Pioli: "Voglio giocatori arrabbiati. Suso? Nessun dubbio su di lui"

Il tecnico dei rossoneri alla ricerca dei suoi primi tre punti dopo un pareggio e una sconfitta nelle prime due gare.

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Deve prendere tre punti, Stefano Pioli, non ci sono alternative. Al nuovo tecnico del Milan era successo solo una volta di raccoglierne uno solo nelle prime due giornate di Serie A alla guida di un club, nel 2006 a Parma, una stagione chiusa anticipatamente con l'esonero (al suo posto arrivò Ranieri).

Peggio aveva fatto l'anno scorso con la Fiorentina, due sconfitte su due, altro campionato non riuscito a concludere per via di un avvicendamento in panchina (con l'arrivo di Montella).

Serie A, Milan: l'allenatore Stefano Pioli
Stefano Pioli, allenatore del Milan in Serie A

Insomma, Pioli non può più sbagliare, contro la Spal in questa decima giornata di Serie A deve conquistare assolutamente la sua prima vittoria da allenatore del Milan. Anche perché dopo la situazione si farà ancora con più complicata, con un calendario da incubo che porterà i rossoneri ad affrontare una dopo l'altra la Lazio, la Juventus e il Napoli.

Serie A, Milan-Spal: la conferenza di Stefano Pioli

Una pressione pesante, che Pioli è pronto ad affrontare:

Credo che bisogna essere realisti e dire che il nostro non è un buon momento, ma abbiamo l'occasione per migliorarlo, così come la nostra classifica. Abbiamo l'occasione per dimostrare che siamo migliori rispetto a quanto si è visto con la Roma.

Abbraccio di Piatek lo vorrebbe anche se lei sembra un po' freddo?

Io non sono così asciutto e sobrio. Dall'esterno si ha un'idea sbagliata di Pioli. Ma quello che è importante è vincere la partita, non gli abbracci.

Pioli deve essere anche amico dei giocatori come era Gattuso?

Amico non lo so, ma essere vicino a loro per cercare di migliorarli e fargli capire come si diventa squadra sì. C'è differenza tra essere un gruppo ed essere squadra. Siamo molto giovani, quindi c'è bisogno che l'allenatore sia una figura credibile e convincente.

Domani quasi sfida salvezza. Fa paura o è più partita di rinascita?

In questo momento non dobbiamo mettere il carro davanti ai buoni, c'è tutto il tempo per migliorare la nostra classifica. Voglio gente motivata, orgogliosa e arrabbiata. La classifica non è quella che vogliamo, ma se l'abbiamo è perché dobbiamo dare qualcosa in più.

Non è preoccupato dalla classifica e dall'eventuale contraccolpo?

Sono sempre preoccupato, nel senso che devo stare attento a tutto. La classifica è quella, ma c'è tanto tempo e noi vogliamo ricominciare a vincere da domani. Dobbiamo pensare solo a quello, per mettere in campo una partita battagliera e con lo spirito giusto. Non possiamo essere i migliori dal punto di vista tattico, impensabile dopo 15 giorni. Non lo siamo nemmeno dal punto di vista tecnico, allora dobbiamo esserlo sotto l'aspetto dello spirito.

Mancano dei leader in campo?

Non ho visto una squadra impaurita, ma che ha giocato con degli errori, senza essere inferiori ai nostri avversari. Anche se qualcuno avesse dei timori, ora è il momento di lasciarli alle spalle. Dobbiamo pensare a quello su cui possiamo incindere, le prossime prestazioni e i prossimi risultati. Se ci crediamo tutto è possibile. Bisogna crederci.

Che problema ha Suso, lontanissimo da quello di altri tempi. Perché non si esprime?

Non ho dubbi che sia un grande giocatore con grandi qualità. Ma credo sia sbagliato ricondurre le difficoltà a un solo giocatore. Vale per tutti, anche per me.

Aveva parlato di consapevolezza della squadra...

Dobbiamo diventare molto responsabili, indossiamo una maglia prestigiosa, con tantissimi tifosi. Con il Lecce erano in 50mila e pur non avendo vinto hanno apprezzato lo spirito. A Roma erano in tanti e ci hanno sostenuti. Ora tocca a noi, servono giocatori consapevoli di mettere in campo prestazioni migliori. In queste due partite abbiamo prodotto una certa produzione, ma non è detto che sia lo stesso domani. Dobbiamo dare più soluzioni, domenica sera ci siamo mossi troppo poco senza palla, non mettendo dubbi alla fase difensiva della Roma. A volte non è il compagno a sbagliare il passaggio, ma noi a non dare la soluzione giusta di passaggio.

Cosa l'ha più delusa finora?

Io lavoro con la squadra per ottenere prestazioni migliori e risultati migliori. Avevamo preparato delle situazioni e rivedendo i video, potevamo e dovevamo essere più attenti nelle scelte. Soprattutto nel primo tempo avevamo tante occasioni per fare male. Fare le scelte giuste al momento giusto è una qualità importante, in questo dobbiamo crescere.

Come si può far tornare San Siro un alleato?

Il tifoso non è stupido e sa riconoscere quando una squadra gioca con orgoglio. Il tifoso renderà il giusto tributo in relazione alla prestazione.

Le domande non parlano di numeri, ma del piano psicologico. Un lavoro più improbo per lei lavorare sulla testa?

Sono i risultati che spesso cambiano le situazioni, è molto facile passare da un momento positivo a negativo e vivecersa. Per questo dobbiamo trovare i risultati. Dopo, anche a livello mentale, questa squadra ha personalità forti, presenti e vive sul campo. Però dobbiamo arrivarci tramite prestazioni e risultati positivi. Ora serve voglia e determinazione di ottenere risultati. Giocare bene significa avere un vantaggio sugli avversari, ma il Milan ora deve avere lo spirito. Non ci sono dubbi.

Anni fa la società era molto vicina nei momenti di difficoltà, quanto è importante l'apporto di Maldini e Boban?

Non ho mai avuto una presenza così continua, assidua e presente della società come qui al Milan, Massara, Boban, Maldini sempre presenti. Gazidis è venuto agli allenamenti. Una presenza continua, che dà un grande supporto. Persone di grande competenza che possono aiutare la squadra a crescere.

Situazione squadra?

Bonaventura tornerà tra i convocati. A parte Caldara ancora non pronto e Rodriguez con qualche problema, tutti disponibili. Bennacer è un'alternativa, cambierò qualcosa rispetto a domenica per avere freschezza mentale e fisica. Oggi farò le scelte insieme alla squadra.

Paquetà?

Non sta mancando la voglia di fare le cose, è molto applicato, lavora. Certo che deve essere un giocatore che deve incidere di più ed essere presente nelle situazioni decisive. Fosse passato un attimo dopo sul suo inserimento il suo gol annullato sarebbe convalidato. Siamo tutti chiamati a dare qualcosa in più, il discorso fatto per Suso vale per Paquetà, come per tutti gli altri giocatori del Milan. Noi siamo migliori di quello che stiamo dimostrando.

Pensabile cambiare modulo e passare alla difesa a 3?

Tutto è possibile. Nella mia idea di calcio non c'è un sistema di gioco preferito. Con l'andare del tempo devi valutare le caratteristiche, i giocatori più forti e metterli nelle condizioni per giocare bene. Ora rimaniamo concentrati molto su questa partita, sulle altre due, poi avremo un'altra sosta e lì potremo pensare qualcosa di diverso. Troppo importante questo momento per uno slancio per il nostro futuro.

Spal?

Avversario compatto, che lavora insieme da parecchio tempo, che conosce bene le posizioni del campo. Non ci aspettiamo regali, dovremo fare più di loro. Si lavora per crescere ed evitare certi errori. A volte viene focalizzato l'errore su un giocatore, dobbiamo migliorare ancora tante cose. Dobbiamo essere più lucidi e precisi nelle scelte. Domani sera dovremo esserlo, perché comunque saranno gli avversari, qualche spazio ce lo dovranno concedere e noi dobbiamo scegliere lo spazio giusto, con la qualità giusta. Abbiamo il materiale per fare tanto.

Piatek è il centravanti di questo Milan?

Lui è ideale per un Milan con determinate caratteristiche, Leao è ideale per un Milan con altre. A volte non l'abbiamo servito bene noi, a volte non si è mosso con la giusta velocità lui. Credo che Kris sia un giocatore che sta bene, che ha voglia di fare. Da Rafa mi aspettavo di più domenica. Ogni partita posso fare scelte diverse, possono giocare anche insieme. Ma io non credo sia così importante chi giochi domani. Conta la squadra che giocherà domani, che sappia con che testa scendere in campo e con che approccio. Basta guardare i risultati del campionato per sapere che vincere le partite sia difficile. Non è che la Juve abbia vinto a Lecce 6-0 o che ieri sera qualcun altro abbia vinto 6-1. Dobbiamo fare in modo che gli episodi siano dalla nostra parte. 

Utopia pensare Piatek e Leao dal primo minuto subito?

Non è utopia, ma farò le scelte più adatte per le partite di domani.

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