Cornelius, il bomber inatteso che ha steso il Genoa e preoccupa Conte

Da oggetto misterioso nell’Atalanta, bocciato da Gasperini, a protagonista nel Parma. Ha segnato quanto Lautaro e adesso si prepara ad affrontare proprio l’Inter.

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Una giornata così, Andreas Cornelius la aspettava da oltre due anni, da quando nel maggio 2017 l'Atalanta aveva ufficializzato il suo acquisto dal Copenaghen. La squadra di Gasperini era in piena ascesa: giunta quarta in Serie A, si preparava al ritorno in Europa, prima volta dal 1991, e aveva deciso di ampliare la rosa con elementi che fossero in linea con la politica societaria, giovani, di qualità e funzionali al gioco del tecnico.

Andreas sembrava proprio quel tipo di giocatore e in più aveva pure due atout a suo favore: nonostante avesse solo 24 anni, infatti, vantava già una discreta esperienza internazionale - oltre a un assaggio di Premier League dove era stato mandato qualche mese a maturare nel Cardiff, aveva già in carniere 9 reti fra Europa League, Champions League e relative qualificazioni - e poi ricordava nel fisico e nella provenienza scandinava quel Glenn Stromberg che era stato il faro dei bergamaschi in quell'ultima esperienza europea di quasi 30 anni prima.

Ma il calcio di oggi va di corsa, è quasi un altro sport rispetto a quello dei tempi del grande svedese: Cornelius aveva bisogno forse di un po' di tempo per ambientarsi, per capire il nuovo gioco e i movimenti che da lui voleva Gasperini. L'Atalanta invece andava veloce, là davanti la concorrenza era spietata con Petagna o Barrow al centro a far da boe e il Papu e Ilicic a buttarla dentro a manetta. E il danese a immalinconirsi in panchina.

Cornelius Atalanta
La doppietta di Goodison Park rimane la più grossa soddisfazione di Cornelius con la maglia dell'Atalanta

Cornelius, il bomber inatteso

In Serie A 23 apparizioni, ma solo 900 minuti giocati, con 3 gol e 1 assist, e una sola grande soddisfazione in Europa League, con la doppietta a Goodison Park, dove i nerazzurri umiliarono l'Everton 1-5. Troppo poco e quando, il 30 agosto 2018, è proprio lui a sbagliare il rigore decisivo - guarda caso contro il Copenaghen - nelle qualificazioni all'Europa League, il cerchio sembra chiudersi e infatti il giorno dopo Andreas fa le valigie e va in prestito al Bordeaux. Ma la Ligue 1 non è la terra promessa e i Girondins non sono più la squadra degli anni 80: per Bedouet Cornelius è un attaccante atipico e da fine febbraio lo inserisce direttamente nel dimenticatoio e lo manda in tribuna.

Cornelius Karamoh
Cornelius nel Bordeaux insieme a Karamoh, oggi suo compagno nel Parma

Una stagione da dimenticare, magari grazie al Parma che nel luglio scorso lo chiede in prestito. La punta centrale titolare è Roberto Inglese, sia chiaro, ma Andreas piace a D'Aversa che il 30 settembre gli regala i primi 90 minuti da titolare e lui lo ripaga con un gol importantissimo nella vittoria sul Torino. Ma la partita da incorniciare arriva per caso: ieri in campo contro il Genoa ci va Inglese che, però, si fa male dopo pochi minuti. Tocca a Cornelius e lui si mette subito al lavoro: sbaglia la mira poco dopo la mezz'ora, ma a cavallo dell'intervallo scatena l'inferno contro Radu.

Una preoccupazione in più per Conte

Nel giro di 8 minuti, infatti, prende a pallate il portiere rossoblù sciorinando per bene tutto il suo campionario: prima, al 42', insacca di testa un suggerimento su punizione di Scozzarella, poi nel recupero raccoglie un cross di Gervinho e scarica un sinistro imparabile e infine al 5' della ripresa sigla la prima tripletta della sua carriera dopo un bello scambio con Kulusevski. Quattro gol dopo 8 turni Cornelius non li segnava dalla stagione 2012-13 (allora furono 6), la sua migliore finora, conclusa a quota 18, capocannoniere della Superligaen danese con la maglia del Copenaghen. E se D'Aversa si frega le mani, Antonio Conte ha una preoccupazione in più: sabato c'è Inter-Parma, Cornelius ha segnato solo un gol meno di Lukaku - giocando meno della metà - e se la sua difesa è quella vista negli ultimi 20 minuti a Sassuolo, il danese, innescato da due furetti d'area come Gervinho e Kulusevski, potrebbe trasformarsi davvero in una spina nel fianco per Skriniar & c.

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