Serie A, Rizzoli: "Ad oggi commessi sei errori nonostante il VAR"

Le parole del designatore arbitrale rilasciate nella sede di Sky dove era presente per un workshop.

0 commenti

di - | aggiornato

Share

DisneyPlus in offerta a tempo limitato per 1 anno a 59,99 euro. Offerta valida sino al 23 marzo 2020.

Presente nella sede di Sky per un workshop, il designatore degli arbitri di Serie A Nicola Rizzoli ha rilasciato una lunga intervista a Sky Sport 24 in cui ha fatto un bilancio di questa prima parte di stagione e ha affrontato tanti altri argomenti: 

Ad oggi gli interventi del VAR sono stati 33, quasi uno ogni due partite, che è molto in confronto alle statistiche della passata stagione. Nonostante l’utilizzo del VAR, quest’anno sono stati commessi sei errori, che sono molti, anche se siamo comunque all’1,3% di errori sul totale delle decisioni prese. Ma, soprattutto, tre di questi sei dovevamo evitarli. Il VAR non cancella gli errori al 100% perché c’è sempre il fattore umano, ma anche la tecnologia può avere dei problemi, come successo a Genova (Genoa-Atalanta, ndr) con due telecamere che sono rimaste escluse dal check su un rigore. Di conseguenza, non ha permesso un controllo perfetto. Può capitare 

Sull'eventualità che in futuro gli assistenti spariscano, Rizzoli dice:

I guardalinee serviranno sempre come impatto, l’arbitro da solo ha meno possibilità di controllo. Magari, gli assistenti, come sono chiamati oggi, collaboreranno molto di più su situazioni tecniche in campo e, magari, saranno un po' più liberi sulle valutazioni delle posizioni di fuorigioco 

Rizzoli: "Un arbitro donna? Quando se lo meriterà"

Sulla possibilità di promuovere un arbitro donna in Serie A:

Quando se lo meriterà. È una questione di meritocrazia, non è una questione solo di uomo o donna. Il calcio femminile è cresciuto tantissimo e la capacità anche tecnica e arbitrale femminile è cresciuta tantissimo. Ho visto ragazze arbitro in Uefa allenarsi con gli arbitri e avere prestazioni uguali, se non migliori, degli uomini 

Sugli episodi di razzismo:

Credo non sia solo l'arbitro a poter e dover far qualcosa, un po' tutti dobbiamo fare qualcosa. Prima di tutto, lavorare insieme ai giocatori. Un giocatore che si sente vittima di cori o di discriminazioni, deve avere come punto di riferimento l’arbitro, andare immediatamente da lui, parlare con lui, perché sarà il primo che potrà aiutarlo, che potrà fare qualcosa. In questo caso, se l’arbitro, la terna o gli altri organismi presenti si rendono conto che ci sono in atto situazioni come queste, fermeranno immediatamente il gioco, faranno un annuncio pubblico a gioco fermo e non più mentre è in svolgimento. Poi, non si ricomincia finché i cori non sono terminati e se il fenomeno si ripete ci si ferma di nuovo, l’arbitro chiamerà tutti a centrocampo, verrà fatta richiesta di un altro annuncio e a quel punto la palla passerà al responsabile dell’ordine pubblico, che può decidere se riprendere o sospendere definitivamente

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.