Juventus, Bonucci: "A Sarri non credevo finché non l'ho visto"

Il difensore dei bianconeri ha parlato di Sarri, dei suoi primi mesi juventini e non solo.

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Leonoardo Bonucci ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa alla vigilia del Derby della Mole Torino-Juventus. Tanti gli argomenti affrontati dal difensore e capitano bianconero, a cominciare dall'arrivo di Sarri: 

Non ci ho creduto finché non l’ho visto arrivare. Sapevamo che con lui avremmo cambiato modo di interpretare le partite, lo stiamo facendo ma è ancora tutto da scrivere e vogliamo che l’annata diventi storica. L’obiettivo è vincere, facendolo con il bel gioco. Se poi serve una partita sporca, si fa

Per tutta la squadra è stato un grande cambiamento:

Un grande cambiamento, per noi difensori innanzitutto: dalla marcatura a uomo ad una a zona in qualsiasi parte del campo. Serve tempo per assimilare, ma questo lavoro inizia a dare i suoi frutti. E i grandi campionati si costruiscono sulle difese , noi per errori di concentrazione finora abbiamo preso goal evitabilissimi

Su de Ligt:

Gli ho detto di stare sereno. Ci siamo passati tutti in questi momenti, io anche l’anno scorso quando sono tornato. Lui è il difensore del futuro, deve entrare nei meccanismi e non è facile, perché fin da ragazzino è stato abituato a giocare uomo contro uomo 

Sul confronto tra Sarri e Allegri:

Ognuno ha i propri modi di arrivare al massimo. Allegri l’ha fatto con 5 scudetti di fila e due finali di Champions, nulla si può dire. Ora c’è un altro modo di concepire il calcio e ci stiamo divertendo tanto con le idee di Sarri. Ci danno molto a livello di sicurezza e consapevolezza. Ci auguriamo di vincere altrettanto

Sui derby che porta nel cuore:

Il derby più memorabile è quello del novembre 2014, gol di Pirlo al 93’. Quando vinci all’ultimo la gioia è più grande, figurarsi in un derby... Fu importante anche quello di Cuadrado (2-1 nell'ottobre 2015, ndr) l’anno dopo. Eravamo in un momento difficile, forse l’unico di questi anni in cui c’era la sensazione di non farcela. Poi da lì abbiamo macinato punti su punti e abbiamo vinto lo scudetto: fu un vero spartiacque

Sulla Champions:

C’è una consapevolezza diversa. Vogliamo scendere in campo ed essere padroni della partita. Negli anni passati facevamo fatica ad imporci in Champions, mentre ora c’è più sicurezza. Ci sentiamo forti, ma non dobbiamo cadere nella presunzione. Bisogna migliorare quando tutto sembra facile, perché quando dai le cose per scontate, poi ti scotti"

Juventus, Bonucci: "Ecco quando stavo per firmare con lo Zenit"

Bonucci è poi tornato indietro con la mente: 

Quando arrivò Conte ero il quinto difensore per lui. C’era la proposta dello Zenit ed ero lì per firmare, però sentivo dentro di me che qualcosa non tornava. Sarebbe stata una sconfitta andare via così. L’ho convinto con il lavoro e quando passammo a tre, non sono più uscito dal campo

Sul pensiero del ritiro: 

Quando vedo un compagno che si ritira, comincio a sentire un po’ di pressione. Sto bene, ho voglia di migliorarmi e ho 5-6 anni per vincere più trofei possibili

Su Buffon e Chiellini: 

Gigi è sicurezza e consapevolezza, abbiamo ritrovato un campione e un amico. Chiellini c’è sempre e poi non l’ho mai visto un giorno negativo. Carica lui gli altri. Il suo obiettivo è tornare negli ottavi di Champions e noi faremo di tutto perché ciò accada

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