Ozil contro DFB: "Nessuno mi ha difeso. Rifarei la foto con Erdogan"

Resta teso il rapporto fra il giocatore dell'Arsenal e i tedeschi: "Ho subito offese razziali perfino da politici, volevano cambiassi la mia personalità".

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Una polemica infinita. Non se ne riesce a uscire. Nel maggio del 2018 Mesut Ozil si ritrovò in mezzo a un mare di critiche e discussione. Il trequartista dell'Arsenal venne fotografato (insieme a Gundogan) mentre regalava la propria maglia al leader politico turco Recep Tayyip Erdogan durante un evento privato a Londra. I due giocatori tedeschi vennero attaccati in maniera durissima dai media e dai tifosi sui social, al punto che migliaia di persone sottoscrissero una petizione per convincere Löw a non convocarli in vista dei Mondiali in Russia.

La polemica divenne ingestibile (i giocatori vennero fischiati in campo e le loro macchine danneggiate durante un'amichevole della Germania a Dusseldorf). Per questo, finiti i Mondiali, Ozil decise perfino di ritirarsi dalla nazionale accusando federazione e tifosi tedeschi di razzismo. Lo scorso maggio un'altra foto, sempre con Mesut ed Erdogan come protagonisti, ha fatto scalpore.

In questo (quasi) anno e mezzo trascorso dalla prima foto Ozil ha preso le distanze dalla Germania e dai tedeschi, decidendo di non invitare nemmeno gli ex compagni di nazionale al proprio matrimonio con Amine Gülse e tanto da non aver più parlato con Löw. Insomma, la rottura è totale, come confermano le parole rilasciate dal centrocampista dell'Arsenal a The Athletic:

Ora che è passato un po' di tempo so che ho fatto bene a lasciare la nazionale. Ho giocato 9 anni per la germania, sono fra i più vincenti. Ho giocato molte partite, molte di queste le ho giocate molto bene. Non dico che mi si debba amare, ma mi si deve rispettare. dopo la foto con Erdogan non mi sono sentito amato e rispettato.

Ozil attacca la Germania: ancora polemiche per la foto con Erdogan
Ozil attacca la Germania: ancora polemiche per la foto con Erdogan

Ozil e l'addio alla nazionale: "Subite offese razziali"

Le polemiche relative a quella prima famosa foto fatta con Erdogan non sono andate giù a Ozil: è rimasto colpito dalla ferocia dei commenti, non solo dei tifosi, che pretendevano di avere ragione pur non avendo ascoltato le ragioni del calciatore:

Le persone vogliono cambiare la mia personalità, ma sono sempre stato così. Se gioco male sono frustrato, perché so che so fare meglio. Sono un perfezionista, a volte ne voglio perfino troppa di perfezione. Per quel che riguarda Erdogan, è il presidente della Turchia e ha il mio rispetto. Se la Merkel fosse a Londra e mi invitasse a pranzo farei la stessa cosa. Si tratta solo di rispettare una persona che occupa il ruolo più importante all'interno di un paese. Ho subito offese razziali, perfino da politici e altre persone pubbliche. Nessuno della nazionale mi ha difeso. Hanno permesso che succedesse. Ho avuto la sensazione di dover ammettere un errore. Tutti possono pensare che abbia sbagliato a fare la foto, io però posso pensare sia stata la scelta giusta.

Ed ecco che a circa 18 mesi di distanza i toni restano esasperati. Ozil non ha intenzione di riavvicinarsi alla Germania, non solo alla nazionale tedesca. Non si sente amato, non si sente rispettato. Per questo ne ha preso le distanze. Senza pensare di fare un passo indietro. E la polemica per quella famosa foto con Erdogan è infinita. O almeno lo sono le conseguenze che ne sono scaturite.

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