Roma, Mancini: "Vivo per il calcio. Ho scelto la 23 per Astori"

Il difensore giallorosso ha rilasciato un'intervista a due giorni da Udinese-Roma.

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Da difensore a centrocampista. Questa la metamorfosi di Gianluca Mancini alla Roma, che si è sacrificato vista la grande emergenza infortuni in cui si è trovata la squadra di Paulo Fonseca. Proprio l'ex Atalanta ha rilasciato un'intervista a DAZN in cui ha affrontato diversi argomenti:

La riconquista del pallone nella metà campo avversaria la vivevo anche a Bergamo, ma in maniera diversa. L’intensità negli allenamenti è simile a quella che c’era all’Atalanta con Gasperini. Cambia il modo di andare a prendere gli avversari, il modo di giocare del mister mi entusiasma. Marcature? Se devo scegliere tra uno strutturato e uno piccolo preferisco quello più grosso fisicamente perché me la posso giocare sullo scontro fisico e sulle palle alte

Sulla città di Roma:

Una volta ho letto: "Roma è l'unico posto dove ti perdi e sei contento perché scopri nuove cos". Devo dire che è veramente così! Viverci è unico, per la città e per la gente. Ogni tanto mi urlano per le strade: "Oh Mancini, daje!". Mi fa piacere. Il senso di appartenenza esiste ed è grande per questa maglia, le pressioni ci sono ma devono essere positive, che ti aiutino a migliorare. Il salto è stato grande perché Bergamo è una città meravigliosa, la gente ti ama, ma è una realtà più piccola rispetto a Roma. Questo lo sto avvertendo ma la vivo serenamente

Poi va indietro con la mente:

Nelle giovanili della Fiorentina andavo a scuola, avevo gli amici e poi giocavo, sempre con l'obiettivo di arrivare in alto. C'era una impostazione ma finché non sono arrivato a Bergamo non ho capito come bisognava comportarsi. Lì ho realizzato che per stare in Serie A devi cambiare totalmente, curare i dettagli. Oggi mi reputo un professionista perché vivo per il calcio

Mancini: "Indimenticabile la prima chiamata in Nazionale. Il 23 scelto per Astori"

Mancini ha poi ricordato la prima convocazione in Nazionale:

Mi sembrava di essere passato dalla Primavera alla prima squadra quando ero Firenze. Ero in Under 21 e Di Biagio mi disse che il ct Mancini voleva chiamarmi in Nazionale maggiore. Andai fuori di me, lì trovai giocatori come Chiellini, Bonucci, Verratti e Florenzi. Gente che io tifavo con le strisce colorate in faccia, fu incredibile! Lo stesso cognome del ct? A Firenze mi prendevano in giro perché dicevano che ero il figlio di Mancini, infatti Roberto mi fece una battuta una volta arrivato in Nazionale: "Ti chiami come me! Devi portare alto il nome". E io gli risposi che tutti pensavano fosse mio padre

Sul numero 23:

Appena l’ho scelto la prima persona a cui pensai fu Davide Astori. Qui a Roma l’hanno avuto in tanti, ma soprattutto ce l’ha avuto lui. L’ho conosciuto per due mesi in ritiro a Moena con la Fiorentina. Ci sono state tante persone che hanno parlato bene di lui e se tante persone parlano bene di un uomo vuol dire che era veramente speciale

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