Bayern, Hoeness: "In carcere ho pianto, mi sono pentito..."

Le parole del presidente dei bavaresi che il prossimo 15 novembre non si ricandiderà e verrò sostituito da Hopfner.

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Il 15 novembre non sarà più il presidente del Bayern Monaco, Uli Hoeness (prenderà il suo posto Karl Hopfner, ndr), che ai microfoni del canale ufficiale del club si è raccontato e ha ripercorso gli ultimi tormentati anni:

Non rimpiango niente, devo tutto a questo club. Mi ha dato un lavoro, mi ha fatto sentire il tifoso numero uno. Provo solo grande gratitudine. Sorrido, perché per questa squadra mi sono fatto il c**o

Inevitabile parlare dei due anni di carcere che si è fatto per evasione fiscale:

È stato il mio errore più grande, ne sono profondamente pentito, chi mi ha criticato lo ha fatto a ragione. Ricordo le storie delle persone che ho visto in carcere. Una volta un mio compagno di cella è rimasto lì nonostante avesse scontato la pena. Non sapeva dove andare, non aveva nessuno

Hoeness continua a scavare nei ricordi:

La sera prima di essere arrestato, lo sapevo benissimo. Ribery piangeva, i tifosi cantavano il mio nome, è una cosa che mi ha davvero commosso. E alcune delle lettere che ho ricevuto in carcere erano così commoventi che ho pianto come un bambino nella mia cella

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