Inghilterra, due tifosi arrestati per razzismo in una gara di FA Cup

Haringey Borough-Yeovil Town, gara valida per il 4° turno, è stata sospesa dopo gli insulti nei confronti del portiere di casa: la gara sarà rigiocata tra una settimana, i due responsabili sono stati individuati.

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A soli due giorni di distanza da Haringey Borough-Yeovil Town, gara valida per il quarto turno di qualificazione alla FA Cup 2019/2020 sospesa a causa di cori razzisti nei confronti di due giocatori della squadra di casa, la polizia metropolitana di Londra ha annunciato di avere arrestato due sospetti responsabili del gesto. L'episodio, avvenuto meno di una settimana dopo quelli analoghi che avevano portato alla sospensione di Bulgaria-Inghilterra, era stato l'ennesimo in questo travagliato inizio di stagione.

In prima fila nella lotta contro quello che è un vero e proprio male da estirpare tanto nella società quanto nel mondo del calcio, la Football Association ha mostrato ancora una volta tolleranza zero nei confronti degli autori di cori razzisti all'indirizzo dei calciatori: preso atto della decisione di abbandonare il campo, unanime da parte di entrambi i club coinvolti, la federcalcio inglese ha ordinato la ripetizione della gara per martedì prossimo.

La partita era stata abbandonata al 64esimo minuto, subito dopo il gol del vantaggio ospite arrivato su rigore: alcuni tifosi ospiti hanno preso di mira prima il difensore Coby Rowe, quindi il portiere camerunense Valery Douglas Pajetat nei momenti che hanno preceduto il tiro dal dischetto. Offese che hanno scosso entrambi i calciatori e che hanno portato alla decisione da parte del manager Tom Loizou di ritirare la squadra.

Tifosi dello Yeovil Town

FA Cup, gara sospesa per razzismo: tolleranza zero da parte delle istituzioni

Una decisione che Rowe, 23enne difensore, ha raccontato in questo modo al Daily Mirror.

Prima, durante e dopo il calcio di rigore Valery è stato offeso in più modi, qualcuno gli ha persino sputato. Sono andato a prendere il pallone dopo il gol e un giocatore dello Yeovil ha detto ai tifosi di darsi una calmata, altrimenti la partita rischiava di essere sospesa ed era una cosa che nessuno voleva. Ero con lui, ma più dicevo loro di stare calmi e più sono diventati aggressivi, gettavano oggetti e minacciavano. E poi ho sentito un tifoso offendermi in modo razzista e ho perso la testa.

Rowe è stato trascinato via a forza dalla curva dei tifosi avversari.

Ero in una sorta di trance, ero talmente arrabbiato che non sentivo quello che succedeva intorno a me. Poi mi sono sentito strattonare, era il mio manager che mi ha detto "Ce ne andiamo, non giochiamo più". Lo Yeovil ha accettato la decisione e siamo usciti dal campo tutti insieme. Negli spogliatoi abbiamo discusso sul da farsi, ma nessuno aveva intenzione di tornare indietro: la nostra sicurezza non poteva essere garantita, inoltre il nostro orgoglio ci impediva di giocare davanti a persone del genere.

Nemmeno per un momento i giocatori dell'Haringey Borough hanno pensato a quali sarebbero state le conseguenze di una tale presa di posizione, al risultato o alla possibilità di perdere la partita a tavolino. 

Purtroppo per me non è una novità, è successo molte volte nel luogo in cui sono cresciuto. Ma qui stiamo parlando di qualcosa che è molto più grande di una partita di calcio, è la vita, si trattava di prendere la decisione più giusta in quel momento.

La Football Association si è dichiarata estremamente preoccupata per l'avvenuto e ha annunciato che le indagini non si fermeranno, così come che nei confronti di episodi del genere la tolleranza sarà sempre pari a zero. E mentre il manager dell'Haringey Borough chiede che i responsabili siano allontanati a vita dal mondo del calcio, sport universale del quale evidentemente non hanno compreso neanche le basi più elementari, lo Yeovil ha sottolineato come la collaborazione nelle indagini sia stata massima e come il razzismo non sarà mai tollerato dal club.

La decisione di rigiocare la gara è stata presa anche per evitare di dare a certi pseudo-tifosi il potere di interferire sulle partite, sabotando le squadre coinvolte che con tutta la buona volontà non possono fare altro che condannare certi gesti e aiutare le istituzioni a individuare i colpevoli: sabato, mentre andava in scena Haringey Borough-Yeovil Town, scendeva in campo anche la Championship, la seconda divisione inglese, e durante Luton Town-Bristol City sono stati uditi cori che hanno fatto scattare immediatamente le indagini dei club coinvolti e delle istituzioni.

Ed è a club e istituzioni che spetta il compito di affrontare la piaga del razzismo. I calciatori, sempre secondo Coby Rowe, non possono fare altro che giocare e aspettare che questo male - inconcepibile nel 2019 e in un mondo universale come quello dello sport - venga finalmente sconfitto.

Non ci resta che continuare a fare ciò che facciamo ed essere ciò che siamo. Certe persone si comportano così perché sono poco istruite, non possiamo essere noi a cambiare per loro.

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