Nainggolan: "Sarebbe stato bello essere allenato da Conte". E su Marotta...

Il centrocampista del Cagliari è tornato a parlare del tecnico nerazzurro e non solo.

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Avrebbe voluto lavorare all'Inter con Antonio Conte, Radja Nainggolan. Non lo ha mai nascosto. E ora il centrocampista del Cagliari (in prestito dai nerazzurri) lo ribadisce ai microfoni di DAZN in un'intervista concessa a Diletta Leotta. 

Sì, mi sarebbe piaciuto essere allenato da Conte. In un mese, anche se non potrai mai giudicare nessuno in un mese, ho visto e apprezzato la sua determinazione, vedevo quali erano le sue idee, era molto chiaro e diretto

Poi ricorda quando gli ha detto che non rientrava nel progetto:

Mi ha chiamato un giorno da parte e mi ha detto: "Guarda Radja, io per te ero 'malato', ti volevo al Chelsea con me, ma la società ha preso una decisione che io condivido". E quindi lui è stato dietro alla scelta della società, lui me lo ha detto chiaro e tondo e io apprezzo l'uomo che ti viene a dire le cose quindi sono stato molto tranquillo. Vediamo come va a finire perché io avevo voglia di dimostrare tanto con lui

Su Marotta: 

Non mi aspettavo una decisione simile. Marotta non mi è mai venuto a parlare, non me l'hanno mai detto. Vado in vacanza e poi a fine giugno mi chiamano in riunione dove mi dicono che hanno fatto altre scelte. Io poi ho svolto il ritiro, allenandomi bene e cercando di convincere l’allenatore, ma non sono riuscito a fargli cambiare idea perché la società aveva preso una decisione e lui, giustamente, ha dato retta alla società

Inter, Nainggolan: "Mai stato uno spaccaspogliatoio"

Nainggolan ha poi commentato le voci secondo cui sarebbe uno spaccaspogliatoio:

Scrivono che io ero uno spacca spogliatoio all’Inter?! Ma io non ho mai avuto problemi con nessuno! A chiunque chiedi, ti dirà che ero un grande. Io non ho mai creato problemi, io credo nell’amicizia dentro lo sport. Non sono mai stato da solo in vita mia, sento ancora compagni di 10-15 anni fa. Poi che uno fuori dal campo fa un passo sbagliato è un altro discorso, ma il rispetto dei compagni è una cosa a cui tengo tantissimo. Però quando ti descrivono così ci vivi con quell’etichetta ed è difficile levarsela

Su Barella: 

Mi sarebbe piaciuto giocare con Barella, oggi ha 22 anni, penso sia un giocatore forte, diventerà un grandissimo giocatore. Deve fare esperienza a livello internazionale ma è normale. Non ha una qualità in particolare, ne ha talmente tante tutte sopra la media che migliorando può diventare davvero un giocatore importante

Infine sull'esultanza dopo il gol segnato contro l'Empoli, nell'ultima giornata della passata stagione. Una rete valsa la qualificazione in Champions League all'Inter:

È stata un'esultanza un po' leggera. Non era polemica. La gente pensa fosse polemica, ma io ero molto contento. Il mio era più un sospiro di sollievo. Ho provato delle emozioni più di sofferenza che di gioia

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