Pagliara: “Pagai Ferguson per sistemare un match con la Juventus”

Lo ha affermato Giuseppe Pagliara, a processo in Inghilterra per piccoli traffici: “Accettò un Rolex da 30mila sterline e non era la prima volta che ci mettevamo d’accordo”.

13 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

La questione è delicata ma al tempo stesso anche parecchio confusa e sta cominciando a mettere in subbuglio, per ora quasi sotterraneamente, la Premier League e tutto il calcio inglese. Proviamo a mettere ordine: tutto è partito da un'inchiesta sulla corruzione del mondo del football britannico lanciata dal Telegraph quasi quattro anni fa, all'inizio del 2016.

Il primo a rimetterci le piume, e finora anche il pesce più grande a essere caduto nella rete della giornalista Claire Newell, che sotto copertura utilizzava lo pseudonimo di Claire Taylor, fu Sam Allardyce, che allora era il ct della Nazionale di Sua Maestà. Popolarissimo in patria, Sam venne avvicinato da finti uomini d'affari orientali ai quali, in cambio di 450mila euro e qualche viaggio di lusso, accettò di prestarsi a dare consigli su come aggirare le norme relative alle terze proprietà dei giocatori, una pratica vietata da anni tanto dalla FA quanto dall'Uefa.

Che problema c'è? Disse Sam, senza sapere che il problema era nel registratore che i suoi interlocutori avevano acceso sotto il tavolo e che lo incastrò, costringendolo a ignominiose dimissioni. Fine della popolarità e della carriera, ma non dell'inchiesta, si disse allora, perché nella rete del Telegraph parevano essere caduti altri allenatori inglesi e alcuni club fuori dalla Premier League, in un intreccio che andava a legarsi addirittura a Football Leaks.

Sam Allardyce
Sam Allardyce fu coinvolto nel settembre 2016 dall'inchiesta del Telegraph sulla corruzione del calcio inglese

Premier League: accuse di corruzione contro Ferguson

Una delle gole profonde utilizzate da Claire Newell e dai suoi collaboratori è stato Pino Pagliara, 64 anni, un italiano cresciuto in Nuova Zelanda ed ex collaboratore di Luciano Moggi alla Juventus, dove gestiva affari e operazioni verso l'Inghilterra, come, fra gli altri, la cessione di Fabrizio Ravanelli al Middlesbrough. Personaggio controverso, era lui che nel 2005 venne sorpreso dai Carabinieri con la famosa valigetta piena di contanti al termine di Genoa-Venezia, episodio che gli costò allora la sospensione dal mondo del calcio. Ma non l'oblio, evidentemente, visto che in questi giorni è a processo in Inghilterra per un altro caso di corruzione che vede imputati anche l'ex vice allenatore del Barnsley Tommy Wright e il procuratore inglese Dax Price.

Ebbene, nel corso della sua requisitoria, il pm Brian O'Neill ha citato alcune dichiarazioni fatte da Pagliara ai giornalisti del Telegraph, che lo stavano registrando, e che tiravano in ballo altri nomi famosi del calcio d'oltremanica, da Steve McClaren a Nwankwo Kanu a Harry Redknapp fra gli altri. Disinvolto e senza peli sulla lingua, Pino si vantava con i suoi interlocutori:

Se c’è una cosa su cui posso sempre fare affidamento è l’avidità degli allenatori. E figurati che qui in Inghilterra è ancora peggio: io pensavo che gli italiani fossero corrotti, ma fidati, qui è peggio. Non sai quanti mi chiamano dopo il trasferimento di un loro giocatore e mi chiedono 'Pino, c'è un caffè per me?'. Ho aperto tanti di quei conti correnti in Svizzera...

Ferguson
Sir Alex Ferguson è coinvolto da Pino Pagliara nell'inchiesta del Telegraph

Quel match contro la Juventus

Ma quello che più ha fatto scalpore in Inghilterra è stato l'accenno fatto da Pagliara a un totem del football inglese, sir Alex Ferguson, il quale, a suo dire avrebbe accettato da lui un Rolex d'oro del valore di circa 35mila euro in cambio dell'intesa di addomesticare il risultato di un non ben identificato match che il Manchester United avrebbe dovuto giocare contro la Juventus in Champions League. E, ha aggiunto Pagliara, non era nemmeno la prima volta con lui. Apriti cielo: in Inghilterra sir Alex è un mostro sacro, qualcosa di paragonabile, per quanto riguarda il calcio ovviamente, alla Regina e come la Regina non si discute.

Inzaghi Juventus
Fu Inzaghi a regalare nel finale la vittoria alla Juventus sul Manchester United il 10 dicembre 1997

Se, come dice Pagliara, il punto debole degli allenatori inglesi è l'avidità, sicuramente quello della maggior parte degli uomini è la vanità e forse Pino, non sapendo di essere registrato, potrebbe essere stato spinto a mischiare Ferguson con i suoi loschi traffici per pura vanteria: più la spari grossa, più ti fai grosso, insomma. Anche perché nelle 8 occasioni in cui il Manchester United ha affrontato, con Fergie in panchina, la Juventus sembrerebbe essercene soltanto una che potrebbe rientrare nella fattispecie descritta dall'ex procuratore italiano. Escluse per ovvi motivi le 4 partite vinte dallo United e anche l'unico pareggio - visto che si riferisce a una semifinale di Champions League - vanno depennate anche le due sconfitte della fase a gironi 1996-97 nella quale i rossi di Manchester non erano in condizione di fare favori ad alcuno, visto che rischiarono seriamente di non qualificarsi. Rimarrebbe dunque l'ultimo turno della fase a gironi della Champions League 1997-98: vinte le prime 5 partite, lo United fu sconfitto 1-0 a Torino - gol di Inzaghi su assist di Zidane a pochi minuti dal termine - e la Juventus passò come seconda. Per gli inglesi è solo fango, ma l'inchiesta continua.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.