Messi: "Newell's? Va convinta la mia famiglia". E su Ronaldo...

La Pulga si è confessata a una TV argentina, parlando del suo amore per la Lepra: "Sarà difficile lasciare Barcellona. I miei idoli? Ronaldo il Fenomeno e Ronaldinho".

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Nella settimana in cui si sarebbe dovuto giocare il Clasico tra Barcellona e Real Madrid, a prendersi la scena è stato ancora una volta Lionel Messi. Il campione argentino, visto il rinvio del match per cause extracalcistiche, si è concesso ai microfoni dell'emittente argentina TyC Sport, alla quale ha rilasciato una lunga e interessante intervista in cui si è parlato del suo presente ma, soprattutto, del suo futuro. È indubbio che la Pulga sia stata, e lo è ancora a tutt'oggi, uno dei personaggi più influenti che ruotano attorno al mondo del calcio. Ogni sua mossa, ogni sua parola fa notizia; per questo motivo, soprattutto oggi che la sua carriera sta volgendo al termini, gli appassionati si interrogano su cosa ne sarà di Messi da qui in poi:

Io amo Barcellona, è la città che mi ha accolto quando ero ragazzo mi ha aiutato a crescere, a diventare ciò che sono. Ho sempre detto che da qui non me ne andrò mai.

Affetti, famiglia e lavoro hanno permesso al fenomeno albiceleste di diventare un tutt'uno con una città che ben presto gli è scivolata ai piedi. Con i colori blaugrana addosso Messi ha vinto tutto e, nei prossimi anni, intende arricchire ulteriormente il proprio palmares personale. Certo, il richiamo dell'Argentina è sempre molto forte: Leo è cresciuto a Rosario, in una delle città sudamericane più calde dal punto di vista del tifo, nella quale ti devi distinguere sin da bambino dichiarando la tua fede per la Lepra o per la Canalla. Il Newell's è sempre stato il suo grande amore, appena sfiorato da ragazzino prima di partire per Barcellona:

Il calcio argentino mi ha sempre affascinato: un giorno mi piacerebbe arrivare allo stadio e vedere mio padre in tribuna, ricevere l'incitamento delle gradinate e respirare finalmente l'aria di derby. Lì il calcio è un'ossessione: se in Europa vincere è importante, in Sudamerica perdere significa non poter uscire di casa per giorni. Il Newell's? Ho sempre sognato di poterci giocare, ma non è semplice.

Intervista a Messi sul futuro in Argentina
Lionel Messi durante l'ultima partita di Champions League, vinta sul campo dello Slavia Praga: la Pulga ha parlato a Tyc Sport del suo futuro, chiudendo quasi definitivamente a un suo ipotetico ritorno in Argentina

Messi si racconta a Tyc Sport: "Un sogno rappresentare il mio paese"

Già, perché Barcellona ormai rappresenta il suo mondo. La famiglia ci si trova bene e i figli della Pulga hanno ormai una loro vita al di qua dell'Oceano Atlantico. Per questo motivo il desiderio di vestire i colori rossoneri della Lepra potrebbe non esaudirsi mai:

Ho tre figli a cui pensare, la loro opinione conta molto. Viviamo in un posto che ci ha dato tutto e per trasferirmi dovrei convincere tutta la mia famiglia. Tiago è già grande e ha tutti i suoi amici qui, quando gli dico per scherzo che andremo via non è affatto felice. Se stiamo un mese in Argentina per le vacanze, chiede continuamente di ritornare a casa.

L'unico modo per tornare a casa è rientrare nel giro della Seleccion, con la quale Messi giocherà le qualificazioni a Qatar 2022, al via dal prossimo mese di marzo. Con la Nazionale Leo non ha un grande rapporto: nonostante i tanti gol segnati e i galloni di leader cuciti e ormai ben saldi addosso, gli si è sempre ritorta contro la pessima tradizione tra lui e le finali:

Vestire quella maglia è sempre stato il mio sogno, ho lavorato molto per poter giocare per il mio paese. Abbiamo raggiunto la finale del Mondiale e della Copa America, rendendo felice la gente che segue la squadra nazionale. Non è una cosa da poco.

E sul suo idolo calcistico non ha dubbi:

Il mio giocatore preferito di tutti i tempi è stato Ronaldo il Fenomeno, era impressionante, l'attaccante più forte che abbia mai visto. Ma devo molto anche a Ronaldinho: sono entrato nello spogliatoio del Barcellona che avevo 16 o 17 anni, era complicato relazionarsi con tutti i fenomeni che c'erano lì. Lui si è preso cura di me, mi ha fatto sentire a mio agio.

Sugli infortuni avuti in questa prima parte di stagione:

Ho avuto un doppio problema, perché dopo il primo infortunio ho affrettato i tempi per tornare in campo, in maniera decisa, e ho avuto una ricaduta. Adesso invece ho fatto tutto con calma e mi sento molto bene. A poco a poco sto riprendendo il giusto ritmo

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