Real Madrid, Casemiro si racconta: "Io, centrocampista per caso"

Il leader delle Merengues si è confessato a un'emittente spagnola, ripercorrendo i suoi inizi di carriera: "C'erano troppi attaccanti, così ho ingannato il San Paolo".

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Durante il Sudamericano under 20 del 2011, mentre l'intero continente ammirava le gesta di un giovanissimo Neymar e il Brasile sognava di aver trovato una nuova generazione di campioni specchiandosi nelle giocate di Lucas Moura e Philippe Coutinho, lontano dalle prime pagine dei giornali di allora stava sbocciando una nuova stella. Si tratta di Casemiro, probabilmente uno dei migliori centrocampisti difensivi attualmente in circolazione. Questo mediano tutto muscoli e intelligenza tattica a quei tempi giocava nel San Paolo, uno dei club migliori di tutto il paese, e aveva sposato la causa di una squadra che, ancora oggi, rappresenta un segmento fondamentale della sua vita.

Da una delle metropoli più caotiche del Sudamerica era cominciato tutto e lì, a fine carriera, il cerchio si dovrà chiudere. A confessarlo è stato lo stesso Casemiro, durante un'intervista rilasciata a "Universo Valdano", un format spagnolo nel quale a cadenza regolare i protagonisti principali sono i calciatori che militano in Liga. La chiacchierata ha ripercorso tutta la carriera del classe 1992 paulista, soffermandosi però principalmente sugli esordi. Un'infanzia difficile, come spesso capita da quelle parti, poche possibilità di mettere qualcosa nel piatto quotidianamente e il calcio come unico sbocco di una vita che, se non fosse andata così, gli avrebbe probabilmente riservato solo delusioni.

Tra i tanti aneddoti raccontati da Casemiro spicca quello riguardo il suo approdo al San Paolo, una società che ogni hanno selezione centinaia di ragazzi organizzando provini per chiunque voglia parteciparvi. Arrivato al centro di allenamento, il giocatore capì subito che la concorrenza sarebbe stata spietata:

Avevo un buon fisico e vedevo la porta, quindi mi presentai come attaccante. C'erano più di 300 ragazzi e ne passavano solo 50, così quando ho visto che gli allenatori chiamavano i giocatori per ruolo mi sono accorto che la concorrenza era troppa, così ho detto di essere uno capace di giocare ovunque.

Real Madrid intervista Casemiro ho ingannato il San Paolo
Casemiro, uno dei centrocampisti difensivi più forti al mondo: il brasiliano è approdato al Real Madrid nel 2013 e con la maglia delle Merengues ha alzato 12 trofei, tra i quali spiccano quattro Champions League

Real Madrid, Casemiro torna sui suoi esordi: "Ingannai il San Paolo per farmi prendere"

Ma il tentativo inizialmente non andò a buon fine:

Lo staff chiamò gli attaccanti e in 40 alzarono la mano, mentre uno degli allenatori scorrendo la lista si sorprese quando mi dichiarai come centrocampista difensivo: "No, tu giochi davanti" mi disse, ma io gli ribadii che potevo fare qualunque cosa. Eravamo in 7 o 8 e da lì è cominciato tutto.

Dopo essere ufficialmente entrato nel settore giovanile del San Paolo, Casemiro è rimasto fedele al Tricolor per ben 11 anni, prima di passare nel 2013 al Real Madrid. Per strapparlo al club brasiliano, le Merengues pagarono 6 milioni di euro, prima di mandarlo in prestito per una stagione al Porto. Lì l'attuale mediano della Seleçao ha potuto fare esperienza per tornare a Chamartin più forte di prima:

All'inizio Zidane non mi considerava, allora un giorno andai da lui e gli dissi che avevo bisogno di giocare. Pensai che fosse pazzo, visto che aveva parlato sempre bene di me. Poi a gennaio gli chiesi perché per me non c'era spazio e lui rispose di stare tranquillo, che quando sarebbe stato il mio turno poi non sarei più uscito dal campo.

In effetti le cose sono andate esattamente così: da quando è a Madrid, Casemiro ha messo insieme 204 presenze togliendosi lo sfizio di segnare anche 20 gol, alcuni dei quali molto importanti. A livello di titoli, con lui al centro del campo le Merengues hanno vinto 12 titoli complessivi, tra i quali spiccano le quattro Champions League e l'unica Liga che ha spezzato l'egemonia dentro ai confini nazionali del Barcellona. Mica male, per uno che non è nemmeno del mestiere.

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