi ottenere?

Mi aspettavo di più da Leao, ci doveva dare i suoi strappi nell'uno contro uno, perché è nelle sue qualità. Lui ha un grandissimo potenziale, ma deve assolutamente fare di più. L'apporto dato non è stato all'altezza delle sue qualità.

Sui due gol subiti:

Se vai ad analizzare i due gol, siamo in superiorità numerica, ma commettiamo degli errori. Sono situazioni che dobbiamo interpretare con più attenzione e velocità. Che Theo Hernandez sia meglio sfruttarlo in fase di spinta è giusto, ma dobbiamo essere bravi anche a gestire quando non siamo in possesso palla.

Il Milan pecca troppo di gioventù?

Ora non è il momento di puntare il dito contro il singolo. Solo con lo spirito di collaborazione e sacrificio possiamo ottenere risultati. non abbiamo grandissimi campioni, ma siamo tutti ottimi giocatori. Con tanta collaborazione possiamo toglierci delle soddisfazioni. Il fatto di essere giovani può incidere, ma fino a un certo punto. La squadra ci ha creduto e ha lottato contro un avversario forte. Noi abbiamo avuto più occasioni di loro: un episodio in cui dovevamo comportarci meglio ha condizionato la gara, nel momento topico della partita. In quel momento, una squadra che sta facendo quel tipo di prestazione non deve prendere un gol del genere. La squadra è uscita dal campo con la testa bassa per la sconfitta, ma convinta di aver fatto un'ottima prestazione.

Il Milan potrebbe pensare di passare alla difesa a tre?

Oggi nel secondo tempo era a tre, Rebic doveva coprire Lulic e lo ha fatto bene. Non sono le posizioni sul campo, sono le letture e le interpretazioni. L'aspetto grave è come prendiamo il secondo gol, le coperture preventive erano giuste. Quell'errore ci è costato la partita. Torniamo a casa con un risultato negativo ma con una prestazione convincente. Siamo usciti sconfitti con una grande squadra. Se non dovessero arrivare nelle prime quattro sarebbe per loro una delusione forte.

Infine una polemica sul calendario: 

Non ho detto niente ai ragazzi e non ne ho parlato in conferenza sabato, non voglio attaccarmi a niente ma non è giusto aver avuto un giorno di riposo in meno rispetto alla Lazio. Chi fa i calendario dovrebbe avere più rispetto del Milan 

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