La IAAF annuncia i candidati per il titolo di atleti dell’anno

La federazione ha stilato la lista per i premi che verranno annunciati il prossimo 23 novembre a Montecarlo.

Noa Lyles nel 2019

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La IAAF (Federazione Internazionale di atletica che da fine Novembre cambierà nome e si chiamerà World Athletics) ha annunciato i candidati per il titolo di Atleti dell’anno. I vincitori verranno proclamati il prossimo 23 Novembre nel tradizionale World Athletics Award di Montecarlo.

In campo maschile i candidati per il titolo di World Athlete of the Year sono Donovan Brazier (campione del mondo degli 800 metri), Christian Coleman (campione del mondo dei 100 metri e della staffetta 4x100), Joshua Cheptegei (campione del mondo dei 10000 metri e di corsa campestre e vincitore della Diamond League sui 5000 metri), Timothy Cheruiyot (campione del mondo dei 1500 metri e vincitore della Diamond League), Steven Gardiner (campione del mondo dei 400 metri), Sam Kendricks (campione del mondo e vincitore della Diamond League nel salto con l’asta, world leader stagionale e primatista statunitense con 6.06m), Eliud Kipchoge (vincitore alla maratona di Londra e primo uomo a scendere sotto le 2 ore sulla distanza dei 42 km a Vienna)

Uno dei favoriti è Noah Lyles (campione del mondo e vincitore della Diamond League sui 100 e sui 200 metri, quarto sprinter della storia sui 200 metri con 19”50) con la lista completata da Daniel Stahl (campione del mondo e vincitore della Diamond League nel lancio del disco), Christian Taylor (campione del mondo e vincitore della Diamond League nel salto triplo) e Karsten Warholm (campione del mondo e vincitore della finale della Diamond League a Zurigo con il record europeo di 46”92, campione europeo indoor dei 400 metri con il primato continentale eguagliato di 45”05).

Beatrice Chepkoech
Beatrice Chepkoech è candidata ad atleta dell'anno

IAAF, annunciati i candidati ad atleta dell'anno

In campo femminile le candidate per il titolo di atleta dell’anno sono Beatrice Chepkoech (campionessa del mondo e vincitrice della Diamond League sui 3000 siepi), Shelly Ann Fraser Pryce (campionessa del mondo dei 100 metri e della staffetta 4x100), Katarina Johnson Thompson (campionessa europea del pentathlon indoor e medaglia d’oro mondiale dell’eptathlon e migliore prestazione mondiale dell’anno di 4981 punti), Sifan Hassan (campionessa mondiale dei 1500 e dei 10000 metri, primatista mondiale del miglio a Montecarlo con 4’12”33 e vincitrice della Diamond League sui 1500 e sui 5000 metri), Brigid Kosgei (vincitrice delle maratone di Londra e di Chicago e primatista mondiale con 2h14’04”), Maria Lasitskene (campionessa europea indoor e iridata outdoor nel salto in alto, vincitrice della Diamond League, leader mondiale stagionale con 2.06m), Salwa Eid Naser (campionessa mondiale dei 400 metri, terza nelle liste mondiali all-time con 48”14 e vincitrice della Diamond League, imbattuta in tutta la stagione), Hellen Obiri (campionessa mondiale di corsa campestre e sui 5000 metri e world leader stagionale con 14’20”36 a Londra), Yulimar Rojas (campionessa del mondo del salto triplo e seconda triplista della storia con 15.41m) e Malaika Mihambo (campionessa del mondo del salto in lungo con 7.30m, seconda migliore prestazione tedesca di sempre alle spalle di Heike Drechsler).

Warner e Preiner vincono il Challenge IAAF di prove multiple

Il canadese Damian Warner e l’austriaca Verena Preiner hanno vinto la classifica finale del circuito IAAF delle Prove Multiple. Warner, già secondo classificato nelle edizioni del 2013 e del 2017 del circuito, ha vinto il Ranking del decathlon totalizzando 25753 punti grazie alle vittorie al meeting di Goetzis con 8711 punti, ai Giochi Panamericani di Lima con 8513 punti e al terzo posto ai Mondiali di Doha con 8529 punti. L’estone Maicel Uibo si è classificato secondo con 25138 punti (terzo a Goetzis con 8353 punti, secondo nel Campionato Europeo a squadre di prove multiple di Lutsk 8181 punti, medaglia d’argento ai Mondiali di Doha con 8604 punti) precedendo il canadese Pierce Lepage, terzo con 25059 punti (primo a Talence con 8453 punti, secondo ai Giochi Panamericani con 8161 punti, quinto ai Mondiali di Doha con 8445 punti). Preiner ha vinto il Ranking finale dell’eptathlon con 19623 punti (prima a Arona con 6472 punti, prima a Ratingen con 6591 punti e terza ai Mondiali di Doha con 6560 punti). La statunitense Erica Bougard si è classificata seconda con 19507 punti (sesta a Goetzis con 6374 punti, prima ai Campionati statunitensi con 6663 punti e quarta ai Mondiali di Doha con 6470 punti) davanti alla connazionale Kendell Williams, terza con 19437 punti (quinta a Goetzis con 6412 punti, seconda ai Campionati statunitensi con 6610 punti, quinta ai Mondiali di Doha con 6415 punti).

Fajdek e Price primi nel Challenge del lancio del martello

I campioni del mondo di Doha Pawel Fajdek e DeAnna Price si sono classificati al primo posto anche nel Ranking del Challenge IAAF del lancio del martello. Fajdek, laureatosi campione del mondo per la quarta volta di fila a Doha, ha conquistato il successo nel Challenge per la quinta volta in carriera dopo le vittorie nel 2013, 2015, 2016 e 2017, ha totalizzato 241,86 punti battendo il connazionale Wojchiech Nowicki (237,47 punti) e l’ungherese Bence Halasz (234,99 punti). La statunitense DeAnna Price (campionessa del mondo a Doha 2019) ha totalizzato 226,55 punti precedendo la cinese Wang Zheng (226,34 punti) e la polacca Joanna Fiodorow (224,46 punti).

Jakob Ingebrigtsen batte il record europeo sui 10 km su strada

Il norvegese Jakob Ingebrigtsen (campione europeo a Berlino 2018 sui 1500 e sui 5000 metri e quarto ai Mondiali di Doha 2019 sui 1500 metri) ha stabilito il record europeo dei 10 km su strada con 27’53” battendo l’eritreo Samuel Tsegay (28’39”) e il fratello Filip Ingebrigtsen (28’40”). Il più giovane dei fratelli norvegesi ha battuto di due secondi il precedente primato nazionale detenuto dal connazionale Sondre Moen a Hytteplanmila. L’altro fratello Henrik Ingebrigtsen ha vinto il titolo norvegese di corsa campestre a Frogner Park solo un giorno dopo aver fatto da pacemaker nel tentativo riuscito di Eliud Kipchoge di scendere sotto le due ore nella maratona a Vienna.

Alessia Trost si separa da coach Marco Tamberi

La medaglia di bronzo dei Mondiali Indoor di Birmingham 2018 Alessia Trost non sarà più allenata da coach Marco Tamberi, padre e allenatore del primatista italiano del salto in alto Gianmarco Tamberi. La ventiseienne saltatrice friulana ha terminato di comune accordo con l’ex saltatore in alto marchigiano al termine di una stagione, nella quale ha ottenuto come miglior risultato di 1.94m in occasione del Campionato Europeo per nazioni di Bydgoszcz dello scorso Agosto. Alessia è stata eliminata nelle qualificazioni dei Mondiali di di Doha con il quattordicesimo posto con la misura di 1.92m.

Sono stati mesi molto intensi, basati sul continuo confronto, anche critico, ma sempre ispirato dall’obiettivo comune di riportare Alessia ai livelli internazionali che le competono. Ho studiato le soluzioni con la passione per il mio lavoro e la conoscenza di questo sport, il salto in alto, che ha una componente mentale che lo rende affascinante e crudele al tempo stesso, e il gap tra competizione e allenamento diventa incolmabile, la componente tecnica deve lasciare spazio ad altre valutazioni. Per questo motivo abbiamo cercato di capire quali fossero i problemi, e davvero a malincuore, abbiamo convenuto che non proseguire più insieme potesse essere una decisione ragionevole. Alessia mi ha confermato che cercherà una nuova guida tecnica e sono certo che saprà scegliere al meglio per le sue esigenze. Le auguro sinceramente tutto quanto desideri per la sua carriera agonistica. 

Alessia Trost: 

Ho cercato in questi tre anni di avvicinarmi al tipo di salto che Marco ha studiato per me, lavorando su schemi motori che mi appartenevano dagli anni dell’atletica giovanile. Prendendo atto dei miei limiti nel riportare in gara la totalità del nuovo modello tecnico e nell’impossibilità di definire una soluzione condivisa, abbiamo convenuto di interrompere il rapporto. Questa esperienza rimarrà comunque per me fonte di insegnamenti sportivi, professionali e personali. Ora, nella consapevolezza di possedere diverso margine di lavoro, con il supporto della Federazione, delle Fiamme Gialle e del mio manager Federico Rosa, sto cercando di capire quale possa essere la soluzione migliore, che mi permetterà di riprendere gli allenamenti con serenità in vista della stagione olimpica.

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