Thiago Motta al Genoa: porta con sé l'idea del modulo 2-7-2

L'ex centrocampista di Inter e PSG è pronto a rivoluzionare la tattica semplicemente girando un foglio di carta.

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Toh, chi si rivede. Thiago Motta è tornato in Serie A (vinta nel 2010 con l'Inter) ed è tornato al Genoa, dove è stato nel 2008-09. Un passaggio fondamentale della sua carriera che gli ha permesso di mettersi in mostra in Italia e di farsi notare da José Mourinho che lo ha portato a Milano. Ma più che un ritorno si tratta di un vero e proprio nuovo inizio.

Deve esserlo soprattutto per il Genoa, alle prese con una destabilizzante crisi di risultati e di identità che lo ha portato nei bassifondi della Serie A. Lo è però anche per Thiago Motta che sbarca in Serie A non da calciatore ma da tecnico. L'ex centrocampista ha l'ambizione di restituire anima e personalità al club che gli permise di rinascere da giocatore dopo un periodo difficile e di dimostrare le sue doti di allenatore, già intraviste l'anno scorso quando era alla guida dell’Under 19 del PSG.

Thiago Motta ha idee interessanti, particolari, e da allenatore vuole imporsi con queste. Una su tutte: il modulo 2-7-2 con portiere a centrocampo. Uno schieramento mai visto. No, non è un errore. Non lo è affatto.

Thiago Motta arriva in Serie A dopo aver allenato il PSG U19
Thiago Motta arriva in Serie A dopo aver allenato il PSG U19

Serie A, Thiago Motta sbarca a Genoa con l'idea del modulo 2-7-2

La pazza idea del modulo con 7 centrocampisti l'ha confidata proprio lui circa un anno fa quando allenava la U19 del PSG. E attenzione, perché in un calcio in cui il portiere è sempre più coinvolto nel gioco con i piedi, Thiago Motta vorrebbe provare a inserire proprio l'estremo difensore in mezzo al campo. Una provocazione, è evidente, ma è un'idea che comunque lo stuzzica.

In realtà si tratta quasi di un gioco di parole, di una forzatura, perfetta per far arrivare però il suo concetto di calcio: ruotando il foglio con sopra disegnato il modulo, ecco che il portiere, leggendo il campo da un lato lungo all’altro e non più nella maniera tradizionale, risulti a tutti gli effetti un centrocampista. Thiago Motta ha utilizzato un semplice trucchetto per spiegare la sua idea di calcio:

Io il portiere lo conto in quei 7 in mezzo al campo. Per me l’attaccante è il primo difensore e il portiere il primo attaccante. Dal portiere parte il gioco, con i piedi, e dalle punte il pressing offensivo per recuperare la palla.

Di fatto il calcio totale. Filosofia di gioco che in Italia, in Serie A, vale a dire la patria della tattica calcistica, intriga particolarmente. Ed ecco che vedendo Thiago Motta sbarcare a Genoa la prima reazione che viene è banale e spontanea: toh, chi si rivede. Ma non è un ritorno, è un nuovo inizio.

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