Chicago, Brigid Kosgei abbatte il record della maratona con 2h14’04''

Grande Impresa di Brigid Kosgei, che cancella il record del mondo della maratona a Chicago con 2h14’04”. 

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Che fine settimana per la maratona! Un giorno dopo la clamorosa impresa di Eliud Kipchoge, primo uomo capace di abbattere il muro delle 2 ore nella maratona a Vienna con 1’59”41 (anche se in condizioni irregolari che non permettono l’omologazione come record del mondo), la keniana Brigid Kosgei ha demolito il primato del mondo della maratona femminile a Chicago fermando il cronometro in un sensazionale 2h14’04”. In una giornata fresca ma ideale per correre nonostante un po' di vento lungo il percorso la fuoriclasse keniana ha cancellato dopo 16 anni il vecchio primato stabilito da Paula Radcliffe facendo meglio di 1 minuto e 21 secondi rispetto alla britannica, che fermò il cronometro in 2h15’25 a Londra nel 2003. L’impresa di Kosgei è davvero straordinaria perché cancella un primato che sembrava ormai imbattibile. 

Kosgei ha vinto la sua terza maratona consecutiva del prestigioso circuito Abbott World Marathon Majors dopo i trionfi di Chicago del 2018 in 2h18’20” e di Londra del 2019 in 2h18’35”. Nell’ultima gara disputata prima della Maratona di Chicago Kosgei ha vinto la famosa Great North Run da Newcastle a South Shields in 64’28” (crono più veloce di sempre sulla distanza dei 21 km ma non omologabile a fini statistici per le caratteristiche di declivio di 30,5 metri del percorso). 

Kosgei, atleta gestita dal manager bresciano Federico Rosa, salì sulla ribalta internazionale nel 2016 con la vittoria alla maratona di Milano in 2h27’45”. In carriera la venticinquenne keniana, nata il 20 Febbraio 1994, ha disputato undici maratone. 

Kosgei è partita fortissima percorrendo i primi 5 km in 15’28” seguita di otto secondi dall’etiope Ababel Yeshaneh e di 27 secondi dall’ex campionessa del mondo indoor dei 1500 metri Gelete Burka. 

Il ritmo è leggermente calato dopo la prima parte corsa a ritmi travolgenti, ma Kosgei è transitata al 10 km in 31’28” (con una proiezione finale da 2h12’) e al 15 km 47’26”. Kosgei ha accumulato un minuto di vantaggio su Yeshaneh, che a sua volta era in tabella di marcia per correre un tempo finale da 2h16’. 

Kosgei ha proseguito la sua marcia trionfale transitando al passaggio della mezza maratona in 1h06’59” (proiezione finale da 2h14’). Al 25 km (passaggio in 1h19’33”) Kosgei ha portato il suo vantaggio su Yeshaneh a due minuti. Con uno split di 15’45” tra il 25 e il 30 km Kosgei ha aumentato ancora il suo gap nei confronti dell’etiope portandolo a 3 minuti. Dopo un’altra frazione di 5 km al di sotto dei 16 minuti (15’56” tra il 30 e il 35 km) e un passaggio di 1h51’41” a sette km dalla fine Kosgei ha continuato a correre ad un ritmo da record del mondo con un vantaggio di quattro minuti e mezzo su Yashaneh. A due chilometri dalla fine Kosgei ha capito che il record era ormai nelle sue mani quando è passata al 40 km in 2h07’11”. 

Kosgei ha percorso le due frazioni di mezza maratona a ritmi molto regolari (1h06’59” nei primi 21 km e 1h07’05” nella seconda metà gara). Lo scorso Aprile si impose a Londra con passaggi molto diversi con una prima parte corsa in un “tranquillo” 1h11’38” e i secondi 21km percorsi in un formidabile 1h06’42”. 

Kosgei ha stabilito due migliori prestazioni mondiali all-time ai passaggi intermedi di 1h19’33” al 25 km e 1h35’18” al 30 km strappandole entrambe all’altra campionessa keniana Mary Keitany. 

Brigid Kosgei: 

Ho corso a Chicago l’anno scorso. Il percorso è molto veloce. C’era un po' di vento lungo il percorso ma le condizioni erano ideali. La gente mi ha applaudito lungo il percorso e questo mi ha dato molta energia. 

Al traguardo Kosgei ha ricevuto i complimenti di Paula Radcliffe, che è tornata a Chicago diciassette anni dopo il suo primato del mondo stabilito su questo percorso nel 2002 con 2h17’18. 

Paula Radcliffe: 

Sapevo che il mio record sarebbe stato battuto. Quando ho visto a che ritmo Brigid stava correndo nella prima parte della gara, ho capito che aveva una buona chance di superare il mio primato. Ho sempre detto che 17 è il mio numero fortunato. Sono passati diciassette anni dal giorno del mio precedente record del mondo stabilito a Chicago. 

La seconda classificata Yeshaneh Ababel (vincitrice all’ultima Maratona di Abu Dhabi) ha fermato il cronometro in 2h20’51” precedendo Gelete Burka (2h20’55”). Emma Bates si è classificata al quarto posto stabilendo il record personale con 2h25’57” precedendo l’irlandese Fionnuala Britton McCormak, ex campionessa europea di corsa campestre (miglioratasi da 2h30’38”a 2h26’47”) e le statunitensi Stephanie Bruce (2h27’47), Lindsay Flanagan (2h28’08”) e Laura Thweatt (2h29’06”). L’attesa Jordan Hasay si è ritirata ad inizio gara dopo essere transitata al 5 km in 22’20”. 

Cherono vince la gara maschile in volata

Il record del mondo di Brigid Kosgei ha fatto quasi passare in secondo piano la vittoria di Lawrence Cherono in un ottimo 2h05’45” al termine di un fantastico arrivo allo sprint con gli etiopi Dejene Debela (2h05’46”) e Asefa Mengstu (2h05’48”) e il keniano Bedan Karoki (2h05’53”). Il belga Bashir Abdi ha stabilito il record nazionale e la quarta migliore prestazione europea all-time con un eccellente 2h06’14”. Con la vittoria di Chicago Cherono ha arricchito la sua bacheca dopo i successi nelle ultime due edizioni della maratona di Amsterdam nel 2017 (2h05’09”) e nel 2018 (2h04’06” record personale) e il trionfo alla Maratona di Boston in 2h07’57”. 

Mo Farah, vincitore l’anno scorso, ha tagliato il traguardo all’ottavo posto in 2h09’58”. Il sei volte campione mondiale e quattro volte oro olimpico ha accumulato uno svantaggio di 5 secondi a chilometro nei confronti del gruppo di testa. 

Lo statunitense Galen Rupp si è ritirato poco prima del ventitreesimo miglio. 

Il gruppo di testa comprendente nove top runner (tra questi Cherono, Farah e Rupp oltre agli etiopi Debela, Mengstu e Tura e i keniani Karoki e Chumba) è transitato al 10 km in 29’27”. 

Al passaggio al 21 km in 1h02’04” sono rimasti in sei (Cherono, Chumba, Karoki, Debela, Mengstu e Seifu Tura). 

Una volta che i pacemaker hanno lasciato la compagnia, Karoki ha cercato di dettare il ritmo e solo Debela, Cherono e Mengstu sono riusciti a tenere il passo. Bashir Abdi ha corso forte recuperando 37 secondi sul quintetto di testa nella seconda parte della gara ma ha finito per pagare lo sforzo nel finale. All’ultima curva Karoki ha perso qualche metro nei confronti di Cherono, Debele e Mengstu, che si sono giocati la vittoria in volata.  

La gara riservata alla categoria wheelchair ha visto i successi dello statunitense Daniel Romanchuk in 1h30’26” e della svizzera Manuela Schar in 1h41’08”. 

Chepkirui vince la 10 km di Durban (Sudafrica): 

La leader mondiale stagionale Sheila Chepkirui ha tenuto fede al ruolo di favorita vincendo la 10 km su strada City Surfrun di Durban in Sudafrica in 30’55”. Nel corso di quest’anno Chepkirui ha stabilito la seconda migliore prestazione mondiale all-time con 29’57” in occasione della 10 km su strada di Praga. 

Chepkirui ha lanciato l’attacco decisivo staccando Evaline Chirchir a 500 metri dalla fine. Chirchir si è classificata al secondo posto in 30’57”. Mutai si è classificata al terzo posto in 31’01”. 

Il sudafricano Stephen Mokoka ha conquistato il successo nella gara maschile in 28’12” davanti al pubblico di casa una settimana dopo il quinto posto nella Maratona dei Mondiali di Doha. Mokoka ha sferrato l’attacco decisivo ad 1 km dalla fine staccando l’ugandese Stephen Kissa di quattro secondi e il keniano Kevin Kibet di sei secondi. 

Doppietta keniana alla 20 km di Parigi: 

I keniani Enos Kales e Naomi Jebet hanno vinto la 20 km di Parigi. Kales, iscritto alla gara all’ultimo momento, ha tagliato il traguardo in 58’28” dopo aver percorso i primi 10 km i 14’30”. L’ex specialista francese dei 1500 metri Florian Carvalho si è classificato al secondo posto in 58’56” precedendo il connazionale Michael Gras di 16 secondi. Jebet ha conquistato il successo nella gara femminile in 1h08’51” con sei secondi di vantaggio sull’etiope Chaltu Dida. 

Stefano Chiesa realizza il minimo olimpico della 50 km di marcia a Tilburg

Il ventitreenne Stefano Chiesa ha migliorato il record personale della 50 km di marcia con un ottimo 3h48’25” in occasione di una gara internazionale disputata a Tilburg in Olanda. Chiesa continua il suo buon momento di forma dopo la buona gara disputata un mese fa a Chiasso nella quale aveva avvicinato il record personale sulla 20 km con 1h21’54”. Il marciatore piemontese si allena a Lomello sotto la guida di Pietro Pastorini, storico coach che portò Michele Didoni al titolo mondiale a Goteborg nel 1995. 

Eleonora Giorgi nelle nomination di atleta europea dell’anno 

La European Athletics ha reso noto le nomination per il Premio degli Atleti Europei dell’anno, che verranno annunciati il prossimo 26 Ottobre in occasione dell’annuale Gala dell’Atletica Europea di Tallin del prossimo 26 Ottobre. Tra le candidate è presente anche la marciatrice azzurra Eleonora Giorgi, medaglia di bronzo ai Mondiali di Doha e primatista europea della 50 km di marcia con il tempo di 4h04’50 realizzato alla Coppa Europa di Alytus. Le altre candidate sono Dina Asher Smith (campionessa del mondo dei 200 metri), Sifan Hassan (doppio oro mondiale sui 1500m e sui 10000m), Maria Lasitskene (oro nel salto in alto), Anzhelika Sidorova (oro agli Europei Indoor di Glasgow e iridata a Doha nel salto con l’asta), Katarina Johnson Thompson (oro agli Europei indoor nel pentathlon a Glasgow e ai Mondiali di Doha nell’eptathlon), Malaika Mihambo (oro mondiale a Doha nel salto in lungo), Konstanze Klosterhalfen (bronzo ai Mondiali di Doha sui 5000m e argento europeo indoor a Glasgow sui 3000m), Gesa Felicitas Krause (bronzo iridato sui 3000 siepi a Doha) e Joanna Fiodorow (argento mondiale nel lancio del martello a Doha). In campo maschile i finalisti sono Niklas Kaul (oro mondiale nel decathlon a Doha), Mikail Akimenko (argento mondiale a Doha nel salto in alto), Pawel Fajdek (oro mondiale a Doha nel lancio del martello), Perseus Karlstom (bronzo ai Mondiali di Doha nei 20 km di marcia), Magnus Kirt (argento ai Mondiali di Doha nel lancio del giavellotto), Marcin Lewandowski (bronzo ai Mondiali di Doha nei 1500 metri), Sergey Shubenkov (argento ai Mondiali di Doha sui 110 ostacoli), Daniel Stahl (oro ai Mondiali di Doha nel lancio del disco), Amel Tuka (argento ai Mondiali di Doha negli 800 metri) e Karsten Warholm (oro ai Mondiali di Doha sui 400 ostacoli e primatista europeo con 46”92 a Zurigo). 

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